giovedì 6 agosto 2020

Virginia Apicella a Fattitaliani: interpretare "Nevia" è stata una psicanalisi

Alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la regista Nunzia De Stefano ha portato in Concorso nella sezione Orizzonti la sua opera prima “Nevia”. Ieri sera il film -prodotto da Matteo Garrone- è stato proiettato al Calvi Festival: l’attrice protagonista Virginia Apicella (foto di Dirk Vogelha inviato un videomessaggio ed era presente la co-sceneggiatrice Chiara Atalanta Ridolfi (nella foto sotto). A entrambe la direzione artistica del Calvi Festival e Mario Vitagliano, presidente dell’associazione Viatores Umbro Sabini hanno consegnato un riconoscimento. Fattitaliani ha intervistato Virginia Apicella.
Debuttare in un'opera prima conferisce un certo senso di responsabilità maggiore oppure no? Come ha affrontato il tutto?
Sì, debuttare in un'opera prima è stata una grande responsabilità, proprio perché non avevo mai avuto esperienze nel cinema ed ero alle prime armi, però ho avuto la grande fortuna di lavorare con una regista donna (una rarità), Nunzia de Stefano, con la quale ho avuto un legame profondissimo, sin dal primo giorno che ci siamo incontrate, è stato come incontrare un’altra parte di me, siamo entrate in simbiosi ed è stato fondamentale per me sul set il nostro legame, ha creduto in me da subito e mi ha dato tutta la sicurezza e la fiducia di poter fare questo lavoro.
In che modo la regia di Nunzia De Stefano L'ha accompagnata lungo la narrazione e durante la recitazione?
Nunzia mi ha accompagnato come dico sempre in modo “materno”. 
Ho iniziato a passare molto tempo con lei anche fuori dal set, mi ha portato sulle location da prima di girare il film proprio per farmi conoscere e vivere a pieno il posto dove si sarebbe svolto il tutto, poi abbiamo fatto quattro mesi di casting a tutto il resto del cast per farmi abituare di più ai ritmi e al lavoro dirigendomi così in un modo del tutto naturale.
Le piace la definizione di "Nevia" come Cenerentola moderna? È d'accordo?
Certo, amo questa definizione, perché NEVIA è una favola, una favola moderna, che racconta di questa principessa che riesce a realizzarsi da sola, nel suo piccolo, con determinazione e speranza. Quando siamo stati a Venezia mi hanno anche detto “la cenerentola dal principe mancato” proprio perché il suo riscatto avviene anche al di là di un uomo, purtroppo ci sono luoghi in cui ancora tante donne non possono sfuggire a questi tabù. 
Nevia e Virginia Apicella: alla fine, chi ha dato di più a chi? e che cosa?
Questa è una bella domanda, Virginia ha dato vita a Nevia, quasi come muovere i fili di un burattino, però Nevia ha insegnato molto a Virginia, ci sono state tante scene, dinamiche che ho vissuto anche io in modo diverso e vedere quasi in terza persona, come se lo spirito e il corpo si scindessero, le scelte che Nevia prendeva e come affrontava determinate situazioni mi hanno fatto capire molti errori infantili e strade diverse che avrei potuto intraprendere se avessi reagito come lei, insomma è stata una psicanalisi, come dico sempre Nevia mi ha insegnato tanto.
Quali apprezzamenti del pubblico Le hanno fatto maggiormente piacere e dato particolare soddisfazione?
I più belli sono stati i 15 minuti di applauso a Venezia dopo la prima proiezione ufficiale, è stata una delle emozioni più grandi che abbia mai vissuto, perché quella sera è stata la prima volta che anche io vedevo il film, quindi non avevo proprio idea di quello che sarebbe stato e non appena usciti i titoli di coda è partito quell'applauso ho iniziato a tremare come una bambina e vedere tutti quei volti rivolti verso di me trasparenti delle loro emozioni con le lacrime che scendevano sul viso, non ha prezzo! 
Prossimi progetti nella recitazione?
Ho un bel progetto che spero con tutto il cuore di poter fare presto, però purtroppo non posso dire ancora niente. Giovanni Zambito.
IL FILM

Oltre a Virginia Apicella, nel cast ci sono anche Pietra Montecorvino, Pietro Ragusa, Rosy Franzese, Franca Abategiovanni, Simone Borrelli, Lola Bello e con la partecipazione di Gianfranco Gallo.
Trama. Nevia ha 17 anni: troppi per il posto in cui vive e dove è diventata grande prima ancora di essere stata bambina. Minuta e acerba, è un’adolescente caparbia, cresciuta con la nonna Nanà, la zia Lucia e la sorella più piccola, Enza, nel campo container di Ponticelli. Nevia cerca di farsi rispettare in un mondo dove nascere donna non offre nessuna opportunità, anzi: lo sa, e si protegge da quella femminilità che incombe su di lei nascondendosi dentro vestiti sportivi e dietro a un atteggiamento ribelle. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra piccoli lavoretti e grandi responsabilità, i contrasti con la nonna e la tenerezza per la sorella. Finché un giorno l’arrivo di un circo irrompe nella quotidianità della ragazza.
Un film prodotto da Matteo Garrone per Archimede con Rai Cinema.