venerdì 23 agosto 2019

Le novità della 76° Mostra del Cinema di Venezia

di Riccardo Bramante

Si apre il 28 agosto la 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia che anche quest’anno radunerà nella città lagunare il meglio del cinema internazionale ed italiano insieme ad un folto gruppo di ospiti d’onore che calcheranno il red carpet: da Johnny Depp a Meryl Streep, da Mick Jagger alla famosa attrice cinese Gong Li, solo per citarne alcuni.

La Mostra si aprirà con la proiezione del film del regista giapponese Kore-eda Hirozaku “La Veritè”, ma le opere che molto probabilmente si contenderanno il prestigioso Leon d’Oro saranno “J’accuse” di Roman Polansky sul caso Dreyfuss, “The Laundromat” di Steven Soderbergh sui Panama Papers, “Adults in the Room” di Costa Gravas ispirato alla storia dell’ex ministro greco Yanis Varoufakis e “Ad Astra” di James Gray co protagonista Brad Pitt.

Ma anche molto interessanti saranno le anteprime di due serie prodotte da Sky: “The New Pope” di Paolo Sorrentino che avrà semprecome protagonista Jude Law questa volta accompagnato da John Malkovich e “Zerozerozero” di Stefano Sollima tratto dal bestseller di Roberto Saviano.

Molti saranno i film improntati a storie di donne, anche se, come dice il direttore artistico della Mostra Alberto Barbera, “le donne registe continuano ad essere una minoranza ma abbondano i ritratti femminili di peso anche se realizzati da maschi”. Infatti soltanto due sono le registe in corsa per il Leon d’Oro: la saudita Halfa Al-Mansour con “The Perfect Candidate” e l’australiana Shannon Murphy con “Babyteeth”, ma molti sono, invece, i film che trattano di complessi rapporti familiari tra padri, madri e figli in cui l’elemento femminile è in primo piano; evidentemente l’effetto Me-too e le relative polemiche degli ultimi mesi hanno inciso sulla sensibilità anche del mondo del cinema.

Per quanto riguarda il cinema italiano, quest’anno la Mostra appare improntata alla ricerca di storie ambiziose e sofisticate, con “sfide radicali” – come dice Barbera- che vogliono mettere in mostra la volontà di tornare a contare a livello internazionale. Ed ecco allora “Martin Eden” di Pietro Marcello che ha ambientato a Napoli l’omonimo romanzo di Jack London, “Il Sindaco di Rione Sanità” che Mario Martone ha rielaborato sulla base del testo teatrale di Eduardo De Filippo e “La Mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco che compie una riflessione a volte grottesca su cosa significhi essere palermitani oggi.

Fuori concorso ci sono, poi, altri film italiani con vocazione più popolare ma non per questo meno aderenti alla realtà attuale; tra questi sono da ricordare “Vivere” di Francesca Archibugi, commedia sociale con protagonista Micaela Ramazzotti e “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores che racconta il legame tra un padre, Claudio Santamaria, ed il figlio autistico interpretato dal giovane Giulio Pranno.

Da ricordare, infine, che la Mostra celebrerà anche il centenario della nascita di Federico Fellini (che ricorrerà nel 2020) con il documentario di Eugenio Cappuccio “Fellini fine mai” e con spezzoni “d’archivio” dell’Istituto Luce Cinecittà sulla vita del grande regista.