martedì 8 maggio 2018

Francesco Praino, "vai tranquilla ci vediamo dopo cena" il 1° disco del cantautore calabrese

Francesco Praino è un cantautore nato l’8 aprile 1989 a Cassano allo Jonio, in Calabria.

In questi anni Praino identifica il genere musicale che più lo rappresenta e decide di realizzare il suo primo lavoro discografico da solista.
Il 18 maggio uscirà per la Rec Dischi Indipendenti, il singolo “Spleen”, solo un piccolo assaggio per gli amanti della musica indipendente, che dovranno aspettare giugno per poter ascoltare “Il disco di Praino” : 7 brani inediti e molto originali, dal sound molto ricercato e coinvolgente.
Nel suo disco Praino racconta la sua vita e le sue esperienze durante gli anni di università, racconta dei momenti sereni ma anche quelli tristi che li hanno caratterizzati, ma soprattutto racconta le emozioni, la spensieratezza ma anche le difficoltà di tutti gli studenti, soprattutto quelli “fuori sede”.
“Spleen” il nuovo singolo di Praino racconta la passione, ma anche l’imbarazzo, di tutti gli amori non corrisposti nati nelle aule universitarie, ma anche di sguardi complici rimasti insospesi; Spleen lancia anche il messaggio della perenne insoddisfazione in cui vive una generazione che vorrebbe lavorare senza troppi ostacoli e in qualunque settore, parla di ragazzi quasi rassegnati che sperano ancora di poter contribuire alla crescita del paese, di una società più civile e meno opprimente, che chiede troppo e non da niente.
Si percepisce il disagio dei giovani e dei giovani/adulti: “gli artisti lo sai non stanno nei musei, l’arte non paga mai, proprio mai..” canta Praino in Spleen e cosi i ragazzi si rifugiano giustamente nell’amore, che sia platonico o vissuto con pienezza, che sia tra una coppia, per la cultura, per l’arte, per i viaggi, l’importante è che sia vero amore.
Non a caso, la parola Spleen è un sostantivo che rappresenta un atteggiamento sentimentale caratterizzato da umore tetro, malinconico e annoiato, utilizzato spesso dagli scrittori romantici francesi e inglesi, soprattutto da Charles Baudelaire.