giovedì 5 aprile 2018

Libri, “L’amante di se stessa - Vita di Madame Rimsky Korsakov" di Andrea Biscàro. La recensione di Fattitaliani

di Anna Profumi - Credo sia giusto iniziare la recensione del libro di Andrea Biscàro, (“L’amante di se stessa - Vita di Madame Rimsky-Korsakov”, Graphe.it Edizioni, Perugia, 2018), riportando nel contesto dei miei commenti alcune frasi scritte di pugno dalla contessa stessa. Un modo per comprendere meglio la psicologia di questa nobildonna del passato, incontrastata protagonista del bel mondo russo e francese di fine ottocento.

«A Parigi - scrive Madame - si ride degli dei, dei re, dell’amore, si ride di gusto, si ride delle illusioni, si ride persino quando si soffre, e quello che non si accetta è la serietà, e tutti hanno la pretesa d’averla».
Brevi cenni biografici.
La bellissima Varvara Dmitrievna Mergassov Rimsky-Korsakova (conosciuta in tutta Europa come Madame Barbara Rimsky-Korsakov), nasce nel 1833 da una ricca e nobile famiglia russa, di cui non si ricorda più nulla. La famiglia a cui andò sposa invece è ricordata per i politici e i militari  che diede al paese, ma non solo. Il suocero di “Barbe”, (Sergei Nikolaevich Rimsky-Korsakov), doveva la sua fama al fatto d’esser considerato all'epoca il Fred Astaire della corte dello Zar.
Egli aveva consacrato la sua vita ai balli in costume, sogno di tutti i giovani moscoviti e delle dame della nobiltà provinciale.  Barbe, si era sposata a soli 17 anni, quando il marito ne aveva 21. Ebbero tre figli e presto anche molti dissapori. Inutile dire che era talmente affascinante da essere chiamata la Venere Tartara, per identificare la sua bellezza caucasica. Era la regina dei balli e sicuramente l'oggetto di molte invidie e ammirazioni. Quando Varvara, probabilmente sola, lasciò Mosca per Parigi, il gran salto si era compiuto e non ci mise molto ad imporsi alla frivola e lussuosa corte di Luigi Napoleone III. 
Ma torniamo adesso al libro di Andrea Biscàro, al quale va il merito di essere riuscito a proporre un’attenta analisi storica del periodo, non lasciando nulla al caso. La trama si avvale di una fedele ricostruzione della Russia degli Zar e della Parigi di Napoleone III. L’autore ha saputo mescolare con maestria le vicende personali di Madame, con il contesto nel quale ella è vissuta, grazie una puntigliosa quanto esaustiva ricerca bibliografica. La lettura del testo consente una visione a tutto tondo dell’alta società dell’epoca, dove si evidenziano il fascino dei costumi e delle abitudini di un periodo tra i più felici, prima dello scoppio delle rivoluzioni e delle guerre che segneranno tristemente  l’avvento del nuovo secolo. Riviviamo assieme a Madame Varvara Rimsky-Korsakov, le giornate di quest’affascinante nobildonna russa, a cui nulla era proibito, tutto era concesso e dovuto,  in un turbinio splendido e continuo di balli a corte, cene, inviti a teatro e nei migliori salotti del tempo.
Una donna ed un’aristocratica che potremmo definire a ragion veduta un’icona di stile, che seppe tentare gli uomini che la corteggiavano, entrando prepotentemente nei loro pensieri con l’impeto e  la frenesia della sua breve esistenza. 
L’amante di se stessa è quindi un viaggio nel tempo, con una particolare attenzione alla dimensione femminile del periodo. Nel corso della lettura del libro si incontreranno pittori e opere d’arte, letterati, giornalisti, nobildonne e cortigiane e tutto lo sfarzo di una Parigi  in profonda trasformazione, tra la raffinatezza, il disincanto e il cinismo della classe dominante.
La parabola esistenziale di Varvara, i cui ritratti di Franz Xaver   Winterhalter  si trovano attualmente esposti sia in una sala del Museo d’Orsay a Parigi, che nella Savitkoy Gallery di Penza (Russia), si conclude  con la sua prematura morte, avvenuta a Nizza nel 1878. Donna di grande fascino e carattere  ,baciata dalla fortuna e dalla bellezza, amava apparire, mostrarsi a chi amava, essere al centro dell’attenzione per la sua eleganza, il suo portamento fiero, il suo sentirsi libera in una società dove vigevano ancora ferree leggi di moralismo.
«Sono libera e indipendente. I miei errori sono i miei errori. Il mio successo è il mio successo. Credo in me e in quello che faccio. Se ho fatto errori non ne faccio una tragedia.».
Completano ed arricchiscono la narrazione le citazioni di due grandi scrittori :Lev Tolstoj e il suo romanzo Anna Karenina, nella cui trama è presente la figura di Madame Rimsky-Korsakov. L’altra penna illustre è il letterato Théophile Gautier, amico parigino di Madame. Leggeremo inoltre i ricordi su di lei scritti dalla figlia di Gautier, Judith.
Il lettore sarà piacevolmente sorpreso da un libro che va ben oltre il pregio di una biografia storica. Madame ci incanta, ci stupisce e ci coinvolge, proiettandoci in una dimensione di indiscutibile attrattiva e presa emotiva.