giovedì 24 gennaio 2019

Il Gigante, "La rivolta del perdente" è il 1° album. L'intervista: lottiamo con tenacia per la libertà di sbagliare

Sorto dalle ceneri degli Sluggish Tramps, Il Gigante è il progetto musicale nato nel 2016 da Daniele, Giacomo, Simone, Marco e Samuele. Loro propongono un’alchimia di sonorità stoner rock, blues (con testi cantati in lingua italiana) unita ad un approccio viscerale caratteristico della classica line up composta da voci, chitarre, basso e batteria. Nel loro primo LP "La rivolta del perdente" (mixato a quattro mani dal produttore e da Marco Romanelli presso il The Garage Studio, masterizzato a La Maestà di Giovanni Versari) i ragazzi umbri mantengono il loro trend primordiale: Il Gigante picchia duro, ma trova comunque i suoi momenti di riflessione ed introspezione.

Parlateci de "La rivolta del perdente". Che impronta avete voluto dargli?
L’intenzione è stata quella di imprimergli una forte carica emotiva, che speriamo possa essere captata durante l’ascolto. La connotazione del disco è decisamente rock e l’idea di base è quella di poterne fruire quasi come se fosse un concerto dal vivo. Anche la redazione dei testi è stata particolarmente curata e sagomata intorno a quella figura che abbiamo definito il “perdente”. Nella vita quotidiana noi siamo i perdenti, che nonostante la richiesta di essere impeccabili, veloci, precisi e infallibili, ancora lottiamo con tenacia per la libertà di sbagliare. “La rivolta del perdente” parla proprio di questo.
Avete cantanti di riferimento?
Descrivere le proprie influenze non è mai facile, anche perché si rischia di scrivere liste di nomi lunghissime. Provando ad essere concisi, il nostro lavoro è stato molto influenzato sia da gruppi della scena rock internazionale come Royal Blood e Queens of the Stone Age che musicisti nostrani. Sicuramente Verdena e Bud Spencer Blues Explosion tra gli italiani sono i nostri punti di riferimento principali.
Qual è l’esperienza lavorativa che più vi ha segnato fino ad ora?
L’esperienza più significativa della nostra esperienza di band è stata probabilmente aver partecipato nel 2017 alle finali nazionali di Arezzo Wave Love Festival a Milano, dopo aver vinto le selezioni umbre. Questo è un ricordo che ci portiamo dentro con orgoglio. Anche aver condiviso il palco con band come Fast Animals and Slow Kids, Management del Dolore Post-Operatorio e Modena City Ramblers, è stato veramente bellissimo.
Invece quella mai fatta e che vi piacerebbe fare?
Sicuramente collaborare con qualche artista affermato nella scrittura di un singolo. Pensiamo che sia veramente bello lavorare con musicisti che non conosciamo e poi cercare di carpire i segreti che i professionisti utilizzano nel produrre musica.
Progetti futuri? un tour?
Nei prossimi mesi faremo uscire un altro singolo e nel frattempo con la nostra etichetta JAP Records stiamo organizzando il tour promozionale  dell’album. Per tutti gli aggiornamenti comunque invitiamo i lettori a seguirci sui nostri social.