domenica 9 dicembre 2018

Bruxelles, a La Monnaie il Don Pasquale di Donizetti: come mostrare la profondità attraverso la superficie. La recensione di Fattitaliani

La vicenda del Don Pasquale, un vecchio misantropo ringalluzzito dall'idea di sposarsi che caccia il nipote povero perché questi non vuole delle nozze combinate e viene però ingannato e punito con un finto matrimonio e che si risolve nell'inevitabile lieto fine, è semplice, divertente.
Questo il piano del racconto che si svolge sul palcoscenico: una vicenda buffa di un vecchiardo preso in giro impostata su quattro personaggi principali; ma la musica di Donizetti racconta una vicenda assai più complessa di quello che il libretto porta sulla scena. La musica ha una complessità lieve che restituisce una ricchezza umana al personaggio di Don Pasquale che la storia raccontata gli nega: nella vicenda rappresentata lui è una macchietta, nella musica è un uomo; come Oscar Wilde nella letteratura, Donizetti nella musica riesce nella più difficile delle operazioni intellettuali: mostrare la profondità attraverso la superficie. Operazione che solo ai geni riesce.
Senza apparente peso, con la leggerezza soave di una piuma mossa dalla brezza del meriggio, la sua musica ci racconta con uno svolgimento melodico lineare ma arricchito da complesse sfumature - come un asse avvolto da una spirale che lo segue e lo completa - di un uomo che non vorrebbe invecchiare, e dove la narrazione ci diverte, la musica dolcemente ci intenerisce e commuove, e nello stesso tempo in cui ridiamo, divertiti del suo essere patetico, la ricchezza della musica crea, nostro malgrado, una empatia che ci cattura. Donizetti con leggerezza ci porta in profondità.
Fin dalle prime note l'ouverture del Don Pasquale rivela la direzione musicale di Altinoglu. Una linea musicale nitida, limpida, facile da ascoltare ma carica di sfumature, portatrice di una complessità che però arriva semplice all'orecchio di chi ascolta.
È la magia della musica di Donizetti, è la magia del talento di Altinoglu.
La regia di Laurent Pelly, coadiuvata da una scenografia ideale (Chantal Thomas) che ha fornito gli spazi perfetti - e magistralmente d'improvviso capovolti - per questo gioco scenico a quattro, ha creato una geometria recitativa frizzante e continua, senza mai angoli morti, con i piacevolissimi - e assai riusciti - interventi del coro nel terzo atto.
L'impressione complessiva di questo Don Pasquale è stata di un lavoro magnificamente ben coordinato, dove le intelligenze musicali, registiche, scenografiche e interpretative erano talmente ben sincronizzate da lasciarci il piacere impagabile - e raro - della leggerezza. Ci è piaciuto il cast di questa première: il Dottor Malatesta (Lionel Lhote), Ernesto (Joel Prieto), Norina (Danielle De Niese). Formidabile l'interpretazione di Don Pasquale, Michele Pertusi: ineccepibile basso, eccezionale attore (vedi intervista di Fattitaliani). Giovanni Chiaramonte.

Cast
Direction musicale ALAIN ALTINOGLU
Mise en scène et costumes LAURENT PELLY
Décors CHANTAL THOMAS
Éclairages DUANE SCHULER
Chef des chœurs MARTINO FAGGIANI

Libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti, tratto dal Ser Marcantonio di Angelo Anelli

Don Pasquale MICHELE PERTUSI
PIETRO SPAGNOLI (11, 13, 18, 20, 23)
Dottor Malatesta LIONEL LHOTE
RODION POGOSSOV (11, 13, 18, 20, 23)
Ernesto JOEL PRIETO
ANICIO ZORZI GIUSTINIANI (11, 13, 18, 20, 23)
Norina DANIELLE DE NIESE
ANNE-CATHERINE GILLET (11, 13, 18, 20, 23)
Un Notaro ALESSANDRO ABIS

Orchestre symphonique et chœurs de la Monnaie
Académie des chœurs de la Monnaie s.l.d. de Benoît Giaux

Production SANTE FÉ OPERA (2014), GRAN TEATRO DEL LICEU (BARCELONA, 2015)
Présentation DE MUNT / LA MONNAIE

Avec le soutien de TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FÉDÉRAL BELGE, EN COLLABORATION AVEC PROSPERO MM PRODUCTIONS SA ET TAXSHELTER.BE POWERED BY ING