sabato 16 giugno 2018

ALLARME CHIRURGIA ESTETICA FRA I GIOVANI, PER GLI PSICOLOGI "LA SCUOLA PUO' INTERVENIRE"

“La scuola deve iniziare a occuparsi delle problematiche attuali dei giovani, fra cui il rispetto del proprio corpo e l’accettazione di se stessi, anche se siamo consapevoli del fatto che per svolgere questo compito la scuola ha bisogno di risorse economiche aggiuntive.
Noi psicologi siamo allarmati per il crescente numero di richieste di interventi chirurgici da parte degli adolescenti che già a 16 anni iniziano a ragionare su quale parte del corpo intervenire per somigliare il più possibile ai modelli che impone la tv e oggi anche i social”. Mario Sellini, presidente della società di psicologia, Form Aupi, e segretario generale dell’associazione unitaria psicologi italiani, Aupi, durante il convegno che si è tenuto oggi a Roma sul tema adolescenti e chirurgia estetica, rivolge un appello all’istituzione scolastica affinché, insieme, si possano avviare dei progetti per la creazione di piani di studio che insegnino ai ragazzi il rispetto di se stessi e del proprio corpo. “Pensiamo all’educazione civica – ha proseguito Sellini – che ci insegna il rispetto della società e del contesto in cui viviamo, le regole che stanno alla base della convivenza civile. Questa materia, cancellata per troppo tempo dai piani di studio, dovrebbe essere attualizzata, immaginando un percorso didattico che faccia riflettere i giovani sull’idea di bellezza che artificiosamente viene considerata come forma di benessere. Per gli psicologi, la bellezza, intesa come perfezione fisica di alcune parti del corpo, non coincide con il benessere ed anzi, l’ossessione per l’estetica può diventare una vera e propria patologia alla base della quale ci sono problemi non risolti e sui quali bisogna intervenire prima del chirurgo estetico. È l’immagine che è distorta: ci sono giovani che si guardano allo specchio e vedono una figura diversa da quella reale, enfatizzando ogni minima imperfezione. Con un gioco di parole possiamo dire che i ragazzi non si vedono come sono, ma sono come immaginano di essere”.
Il viaggio all’interno del mondo della bellezza distorta e dell’adultizzazione degli adolescenti è partito con l’intervento di Flavia Piccinni, scrittrice, la quale ha indagato nel libro Bellissime sul mondo dei concorsi di bellezza per i più piccoli. Bambine costrette per estenuanti prove sul set. Senza acqua, senza genitori. Make up capace di trasformare bambine in donne adulte piccole cinque, sei sette anni. Per la prima volta, il mondo delle baby miss e delle piccole modelle italiane viene svelato da un reportage: non solo il glamour, ma anche quello che dietro i brillantini si nasconde. Dal libro Fandango Cinema sta realizzando anche un docufilm. 
Durante il convegno anche l’intervento del chirurgo Leonardo Michele Ioppolo, il quale ha raccontato la sua esperienza sul campo e il boom di richieste che ricevono i chirurghi dagli adolescenti. “Mi è capitato di dire no ad una mamma che ha portato sua figlia a visita da me perché voleva un seno più bello. Parlando con quell’adolescente, che non aveva compito nemmeno 18 anni, mi sono accorto che la ragazza aveva disturbi dell’alimentazione e psicologici che andavano curati prima di sottoporla a un intervento di tipo chirurgico. Ho consigliato la visita dallo psicologo  e il mio consiglio non è stato accolto positivamente”. 
“Ci sono tre soggetti di cui dobbiamo tener conto per analizzare e contrastare il problema – conclude Sellini – i genitori, la scuola, il gruppo di amici. Spesso i genitori sono assenti e non comprendono a pieno le esigenze dei propri figli, oppure - pur di vederli belli, di una bellezza che magari qualche mamma sogna ancora di raggiungere – sono disposti a non considerare i rischi di un intervento chirurgico, anche in futuro, quando il corpo di una adolescente cambia, si trasforma. Poi c’è la scuola, il luogo dove i giovani passano la maggior parte del tempo e dove vengono fuori comportamenti, insicurezze, relazioni, ecc. In ultimo, il gruppo di riferimento, le immagini che girano sui social che impongono la perfezione di alcune parti del corpo per raggiungere il maggior numero di like. Ci si sente più importanti se più belli in un determinato gruppo, ma gli eccessi  cominciano a preoccupare seriamente”.