martedì 10 aprile 2018

Libri, “NOVELLE BREVI DI SICILIA” di Andrea Giostra. La recensione di Fattitaliani


Recensione di Anna Profumi - Il libro si compone di quattordici novelle brevi “che raccontano fatti di Sicilia, dei quali sono stato protagonista diretto talvolta, talaltra indiretto come semplice osservatore.” (Nota dell’autore).

Andrea Giostra, è uno scrittore poliedrico e dalle molteplici sfaccettature. Non ama  le ricerche lessicali, preferendo uno stile narrativo incisivo, per condurre il suo lettore attraverso una serie di racconti gradevoli e ben strutturati.
La Sicilia, terra amatissima, è protagonista assoluta di questa sua raccolta. I racconti sono intercalati da frasi in dialetto, per dare maggiore consistenza al pensiero e all’azione dei personaggi. I fatti raccontati sono reali e l’autore si è limitato a trascriverli per quello che sono, senza nulla aggiungere o togliere all’autenticità delle situazioni, talvolta come protagonista, talvolta da spettatore. Un cantastorie moderno che riesce a trasmetterci con una buona dose di ironia, situazioni spesso paradossali, al limite del surreale.
Ci pare di sentire le voci, i suoni, gli odori di una Palermo sovraffollata e caotica, con i suoi riti, le sue magie, i suoi odori, i suoi sapori. Terra di confine e di accoglienza, dove per secoli hanno convissuto etnie diverse, dove di sono mescolate lingue e tradizioni, religioni e superstizioni in un crogiolo di colori e suoni smaglianti. L’impatto emotivo è forte, non si fanno sconti a personaggi e situazioni, anzi se ne amplificano i vizi e le virtù. Il tutto legato dal filo conduttore dei ricordi d’infanzia, su cui spicca la figura della nonna paterna, dispensatrice di saggezza familiare.
Luoghi e sfumature che si intrecciano in paradossi e vicissitudini giornaliere, un ritratto particolare di uomini e donne alle prese con avventure esilaranti e boccaccesche. Alcune novelle possono considerarsi “erotiche”, ma a mio avviso sono bene inserite nel tessuto narrativo. La bellezza e la procacità femminile, volutamente sottolineate per condurre il gioco sino all’ultimo, prendere o lasciare in ogni caso.

L’autore ama giocare sul filo dell’equivoco, quasi una metafora pirandelliana sulla società ed i suoi protagonisti. Ognuno indossa una maschera e gioca un ruolo prestabilito, non si fanno sconti, nemmeno sul palcoscenico della vita. “Così è se vi pare”, non dimentichiamolo!
Tra tutte le novelle cito quella che mi è maggiormente piaciuta. Si intitola “Il Senatore”. L’argomento trattato è drammaticamente attuale. Non vi è una morale, ma la triste constatazione dell’immobilismo di una classe dirigente, il potere visto nella sua mediocrità, quindi a mio avviso particolarmente difficile da accettare. Il pensiero di “chi tutto vuol cambiare ma in realtà nulla cambia.”
Consiglio quindi la lettura di questa raccolta ad un pubblico selezionato.

Anna Profumi, scrittrice e blogger: