sabato 12 agosto 2017

La difesa del bufalo, il nuovo romanzo di Carlo Barbieri. La recensione di Fattitaliani

Carlo Barbieri (intervista) con “La difesa del bufalo” ci racconta la sua Palermo intricata come un prezioso tessuto fitto fitto di fili di lana e di seta, frutto dell’opera di un’esperta tessitrice siciliana che ha usato un vecchio telaio arabo a baldacchino dove i gomitoli e la saggezza artigianale si intersecano e s’intrecciano irriconoscibili solo ad uno sguardo disattento e inesperto.
Il Commissario Francesco Mancuso è il protagonista della storia che si dipana tra i vicoli della città che s’addobbano a feste comandate, nei mercati arabi di Ballarò e della Vucciria, nella Palermo bene, nella Palermo araba e africana, nelle stanze del potere segreto e della politica di curtigghiu isolano, nella venerazione centenaria della santuzza e della cultura culinaria popolare da consumare calda calda a muzzicuna per strada. Diventa il corteo del 14 luglio il centro del narrare di Barbieri che si sviluppa brillantemente in dieci colme giornate di un luglio focoso più nei pericoli che nella calura estiva. Un fulcro, anche qui, che intesse storie e vissuti, paure e tradimenti, fede e delirio, rispetto e riconoscenza adolescenziale. Ed è lo scontro tra la cultura musulmana estremista e quella occidentale consumista che deve temere il bufalo palermitano. La difesa dell’annutolo non è incondizionata. Il bufalo lo sa “che ogni tanto arriva un leone o un leopardo e se ne mangia uno”, ma gli altri bufali devono continuare a fare la loro vita, a pascolare, a non avere paura e ad andare avanti. Il lettore si vedrà condotto come su un’imbarcazione che naviga veloce sull’Oreto che fu Abbâs, da Monte Matassaro Renna al Tirreno, tra antiche battaglie di cristiani e musulmani, fino a frenare il suo scorrere avventuroso dove “la Santuzza coronata di rose sorrideva e stendeva le mani verso il mare”.
Carlo Barbieri, “La difesa del bufalo”, Dario Flaccovio Ed., Palermo, 2017
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ANDREA GIOSTRA.