mercoledì 19 luglio 2017

Italiani popolo di insoddisfatti, ecco le 5 regole della Wow Therapy

Stressato dalle richieste eccessive del proprio capo (58,2%), distratto dalla vita frenetica di tutti i giorni (55,4%) e preoccupato dall’estratto conto in banca (52,3%), oggi un italiano su 2 (48.7%) si scopre incapace di apprezzare gli aspetti positivi della propria vita e cade in quella che gli esperti definiscono insoddisfazione cronica.
Dare troppo peso agli aspetti negativi o dimenticare di esaltare quelli favorevoli, rischia così di rovinare non solo il rapporto sociale con amici, parenti o colleghi di lavoro, ma soprattutto l’integrità della propria salute. Per sconfiggere questa problematica, gli esperti consigliano la “Wow Therapy”, ovvero la capacità di trarre piacere dagli aspetti positivi della propria vita per il benessere della mente e del corpo.  Infatti, come riporta uno studio della Columbia University, le persone arrabbiate o stressate hanno una maggiore possibilità di sviluppare malattie cardiache rispetto a chi vive la vita con entusiasmo. Una tesi confermata anche dal European Heart Journal (EHJ), rivista scientifica che tratta di tutti gli aspetti più importanti della medicina cardiovascolare. Ma per evitare di vivere una vita al motto di #mainagioia, qual è la soluzione ideale per ridurre lo stress e vivere meglio? Gli esperti consigliano di imparare a stupirsi delle piccole gioie che la vita pone davanti ogni giorno e che per gli italiani sono rappresentati in particolare dall’ammirare un bel tramonto (15%), dal godere del sorriso dei bambini (12,3%) dal sentirsi stimati (10,2%) dalla compagnia degli amici (4,5%) o dal ricevere un abbraccio o bacio da chi si ama ( 5,8%).

È quanto emerge da uno studio promosso da Bibite Sanpellegrino in occasione della campagna Io Mi Meraviglio, una campagna sociale che invita gli italiani a cogliere le piccole meraviglie quotidiane, condotto su 1200 persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni attraverso la metodologia C.A.W.I (Computer Aided Web Interwing) e su un panel di 50 esperti di medicina e psicologia per capire quale sia lo stato d’animo quotidiano degli italiani.

“Le ricerche scientifiche confermano che chi riesce a valorizzare gli aspetti positivi di un’esperienza, non facendosi condizionare dalle emozioni negative, ha una qualità di vita migliore e mostra più soddisfazione per la propria condizione personale e lavorativa – afferma la dott.ssa Valentina Fenaroli, psicologa dell’Università Cattolica di Milano -. La cosiddetta Wow Therapy consiste nel cogliere gli aspetti vantaggiosi delle proprie esperienze e godere delle emozioni positive, per stare meglio sia da un punto di vista fisico che emotivo. Chiaro, questo ‘entusiasmo verso la vita’ non è qualcosa di automatico: qualcuno è più predisposto per personalità, per esperienze di vita e, come dicono le ricerche, per patrimonio genetico. Ma si tratta di un’attitudine che può essere allenata e appresa”. 
Diverse ricerche indagano il legame tra la capacità di guardare al lato buono delle situazioni/esperienze e il benessere psicofisico. Secondo  la dott.ssa Barbara Fredrickson che ha sviluppato in passato un modello definito Broaden-and-build, le emozioni positive, legate a circostanze o esperienze quotidiane, ampliano la gamma di pensieri e azioni possibili, facilitando la flessibilità del comportamento. Queste emozioni hanno una forte proprietà adattiva, durano nel tempo e sono collegate a migliori relazioni sociali e maggiori abilità di coping, cioè di far fronte allo stress.


Sei italiani su 10 sono stressati dalle richieste eccessive del proprio capo, infatti solo il 10,3% si sente gratificato al lavoro. La principale fonte di soddisfazione degli italiani invece sono i famigliari

Ma per quale motivo gli italiani sono così insoddisfatti? Ben l’89,7% dei connazionali ha grandi difficoltà a trovare gratificazioni sul lavoro, stressati dalle richieste eccessive del proprio capo (58%). Questo a volte li spinge a dimenticare gli aspetti positivi di avere uno stipendio e un’occupazione dignitosa. Un altro motivo di insoddisfazione sono le esperienze. E se viaggiare resta uno dei cardini di felicità per gli italiani,  farlo per lavoro (69,2%) provoca in molti casi stress e insoddisfazione sia per il lavoratore che per la famiglia.

Dati che vengono confermati dal fatto che i colleghi di lavoro rappresentano solamente il 9,1% della fonte di felicità degli italiani, rispetto al 64,1% dei figli, al 45,9% delle mogli e al 37,9% degli amici. Il rapporto in ufficio infatti molte volte si limita alla semplice condivisione del lavoro di tutti i giorni. Il dato che salta all’occhio però è che il 5,9% degli italiani, ovvero circa 3,5 milioni di persone, non provano nessuna emozione particolare nel contesto sociale quotidiano. Un aspetto preoccupante, che colpisce in particolare la fascia d’età dei 45-55enni (8%), seguiti dai 18-24enni (7%) e dai 25-34enni (5%). Nell’ultimo anno addirittura l’11,9% degli italiani ha provato insoddisfazione in quello che faceva, rispetto al 26,8% che invece ha provato gioia quasi ogni giorno.

Per superare l’insoddisfazione gli esperti consigliano la “Wow Therapy”, ovvero la capacità di trarre piacere dagli aspetti positivi della vita

A fronte di questi dati, secondo gli esperti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere questo stato di insoddisfazione è la “Wow Therapy”, ovvero la capacità di trarre piacere dagli aspetti positivi della propria vita, evitando di rimuginare su tutti gli aspetti negativi. Infatti, come riporta il The Times, studi scientifici nel campo della medicina e della psicologia confermano l’efficacia del buon umore sulla salute della mente e del corpo. Ma per raggiungere un grado di soddisfazione personale, quali sono le persone che aiutano ad attivare il buon umore secondo gli italiani? In cima alla classifica si posizionano bambini, figli e nipoti (64,1%), seguiti da partner, mogli e mariti (45,9%) per finire con gli amici (37.9%).

Oltre alle persone care, gli italiani hanno individuato ulteriori aspetti capaci di impreziosire la loro giornata: quindi non solo il progresso del proprio figlio a scuola (18,9%) o una manifestazione di stima (10,2%), ma anche la visione di uno spettacolo naturale come un’alba o un tramonto (15%), la carezza al proprio cane (7,5%), un film o un libro preferito (6,1%), un piacevole incontro inaspettato (2,1%), ma anche solamente il gusto ed il profumo di un cibo o una bevanda (1,6%). Momenti che, se venissero valorizzati dalle persone, aiuterebbero a vivere una vita più serena, ricca di soddisfazioni e affetti. Infatti attualmente la frequenza di gratificazione degli italiani evidenzia un trend negativo generale: se il 26,7% degli italiani dimostra una capacità alta e costante di entusiasmarsi, oltre il 55% dei connazionali rimane sotto la media generale.

ECCO LE 5 REGOLE DELLA WOW THERAPY

1)TO BE REALISTIC. E’ importante porsi degli obiettivi realistici e raggiungibili. Inutile tormentarsi perché non ci si può permettere un atollo delle Maldive, si rischia di non apprezzare le meraviglie che ci circondano
2) BICCHIERE MEZZO PIENO. Di fronte ad una situazione che suscita emozioni negative, è importante chiedersi se esiste anche qualche aspetto positivo che non è stato notato.
3) OK ALLA ROUTINE. Fare attenzione alle sensazioni positive che alcune azioni quotidiane provocano in noi: il profumo del caffè la domenica mattina, la bella sensazione di stanchezza che si prova dopo una corsa faticosa, la gratificazione che ci dà nostro figlio quando ci regala un disegno, ecc.
4) ALLENAMENTO EMOTIVO.  E’ importante allenarsi a distinguere meglio i propri vissuti e le emozioni che si provano. In questo modo le persone si possono rendere conto che provano sentimenti/emozioni variegatissimi e che certe esperienze procurano sorpresa, gratificazione, commozione, entusiasmo, tenerezza, sollievo e incoraggiamento.
5) LARGO ALLE NOVITA’. Iniziare a fare qualcosa di nuovo, che rompa in parte con le abitudini, come variare il percorso che solitamente facciamo a piedi per andare al lavoro, andare in piscina, cambiare palestra, ecc. Qualcosa, al quale nessuno credeva, potrebbe stupire.