a cura di Antonino Muscaglione per Fattitaliani
(video) Gli Archivio Futuro e Francesca Palamidessi pubblicano
il nuovo singolo doppio "Limerence / Self-Love", un progetto che va
oltre la semplice collaborazione occasionale e che si presenta come un vero e
proprio incontro creativo. Le due tracce nascono da un'idea di contrasto e
complementarità. Da una parte "Limerence", un brano che racconta il
rapporto con l'esterno attraverso il filtro di un'ossessione sentimentale,
caratterizzato da atmosfere intime, cinematografiche e stratificate. Dall'altra
"Self-Love", che compie il percorso opposto e porta l'attenzione
verso l'interiorità, trasformandosi in un'affermazione di indipendenza,
consapevolezza e libertà personale.
"Limerence" nasce da una base strumentale
degli Archivio Futuro, successivamente arricchita dalla voce e dalla scrittura
di Francesca Palamidessi. Per "Self-Love", invece, il percorso si è
invertito: il brano è partito dall'idea della cantautrice e producer per essere
poi sviluppato e potenziato dal contributo sonoro della band. Un gioco di
specchi che riflette perfettamente il concetto di scambio artistico che anima
l'intero progetto.
Dal punto di vista musicale, Archivio Futuro e
Francesca Palamidessi condividono una forte propensione alla contaminazione tra
strumenti acustici ed elettronica. Sassofoni, batteria, sintetizzatori e
ricerca sonora convivono in una scrittura che sfiora il pop ma sceglie di
esplorare territori più ampi e personali, senza rinunciare alla
sperimentazione.
A completare il progetto c'è anche un videoclip ideato
dagli stessi artisti, costruito su un rigoroso bianco e nero che traduce in
immagini il dialogo tra opposti: luce e ombra, armonia e conflitto, interiorità
ed esteriorità. Due canzoni diverse ma strettamente connesse, che raccontano un
percorso emotivo capace di partire dall'ossessione per l'altro e arrivare alla
riscoperta di sé.
Ne parliamo oggi con Vittorio degli Archivio Futuro, per capire meglio come è nata questa collaborazione e quali sono le idee che si nascondono dietro uno dei progetti più interessanti e originali della loro recente produzione.
Ciao Vittorio, ti chiedo
subito: che cosa significa "singolo doppio"?
«In realtà nasce da un percorso abbastanza naturale. Noi, come Archivio Futuro, stavamo lavorando sempre di più all'idea di introdurre la voce nei nostri brani. Abbiamo proposto a Francesca diversi pezzi e lei si è sentita particolarmente a suo agio con Limerence, decidendo di scrivere un testo su quella base. Da lì è nata l'idea di creare qualcosa di più articolato. I due brani sono complementari: uno rappresenta il bianco, l'altro il nero. Limerence racconta una forma di ossessione sentimentale, un rapporto rivolto verso l'esterno; Self-Love, invece, è una risposta che parla di autodeterminazione, di presa di coscienza e di identità. Prima c'è una fase in cui si subisce qualcosa, poi arriva il momento in cui si afferma sé stessi. È questo dialogo tra opposti che ci ha portato a definirlo un "singolo doppio".»
Come è nato l'incontro
artistico tra Archivio Futuro e Francesca Palamidessi?
«Conoscevamo già Francesca e seguivamo il suo percorso artistico. Ci sembrava affine al nostro modo di lavorare, soprattutto per questa continua ricerca tra elettronica e scrittura contemporanea. Avevamo diversi brani in cantiere e lei ha scelto proprio Limerence. Anche grazie al supporto di Raffaele Lauretti e di Pluma Dischi si è creata l'occasione giusta per sviluppare il progetto. In fondo il concetto di contrasto ci appartiene da sempre: anche il nome Archivio Futuro è una sorta di ossimoro, mette insieme due idee apparentemente opposte. Questo dialogo tra elementi diversi è una caratteristica che ritroviamo spesso nella nostra musica.»
Come si svolge concretamente il processo creativo all'interno degli Archivio Futuro?
«Non esiste un unico metodo. A volte tutto nasce in studio da suoni, campionamenti o idee che recuperiamo dalle nostre cartelle di lavoro. Altre volte uno di noi porta un provino già abbastanza sviluppato e da lì si costruisce il resto. Abbiamo sempre mantenuto una forte autonomia creativa individuale, che poi confluisce nel lavoro collettivo. Nel caso di Limerence, il brano è nato da un mio provino che ho proposto agli altri componenti del gruppo: Danilo Menna e Lorenzo Bitw. Self-Love è arrivato successivamente, quando il processo creativo era già avviato e ci siamo resi conto che poteva esistere una seconda faccia della stessa storia.»
Qual è l'immagine o
l'emozione che volevate trasmettere all'ascoltatore?
«Mi sono accorto nel tempo che la musica, per come la concepisco, genera quasi sempre immagini. Non mi interessa imporre un significato preciso a chi ascolta; preferisco suggerire atmosfere e lasciare che ognuno costruisca il proprio racconto. Con Limerence volevamo creare un percorso cinematografico, fatto di immagini sonore capaci di evocare sensazioni e stati emotivi. Anche Francesca si è lasciata guidare da queste suggestioni nella scrittura del testo. Più che trasmettere un messaggio univoco, volevamo offrire uno spazio in cui l'ascoltatore potesse riconoscere qualcosa di sé.»
Quanto è importante per voi
raccontare due punti di vista così diversi ma complementari?
«Moltissimo. Quando abbiamo completato il progetto abbiamo avuto la sensazione di aver finalmente chiuso un percorso. Limerence esisteva già da tempo e, in un certo senso, cercava il suo completamento. Con Self-Love ha trovato una sorta di gemello. La presenza di un secondo brano ha dato più forza anche al primo, perché ha permesso di costruire una relazione narrativa e musicale. Insieme raccontano una trasformazione e rendono il progetto più completo.»
Pensate che questa
collaborazione possa avere un seguito dal vivo o svilupparsi in nuovi progetti
futuri?
«Al momento Francesca è impegnata con i suoi concerti
estivi e noi stiamo lavorando al nostro secondo LP. Sicuramente però ci saranno
occasioni per portare questi brani dal vivo insieme. È un aspetto a cui teniamo
molto e sul quale vogliamo concentrarci nei prossimi mesi. Questo doppio
singolo è nato quasi come un piccolo EP concettuale e crediamo che la sua forza
emerga proprio nell'ascolto consecutivo dei due brani. Per questo ci piacerebbe
continuare a sviluppare il progetto anche sul palco.»



