a cura di Antonino Muscaglione per Fattitaliani
Per tre giorni Ferrara trasforma i suoi
gioielli architettonici in un grande palcoscenico diffuso dedicato alla musica
e all'incontro tra generazioni di pianisti. Dal 12 al 14 giugno ha luogo la terza edizione di PianoEstense, in
cui centoquaranta pianisti, provenienti da tutta Italia, trasformano con la
loro musica alcuni dei più prestigiosi edifici storici della città in un
itinerario sonoro che unisce arte e patrimonio architettonico. PianoEstense non
è soltanto una rassegna musicale: è un progetto che invita a guardare la città
con occhi diversi, facendo dialogare la musica con gli spazi che più raccontano
l'identità di Ferrara. Le note del pianoforte entrano nei cortili
rinascimentali, attraversano sale affrescate, si diffondono tra architetture
che da secoli custodiscono la memoria della città.
Tra i luoghi simbolo della manifestazione spicca
Palazzo dei Diamanti, uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano,
progettato alla fine del Quattrocento da Biagio Rossetti. Questo palazzo deve
il suo nome alle oltre ottomila bugne marmoree che rivestono le facciate e che,
colpite dalla luce, producono un suggestivo effetto di rifrazione. Da sempre
simbolo della Ferrara estense e oggi sede di importanti esposizioni
internazionali. Accanto a Palazzo dei Diamanti, il festival coinvolge Palazzo Roverella,
quartier generale della manifestazione; Palazzo Naselli Crispi; Palazzo Giulio
d'Este e il Ridotto del Teatro Comunale. Per l'intero fine settimana questi
spazi si trasformano in altrettanti palcoscenici, animati da concerti che si
susseguono dalle dieci del mattino alle nove di sera e che il pubblico può
seguire liberamente, costruendo il proprio percorso tra musica e architettura.
Professionisti affermati, studenti di conservatorio, giovani allievi delle
scuole di musica e pianisti amatoriali condividono gli stessi spazi e la stessa
attenzione del pubblico.
La visione della direttrice artistica Ilaria
Borraccetti è chiara: «fare del pianoforte uno strumento di incontro prima
ancora che di esibizione, offrendo a ciascun partecipante l'opportunità di
presentare il proprio repertorio, le proprie composizioni o personali riletture
di colonne sonore e musiche da film».
La dimensione comunitaria emerge anche dietro le
quinte. Uno staff di circa trenta persone tra volontari, fotografi e
collaboratori accompagna il festival in ogni fase organizzativa. Nel cortile di
Palazzo Roverella, durante le giornate di sabato e domenica, il pranzo
condiviso tra musicisti diventa un momento informale di confronto e conoscenza
reciproca. Un dettaglio apparentemente semplice che racconta bene la filosofia
dell'evento: creare relazioni autentiche attraverso la musica.
In una Ferrara riconosciuta dall'UNESCO come
Patrimonio Mondiale dell'Umanità, la manifestazione PianoEstense, giunta alla
terza edizione, mostra come la valorizzazione culturale possa nascere
dall'incontro tra patrimonio materiale e quello immateriale. I palazzi
raccontano la storia della città, il pianoforte la riporta al presente. E per
un fine settimana, tra le geometrie rinascimentali di Palazzo dei Diamanti e le
sale storiche del centro estense, la musica diventa il filo invisibile che
unisce artisti, cittadini e visitatori in un'unica esperienza condivisa.


