NOVE: ROBERTO BURIONI OSPITE A CHE TEMPO CHE FA SUL CASO DEL TRAPIANTO DI CUORE AL PICCOLO DOMENICO




“Ci sarà un’indagine […] non solo per colpire eventuali colpevoli, ma anche per mettere a punto delle procedure a prova di bomba. E quello che è successo è incredibile, a partire dalla storia del ghiaccio secco perché è difficile da comprendere”. Così Roberto Burioni a Che tempo che fa su canale NOVE.

Sul ghiaccio secco: “Il ghiaccio secco, per chi non è familiare, è chiamato secco perché è fatto di anidride carbonica, il gas che serve per fare le bollicine nell'acqua gassata, ed è solido. Secco perché? Perché mentre un ghiaccio normale si scioglie e diventa acqua, questo ghiaccio secco diventa anidride carbonica. Quindi è molto comodo, in generale, perché non lascia liquido. Però il ghiaccio secco non si riesce a prendere in mano, cioè non è che io per sbaglio posso mettere il ghiaccio secco. Se io davanti mi vedo il ghiaccio, posso prenderlo in mano, ma se ho davanti ghiaccio secco e provo a prenderlo in mano mi brucia la mano perché è a meno 80 gradi e ci vogliono dei guanti per maneggiarlo. Quello che purtroppo è successo, almeno da quello che sembra, è che è stato usato questo ghiaccio invece che quello normale. Che cosa è successo? purtroppo le nostre cellule sono come dei sacchetti pieni d'acqua, come immaginiamo delle bottiglie piene d'acqua, ognuno ha l'esperienza di cosa succede se metto una bottiglia d'acqua nel frigo, si mantiene, se la metto nel freezer, si rompe. Esattamente quello che è successo, pare, alle cellule di questo cuore. Poi non si è ben capito se il cuore sia stato espiantato prima di avere la certezza che c'era un altro cuore disponibile. Tutto questo è difficile da capire. Sicuramente non c'è stato un solo errore, ci sono stati una serie di errori”.

Sul sistema trapianti italiano: “Questo ci ricorda anche quanto l'eccellenza non è fatta solo dal singolo medico bravissimo in sanità, ma da tutta una procedura e tutto un lavoro d'equipe. Speriamo che questa cosa non si ripeta più, anche perché per fortuna noi abbiamo anche un sistema di eccellenza. Noi siamo tra i migliori al mondo: i nostri tassi di sopravvivenza dopo i trapianti sono tra i migliori del mondo. Quindi il nostro sistema trapianti è eccezionale e tutto coperto dalla sanità pubblica. Bisogna dire che noi siamo degli ottimi donatori, in questo siamo molto virtuosi. In Europa ci battono gli spagnoli”.


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