Ivo Andrić, "La donna sulla pietra" una raccolta sorprendente del premio Nobel balcanico

 


Il 18 febbraio 2026 esce in libreria La donna sulla pietra , nuova raccolta di racconti dello scrittore Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura. 


La donna sulla pietra è una cantante lirica alle prese con l’invecchiamento, è una moglie maltrattata che rivendica una scelta, è una ragazzina in cima a un muretto osservata dal matto del villaggio, è una giovane che diventa la “piccola creatura” di Lord Byron.


La donna sulla pietra tradotto da Alice Parmeggiani e curata da Božidar Stanišić, offre al lettore un Andrić inedito e sorprendente.


«Diversamente dalle opere più note al lettore occidentale, nelle quali l’autore racconta la Bosnia, i nove racconti de La donna sulla pietra a una prima analisi paiono presentarci un Andrić insolito, lontano dai suoi profondi sguardi sulla storia. La mano, però, è la stessa, felice e moderna, capace di creare uno stile narrativo originale», afferma il curatore del libro Božidar Stanišić.


Al centro della raccolta c’è la donna nelle sue diverse sfaccettature. «Il lettore può incontrare qui molteplici variazioni su un tema principale: la donna nella sua complessità psicologica, erotica e sociale, nel rapporto con se stessa, con l’uomo e con la societàNessuno scrittore delle letterature slave meridionali aveva mai dedicato tale attenzione alle donne come protagoniste della narrativa», sottolinea sempre il curatore.


Stanišić evidenzia anche l’attenzione di Andrić per la quotidianità: «La sua perizia nel cogliere, grazie a minimi dettagli, la piena intensità di micromondi sociali e familiari, spesso invisibili, è straordinaria. Proprio l’evidenza quotidiana – volti, parole, oggetti – costituisce per Andrić una sfida narrativa e un invito all’avventura del racconto».


Nel racconto che dà il titolo alla raccolta La donna sulla pietra, il personaggio di Marta L., cantante d’opera al bivio tra giovinezza e vecchiaia, diventa «un’occasione per interrogarsi su cosa vive e circola dentro le donne e gli uomini che giacciono immobili sulle lastre di pietra, sotto il sole di agosto», spiega Stanišić. E ancora, in racconti come Parole, «il narratore svela i mondi interiori dei personaggi attraverso la struttura del racconto nel racconto, offrendo uno sguardo intenso sulla vita quotidiana e sulle relazioni umane».


Una raccolta che rinnova la modernità di Ivo Andrić, confermandone il posto tra i grandi narratori del Novecento.


IVO ANDRIĆ

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È il primo rappresentante della letteratura slava meridionale ad essere insignito del premio Nobel (1961), destando l’interesse di un pubblico internazionale. Nato a Travnik (Bosnia ed Erzegovina) nel 1892, trascorre la maggior parte della sua vita a Belgrado, dove scrive le sue opere più note e dove è sepolto. È politicamente attivo da quando, terminati gli studi, viene eletto presidente del Movimento progressista serbo-croato. Si dedica alla carriera diplomatica, soggiornando in diverse città europee e approfondendo nel contempo la vocazione letteraria. Risale agli anni Trenta la pubblicazione di alcune novelle e al 1945 quella dei due romanzi maggiori, La cronaca di Travnik e Il ponte sulla Drina. Muore a Belgrado nel 1975. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato In volo sopra il mare e altre storie di viaggio (2017), il romanzo La vita di Isidor Katanić (2020), Litigando con il mondo (2021), La Signorina (2022), Il caso di Stevan Karajan (2024), La donna sulla pietra (2026).


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