Con l’inaugurazione del 14 febbraio, l’Immagine Museum di St. Petersburg ha accolto anche l’opera di Guido Rocca all’interno della sua nuova mostra di arte contemporanea. In un contesto museale riconosciuto per l’attenzione alle ricerche più attuali e per il dialogo costante con la scena internazionale, la sua presenza consolida un percorso che negli ultimi anni ha ampliato il proprio raggio oltre i confini nazionali, inserendosi in un circuito espositivo di respiro globale.
La pittura di Rocca non nasce da un’idea accademica di stile, ma da una tensione interiore che si è trasformata in linguaggio visivo. Il suo lavoro si muove tra astrazione ed evocazione simbolica, dove la materia pittorica diventa vibrazione, stratificazione, energia. Non c’è narrazione lineare: l’immagine si offre come campo aperto, chiedendo allo spettatore una partecipazione attiva.
Elemento centrale è la luce. Non come semplice contrasto cromatico, ma come forza generativa. Nei suoi lavori la luce attraversa superfici dense, talvolta graffiate o sovrapposte, suggerendo un passaggio, un superamento. È una pittura che parla di trasformazione senza dichiararla, che suggerisce rinascita senza retorica.
Questo approccio affonda le radici in una biografia intensa, segnata da momenti di perdita e disorientamento. L’esperienza personale, inclusa una fase di dipendenza e smarrimento, non viene tematizzata in modo esplicito ma agisce come matrice profonda del gesto creativo. La tela diventa spazio di ricomposizione, luogo in cui il frammento trova un nuovo equilibrio.
La partecipazione alla mostra dell’Immagine Museum assume quindi una duplice valenza: da un lato l’ingresso in un’istituzione museale di rilievo internazionale, dall’altro la conferma di una ricerca capace di dialogare con pubblici e sensibilità differenti. In un sistema dell’arte sempre più connesso e competitivo, la sua presenza contribuisce a rafforzare un percorso che unisce identità italiana e apertura verso il panorama culturale statunitense.
Accanto all’attività espositiva, Rocca porta avanti incontri e progetti dedicati ai giovani, in cui l’arte diventa strumento di prevenzione e consapevolezza. Non come lezione morale, ma come testimonianza concreta di possibilità. L’idea che attraversa il suo lavoro è che la fragilità possa trasformarsi in forza espressiva e che la creatività rappresenti una via reale di emancipazione.
In un tempo in cui l’arte contemporanea oscilla tra mercato e provocazione, la ricerca di Guido Rocca sceglie una traiettoria diversa: quella dell’intensità silenziosa. Un percorso che non punta all’effetto immediato, ma alla permanenza. E che, nel dialogo con istituzioni internazionali, continua ad ampliare il proprio orizzonte mantenendo coerenza e profondità.
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