IL CAREGIVING OCCUPA IL 30% DELLA VITA DELLE DONNE ITALIANE

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Indice Cile per genere e gruppo di età, dati del 1998 e 2016

In una società caratterizzata da una crescente longevità, la sostenibilità dei sistemi di assistenza a lungo termine dipende sempre più dai caregiver: 13,5 milioni di persone in Italia che ogni giorno si dedicano a cure e supporto di familiari, amici, vicini di casa.

Per decenni, politiche pubbliche e interventi di welfare si sono concentrati quasi esclusivamente sui beneficiari dell’assistenza, privilegiando soluzioni medicalizzate e affidandosi a un modello di cura “family-by-default”. Oggi questo approccio mostra tutti i suoi limiti: la domanda di assistenza cresce, i caregiver familiari disponibili diminuiscono e le disuguaglianze di genere nella cura aumentano ed emergono con forza, rendendo urgente l’adozione di strategie più eque e sostenibili.

La ricerca Age-It, presentata da Cecilia Tomassini (Università del Molise), documenta questa disuguaglianza e sottolinea come la sostenibilità dei sistemi di assistenza di lungo periodo dipenda dal riconoscimento e dal supporto ai caregiver, soprattutto femminili. 

 

Nuovi strumenti per misurare e intervenire

 

Lo studio realizzato dalla professoressa Cecilia Tomassini (Università del Molise) ha elaborato il Care Involvement Life Expectancy (CILE), un indicatore che misura gli anni di vita dedicati alle attività di cura, mettendo in luce e l’aumento della porzione di vita dedicata all'aiuto e forti disuguaglianze di genere. 

Il Care Involvement Life Expectancy (Indice CILE) è in grado di misurare, rispetto all’aspettativa di vita, quanti anni ognuno di noi trascorrerà in condizioni di caregiving. Al crescere della speranza di vita, aumentano anche gli anni di caregiving, ossia gli anni che trascorreremo prendendoci cura di chi ha bisogno di assistenza. La professoressa Cecilia Tomassini, curatrice dello studio insieme alla Dott.ssa Cisotto (Università Cattolica del Sacro Cuore) e alla Dott.ssa Meli (Istituto Nazionale di Statistica - ISTAT), afferma: “I nostri risultati mostrano come il caregiving costituisca una componente sostanziale della vita adulta. L’indice Cile dimostra come all’aumento dell’aspettativa di vita corrisponda anche l’aumento degli anni dedicati al caregiving. Inoltre persistono marcate disuguaglianze di genere: le donne sono destinate a trascorrere una quota significativamente maggiore della loro vita adulta fornendo cura non retribuita”..

 

Il grafico si basa sui dati del 2016, i più recenti messi a disposizione dall’ISTAT. L’Indice CILE mostra per uomini e donne un andamento simile lungo l’età, con un aumento nelle età giovani-adulte, un picco nella mezza età e una diminuzione in età avanzata. A tutte le età, tuttavia, le donne presentano valori sistematicamente più elevati rispetto agli uomini. Nel 2016, una donna tra i 25 e i 29 anni dedicherà circa il 29–30% della propria vita futura alle attività di cura, contro il 22–23% di un uomo della stessa età. In termini assoluti, ciò corrisponde a circa 16–17 anni di caregiving per le donne e 12–13 anni per gli uomini, calcolati sull’aspettativa di vita tra i 25 e i 29 anni, con un divario di circa quattro anni. 


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