Sabato 31 gennaio ore 20.30 all’Auditorium Manzoni
Un percorso musicale che attraversa sonorità nordiche e suggestioni legate al mare caratterizza il prossimo concerto della Stagione Sinfonica 2026 del Teatro Comunale di Bologna diretto da Daníel Bjarnason, tra le figure più significative della nuova musica islandese. Sabato 31 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium Manzoni, Bjarnason torna sul podio dell’Orchestra della fondazione lirico-sinfonica felsinea presentando due proprie composizioni, entrambe interpretate in prima esecuzione italiana: Fragile Hope e il Concerto per violino e orchestra. In quest’ultimo, impegnata nella parte solistica è Ava Bahari, violinista svedese tra le più interessanti delle nuove generazioni, premiata anche al Concorso “Paganini” di Genova nel 2021, che debutta nel cartellone del Comunale. Completano il concerto la Passacaglia tratta dall’opera Peter Grimes di Benjamin Britten e la Sinfonia n. 7 in do maggiore op. 105 di Jean Sibelius.
Artista associato della Iceland Symphony Orchestra, Bjarnason ha diretto le principali compagini internazionali come la Los Angeles Philharmonic, la BBC Philharmonic Orchestra e la Tokyo Symphony Orchestra. Come compositore, si distingue per versatilità ed eclettismo: ha spesso attraversato i confini della musica classica e collaborato con musicisti quali Sigur Rós, Laufey, Ben Frost, Brian Eno ed Efterklang. La sua musica è stata diretta, tra i tanti, da Esa-Pekka Salonen, Gustavo Dudamel, John Adams, James Conlon. Più volte premiato con l’Icelandic Music Awards, ha inoltre ricevuto una nomination ai Grammy Awards per l’album Concurrence.
Classe 1996, la violinista Ava Bahari ha tenuto il suo primo concerto da solista alla Göteborgs Konserthus a soli otto anni. Da allora si è esibita come solista con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra Sinfonica di Göteborg, l’Orchestra Sinfonica di Malmö, l’Orchestra Filarmonica Reale di Stoccolma e la Philharmonia Orchestra. Le sue collaborazioni con musicisti e direttori d’orchestra si estendono a nomi come Pekka Kuusisto, Andrew Manze, Tabita Berglund, e, nell’ambito cameristico, a Kirill Gerstein e Daniel Hope.
La serata si apre con Fragile Hope, brano orchestrale presentato per la prima volta a Göteborg nel 2024 e appartenente a una serie di pezzi commissionati proprio dall’Orchestra Sinfonica di Göteborg ai principali compositori di area scandinava con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della vulnerabilità dell’ecosistema marino. La scrittura di Bjarnason dà qui vita a suggestioni sonore continue, che riflettono la mutevolezza e la potenza dell’immaginario naturale del suo paese natale, l’Islanda appunto.
Segue il Concerto per violino e orchestra, composto da Bjarnason su commissione della Los Angeles Philharmonic e della Iceland Symphony Orchestra. Questo concerto è stato eseguito per la prima volta nel 2017 sotto la direzione di Gustavo Dudamel. Nel brano il violino presenta un'accordatura non convenzionale – tipica della prassi barocca –, e nel corso dell'opera si misura con soluzioni tecniche molto ardite, tra accordi spezzati velocissimi e cadenze iper-virtuosistiche. Strutturato in un unico movimento, si apre con l’intervento solistico, a cui poco per volta va a sovrapporsi l’intera orchestra, in un processo di continua espansione timbrica e drammatica.
Legato all’ambientazione marina è anche il terzo brano in programma: la Passacaglia tratta dal Peter Grimes di Britten. Al centro di quest’opera, composta nel 1945, vi è la storia tragica di un pescatore solitario, rifiutato e condannato da una comunità chiusa e giudicante. Dalla partitura l’autore estrasse alcuni brani sinfonici rappresentativi della vicenda di Grimes – Quattro interludi marini e la Passacaglia, appunto – dove il mare, non più solo un semplice sfondo, si fa protagonista.
Conclude il concerto la Sinfonia n. 7 in do maggiore op. 105 di Sibelius. Ultimo lavoro sinfonico del compositore finlandese, cui seguì un silenzio creativo che durò per quasi trent’anni, questa “fantasia sinfonica” – come la soprannominò lui stesso – rappresenta il culmine di un percorso iniziato con le prime sinfonie e sempre orientato al superamento della forma classica. L’opera è concentrata in un unico movimento organico, dove episodi contrastanti vengono fusi senza soluzione di continuità, e testimonia l’inarrestabile struggimento di Sibelius verso una sintesi sinfonica definitiva.
Main Partner della Stagione Sinfonica 2026 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo.
I biglietti – da 15 a 45 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.
Per ogni appuntamento della Stagione Sinfonica 2026 si terranno le consuete introduzioni all’ascolto per il pubblico “Note a margine”, in programma circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.
Info: https://www.tcbo.it/eventi/
