Quattro donne, quattro amiche, una cena.
È passato un anno dall’ultima
volta che si sono viste e qualcosa, durante quell’anno, è accaduto nelle loro
vite: qualcosa che le ha piegate e trasformate, allontanandole. Non sono più
quelle di prima quando si rivedono, ma fingono di esserlo, cercando di
rimuovere il problema.
Un gioco a nascondersi, a far
finta di niente, la loro vita, la loro amicizia.
Ma cosa accade quando questo
gioco si spezza? Cosa accade se si abita un gioco opposto? Smascherarsi e
smascherare l’altro; essere ciò che non si è realmente, ma ciò che si vorrebbe
e potrebbe essere in un’altra realtà, parallela, dove tutto può essere
possibile; costruirsi un mondo ideale, una prospettiva diversa, come risposta
al rifiuto nei confronti del mondo in cui si vive realmente, fatto di non
azioni e scelte mancate.
Un mondo ideale, sì, dove la
rabbia, la delusione, l’amarezza, la paura si traducono in azione, non essendo
più qualcosa da rimuovere o da cui farsi schiacciare. Un mondo che va
bruscamente a interrompere la realtà, senza spiegazioni o giustificazioni?
Quattro donne, quattro amiche,
una cena.
Una cena che s’interrompe e insieme si ripete, variando di volta in volta.
Una cena che diventa tante cose
diverse, viaggiando su un doppio binario in modo via via più pericoloso e
confuso, tanto da non capire più dove ci si trovi, se all’interno di un mondo
reale, fatto di sottrazione e silenzio, o di quello ideale, dove tutto sembra
essere possibile.
Maria Teresa Berardelli
NOTE DI REGIA
“Una drammaturgia inedita che
nasce da una elaborazione in dialogo su intuizioni provenienti dalle
improvvisazioni di quattro attrici, in una dimensione completamente al
femminile.
Si tratta di una cena, un
semplice incontro tra quattro amiche, che in un ritmo vorticoso si ripete,
fino a confondere addirittura il tempo e la veridicità degli accadimenti?
Il progetto è pensato come una
commedia grottesca in cui l’apparente realtà delle cose può sembrare altro. Il
lavoro nasce dalla necessità di raccontare noi stessi e l’incapacità di essere
sinceri con gli altri, celando la nostra personalità o addirittura ribaltandola
completamente, per capire che siamo sempre vittime delle circostanze.
Quindi se il dramma si tramuta in
commedia, diventa un gioco teatrale dove ogni possibilità narrativa scivola nel
parossismo e spinge ad un climax sempre più complicato ed esilarante.
In questa dinamica il tempo sembra essere sospeso e le possibilità di affrontare la realtà si moltiplicano, fino a sprofondare in un “non luogo”, in una sospensione di tempo che assomiglia al territorio del sogno ed estende la nostra possibilità di essere.
Cosa succede se la scena, come uno specchio, riflette questa dimensione, dove è data la possibilità ad una persona di essere esattamente il contrario di sé, o almeno provare a riscrivere la propria storia? Esistere significa soffrire o ridere di sé, se poi tutto si riduce ad un gioco che assomiglia alla vita.”
Giacomo Vezzani
ELISA DI EUSANIO | VALENTINA FOIS
VALENTINA MARTINO GHIGLIA| MARTA NUTI
HO BISOGNO DI SENTIRE QUALCUNO
CHE MI DICA CHE STO BENE
drammaturgia Maria Teresa Berardelli
da un’idea di Eusanio, Galliani, Martino Ghiglia, Nuti
assistente alla regia Fabio Carta | musiche e suoni Vanja Sturno
costumi Marta Genovese | scene Laura Giannisi | luci Javier Delle Monache
coreografia Daria Nocera
regia di GIACOMO VEZZANI
produzione MAT-Movimenti Artistici Trasversali
SPAZIO DIAMANTE
4-7 dicembre 2025
Sala Black
Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM
Da
martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19, domenica ore 17
Lo Spazio
Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a
chiunque di venire a Teatro
Biglietto
Supporter - € 18
Biglietto Standard - € 14 -
Biglietto Agevolato - €10



