Musica, il dramma dei campi di concentramento nel nuovo singolo di Cisco. L'intervista

Sarà nella colonna sonora del film 'Bocche inutili'

Le bocche inutili che non si sentono più. Che non parlano, non mangiano e non esiLe bocche inutili costrette in un "inferno di fame del '44", di persone costrette "a lavorare e marciare, digiunare e sparire". Sono le 'Bocche inutili' raccontate da Cisco nel nuovo singolo appena pubblicato sulle piattaforme di streaming che accompagna, nella colonna sonora, l'omonimo film diretto da Claudio Uberti e girato a Carpi che racconta le condizioni di vita drammatiche di alcune donne ebraiche all'interno di un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale.

Alcune scene del film sono state riprese presso l'ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi, a circa sei chilometri dal centro modenese: destinato inizialmente ai militari nemici, nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei lager nazisti.
'Bocche inutili' nasce in seguito ad un invito sul set del cantautore emiliano da parte di uno dei produttori del film, grande fan dello stesso Cisco. Nell'estate del 2021, racconta all'agenzia Dire, "sui giornali locali era uscita la notizia che stavano girando il film. Coincidenza ha voluto che uno dei produttori della pellicola fosse un mio fan, fin dai tempi dei Modena City Ramblers. Così mi ha invitato sul set, dove sono andato di corsa. Per me era la prima volta e quella giornata mi aveva ispirato". Infatti, continua, "quando sono arrivato a casa ho chiamato il mio collaboratore Giovanni Rubiani" e insieme hanno iniziato a lavorare sulla canzone: "Così è nato il brano".
Dopo la fine delle riprese, Cisco è stato invitato dal produttore, che lo aveva voluto sul set, a partecipare alla festa di fine riprese: "Mi ha anche chiesto se avremmo potuto suonare le nostre canzoni, cosa che abbiamo fatto". Ma non solo: "Abbiamo fatto loro la sorpresa di suonare la canzone che avevamo scritto, ispirati dal film che avevano girato e in quel momento hanno capito che il messaggio che arrivava dalla canzone era lo stesso che trasmettevano con il loro film. Così mi hanno chiesto se potevano usarlo per la colonna sonora del film. Per me era un sogno", ha detto ancora Cisco che ha ricordato di non aver "letto copioni, mi hanno solo raccontato a larghe linee di cosa parlava film. Ho cercato di seguire un discorso musicale particolare usando strumenti acustici perché volevo ricreare suoni dell'epoca". Non è la prima volta che Cisco lega sue canzoni a dei film. Nel 2000, dopo aver visto il film di Marco Tullio Giordana, 'I cento passi', ha scritto traccia omonima ispirato dal film e dalla scena in cui Peppino Impastato e il fratello percorrono i cento passi che indicano la distanza tra l'abitazione della famiglia Impastato e la casa del boss mafioso Gaetano Badalamenti ("sono uscito dal cinema in lacrime come molti e con il ritornello in testa, '1, 2, 3, 4, 5, 10, 100 passi"). E poi ancora nel 2019 ha pubblicato il singolo 'Aquile Randagie', che fa parte della colonna sonora dell'omonimo film sullo scoutismo ai tempi della Resistenza. Ma non finisce qui, perché Cisco sta per uscire con nuove produzioni, questa volta legate ad un documentario sul rapporto tra i motori e la terra di Emilia: "Mi hanno chiesto di raccontare questo rapporto- ha detto ancora- tra noi emiliano romagnoli e le corse, le case motoristiche. Ho inciso due brani che usciranno con il documentario".
Tour con la Bandabardò, con Erriquez a Guidarci
"Lui insostituibile, sono emozionato"
"Mi è stato chiesto direttamente da loro di provare a fare ripartire la macchina della Bandabardò: ho accettato di buon grado perché sono amici, sono tra i pochi che posso considerare tali in questo mondo musicale". A Stefano Bellotti, per tutti Cisco, quando parla del nascente progetto con la Bandabardò gli occhi diventano lucidi. L'emozione è tanta soprattutto quando ricorda Erriquez, scomparso quasi un anno fa: "Il 14 febbraio sarà un anno che ci ha lasciato, ha lasciato un grande vuoto. Era una persona speciale. Rimane la sua musica, la sua arte".
Il 24 gennaio sui social è arrivato l'annuncio sui social del progetto che metterà insieme Cisco e la Bandabardò: "Mi hanno chiesto se volevo mescolare la mia musica con la loro. È un mondo che non merita di fermarsi- ha detto Cisco all'agenzia Dire- Mi sembrava giusto condividere il palco con loro. Sarà per un periodo che dovrebbe essere quello estivo, tra maggio e settembre con il tour andremo in giro per l'Italia, canterò brani loro e loro suoneranno pezzi miei. Verrà fuori una scaletta meravigliosa. La gente potrà divertirsi e potrà tornare a casa in qualche modo. È la prima volta che ne parlo e sono emozionato. Sono sicuro che di fianco a noi ci sarà Erriquez a guidarci, nelle scelte e nelle cose da dire sul palco. Ma io non sarò il sostituto di Erriquez, lui è insostituibile".
Appena uscita la notizia, il riscontro (positivo) sui social è stato incredibile: "Un mare di approvazione- ha confermato Cisco- E' stato fantastico. Ma questo è grazie soprattutto a loro, più di altri sono riusciti a costruire un legame con il pubblico quasi fraterno". Per l'ex voce dei Modena City Ramblers "la paura del pubblico era un po' la mia, cioè che loro potessero lasciare. Invece l'idea di continuare ha rasserenato i fan".
Sul palco Cisco avrà la possibilità di cantare tante canzoni della Bandabardò che ha sempre amato, soprattutto una che ha tra l'altro inciso nell'ultimo album, 'Canzoni dalla soffitta': "È Manifesto. Quando l'ho sentita ho pensato che avrei voluto scriverla e pure come cavolo si fa a scrivere una canzone così bella".
fonte «Agenzia DIRE»
 
Fattitaliani

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