martedì 10 novembre 2020

Aurelio Fierro dei Super Four: abbiamo l’esigenza di essere capiti dai giovani. L'intervista

Con Francesco Boccia, Sabba e Gregorio Rega, fa parte dei Super Four, il quartetto musicale che sta spopolando a X Factor Romania, anche il nipote d’arte Aurelio Fierro. 
È lui che ha suggerito il nome della band, ispirato dai Super 4 Jimmy Fontana, Nico Fidenco, Riccardo Del Turco e Gianni Meccia. Un’unione artistica, nata inizialmente come puro divertimento tra quattro amici, che sta cominciando a portare i suoi frutti. 

“Nel 2009, i primi a collaborare insieme siamo stati io e Sabba. Facevamo spettacoli, intitolati Aurelio vs Sabba, ossia delle sfide per accattivare il pubblico a suon di brani italiani e no. Durante una di questa serate, abbiamo incontrato Gregorio Rega, che in seguito si è unito al progetto, chiamato ironicamente I Tre Tenori, in onore a Carreras, Domingo e Pavarotti. Tra le hit con cui ci esibivamo c’era Grande Amore, scritta da Francesco Boccia, con cui ero amico da diverso tempo. E’ così venuto una sera a sentirci all’Arenile di Bagnoli. Ed è proprio da lì che è partita l’idea del quartetto, con il qyale poi ci siao presentati a X Factor Romani”. 

Nipote del celebre Aurelio Fierro, da cui ha ereditato il nome, l’uomo ha sempre respirato la musica nella sua quotidianità

“Oltre a nonno Aurelio, nonna è stata la prima discografica donna italiana. Mio padre, già dall’età di 18 anni, faceva il direttore artistico della King, l’etichetta discografica fondata dalla mia famiglia, e degli spettacoli di nonno. E’ per merito dei suoi tanti viaggi, se abbiamo aperto con la nostra famiglia questo ristorante, la Canzuncella, dove si faceva la cena-spettacolo e lui a fine serata si esibiva in 4 o 5 canzoni. Mio padre, visto tutto il mio lavoro batteristico fatto al fianco di nonno nelle varie tournee, mi ha quindi suggerito di andare a studiare da Tullio De Piscopo”. 

Dal 2003 al 2009, Aurelio Fierro Junior è stato nel cast di Notre Dame de Paris, passando per l’orchestra stabile di Castrocaro e per un gruppo, di cui è uno dei fondatori, di rock metal.  Nei prossimi mesi, sono tanti i progetti che vuole avviare, oltre a quelli con i Super Four. 

“Avendo tre pezzi già scritti con Giò Romano, non nego che mi piacerebbe partecipare a qualche kermesse cantautorale. Magari Musicultura o il Premio Tenco, anche se non so se farò in tempo a iscrivermi quest’anno entro le scadenze prestabilite. Sto ventilando l’ipotesi di fare un disco da solista, un po’ bonjoviano con tinte rock. Un progetto che si adatti alla mia voce, destinato magari all’estero”.

I Super Four, che si rivolgono anche ad un pubblico giovane, hanno come intento quello di far conoscere la musica italiana nel mondo.

 “In Italia stiamo cercando di andare un po’ con i piedi di piombo. Il momento musicale nella nostra nazione è molto delicato. Portare un progetto rock-melodico potrebbe quindi essere un’arma a doppio taglio, visto che da noi la musica sta andando più verso situazioni trap o indie. Non vorremo dunque risultare vecchi o avere erroneamente il paragone con Il Volo, soltanto perché abbiamo tra di noi Francesco Boccia, che ha scritto Grande Amore per loro. Noi abbiamo l’esigenza di essere capiti dai giovani, dato che abbiamo anche Sabba e Gregorio Rega molto vicini a loro”.