domenica 20 settembre 2020

IL COSTUME CIOCIARO E ALTRI COSTUMI

Torniamo su una pagina incredibile della Storia dell’arte e della tradizione europea. Si sa che  lo scozzese, il tirolese, il bavarese, l’olandese e qualche altro sono i costumi regionali considerati più noti e sempre attuali. Eppure  il solo  più illustrato dalla maggior parte degli artisti europei, dai maggiori ai minori, per almeno centocinquantanni,  il più conosciuto, è un altro: il costume  ciociaro cioè la vestitura che gli artisti europei vedevano addosso a uomini  e donne sia a Roma e sia nelle località al suo sud e naturalmente a Parigi e Londra.  Pertanto avviene  che tutti conoscono il costume scozzese, quello tirolese, quello bavarese, olandese ecc. e nessuno o quasi nessuno quello ciociaro, pur se infinitamente   più documentato.  Meglio ancora : tutti i visitatori dei musei al mondo  conoscono e ammirano il costume ciociaro  e la sua unicità: solo che non sanno come si chiama e dove si indossa!  E qui naturalmente tocchiamo il punto dolente: come mai tale vistosa discrepanza? Come mai se ne ignora il nome? E a questo proposito rinviamo  il lettore curioso al libro: IL COSTUME CIOCIARO NELL’ARTE EUROPEA DEL 1800. Naturalmente le istituzioni  nazionali e ancora di più quelle locali ciociare sono state, e sono ancora colpevolmente  ignave e ignare e continuano a dilapidare  una realtà di richiamo universale  e di sicura attrazione,  a parte l’alto valore  culturale: a conferma della insipienza gestionale e della completa abulia, basti prendere atto che in Ciociaria non esiste nelle istituzioni nemmeno un quadro d’epoca che illustri il costume ciociaro! Ed è detto tutto, quanto a sensibilità culturale e soprattutto a consapevolezza storica.  

Laddove in Scozia, in Austria, in Baviera il costume è  perfino vivo e attuale e viene indossato in ogni manifestazione pubblica o sociale, normalmente  e naturalmente, consapevoli anche di rispettare e  coltivare la propria memoria storica e le proprie radici, senza esibizionismi e affettazione, in Ciociaria si direbbe che si proceda all’inverso e all’incontrario: il costume ciociaro non solo non si conosce  e tanto meno si indossa e fa parte della vita sociale e pubblica:  non esiste! Mentre  altrove è ragione di prestigio e di onore indossarlo in tutte le pubbliche e civili ricorrenze,  qui in Ciociaria è onta, motivo di vergogna, tale e tanto è il livello (in)culturale. La scuola di ogni ordine e grado rappresenterebbe sempre la via maestra  per a svolta, al conseguimento di tale civile finalità, qualora consapevole ed  informata.

Una riprova  della incivile depressione  su questo argomento che attanaglia la Ciociaria in generale e la provincia di FR in particolare è venuta  fuori anche l’estate passata, stagione  ricca di manifestazioni e celebrazioni le più varie:  e proprio nel territorio dove il costume ciociaro è nato, e non solo il costume,  nella Valcomino, tutto si è commemorato  e festeggiato fuorché la propria storia e la propria tradizione:  è difficilmente accettabile che i Sindaci abbiano ignorato completamente e totalmente ‘la memoria’ dei propri Comuni, cioè il tessuto storico della propria tradizione, rimettendosi in toto a quanto gli organizzatori delle varie iniziative  hanno proposto e fornito, senza riguardo e richiamo alcuno a tale memoria storica, a tale ‘identità’.  Cioè è biasimevole, per esempio, che  ad Atina o Picinisco o Gallinaro, si svolgano tutte le iniziative che si desiderano e nessuna che illustri e ricordi agli ospiti e ai turisti e agli abitanti dei luoghi  stessi qualche pagina della storia o qualche personaggio particolare e quindi continuamente tenere viva la propria memoria e le proprie radici. Giustamente, di fronte a tale deplorevole insensibilità e sicuramente anche ignoranza dei fatti storici, come si può pensare alla valorizzazione del tradizionale costume?

                                                                                               Michele Santulli