giovedì 9 luglio 2020

Nadia D'Aguanno al Festival di Castrocaro 2020: La competizione la faccio soprattutto con me stessa. L'intervista di Fattitaliani

(video) La 63esima edizione del Festival di Castrocaro ha i suoi otto finalisti fra i quali c'è la 19enne Nadia D'Aguanno di Cassino, cantante pianista e ora anche autrice di brani. La finalissima del Festival andrà in scena ai primi di agosto ma verrà trasmessa in differita su Rai 2, e in contemporanea su Rai Radio 2, nella prima serata di giovedì 27 agosto per motivi di sicurezza sanitaria. In gara la giovanissima artista porta il brano "Dio è nessuno": l'intervista di Fattitaliani.

Con quali esperienze musicali arrivi a Castrocaro? a che punto della tua carriera si situa questa tappa?
Ho iniziato con lo studio del pianoforte all’età di 11 anni. A 14 ho cominciato a prendere lezioni di canto e recitazione. Nel luglio 2018 ho vinto il 21° Festival Voci D’Oro di Montecatini Terme, e nel tempo ho ricevuto altri riconoscimenti in vari concorsi canori. Mi sono accostata anche alla composizione di canzoni e ho pubblicato il mio primo inedito dal titolo “Dio è nessuno”. L’esperienza della finale del Festival di Castrocaro si pone agli inizi del mio percorso artistico. 
Che significato assume per una giovane artista arrivare alla finale di Castrocaro?
Essere giunta alla finale di una manifestazione canora così rilevante mi riempie di soddisfazione e mi fa comprendere quanto sia importante per noi giovani, credere nei propri sogni e nelle proprie passioni ed impegnarsi al massimo  per tentare di realizzarli. 
Con quale canzone ti sei presentata alle selezioni? è stato facile esibirsi "a distanza" causa Covid-19?
Alle audizioni ho presentato il mio inedito “Dio è nessuno”, “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco, canzone nella quale mi ritrovo molto a livello interpretativo e, da amante del Musical, “Memory” tratto da Cats. Effettivamente, a distanza sono state svolte solamente le prime audizioni, per le quali abbiamo inviato dei video con delle nostre performances, le altre sono state svolte in presenza. 
A tuo avviso, pensandoci dopo, quali elementi ti hanno permesso di accedere alla finale?
Penso che sia stata apprezzata l’originalità del mio brano e la mia capacità tecnica-interpretativa.
Al di là di talent ed altre esperienze tv, quale può essere quel dato elemento che fa emergere davvero una nuova voce?
Sicuramente è importante  godere di una solida preparazione tecnica ed interpretativa, alla quale aggiungere una forte sete di conoscenza e dunque la volontà di allargare i propri interessi a diversi orizzonti musicali che concorrono alla creazione e al rafforzamento della propria personalità artistica.
A quali musicisti e cantanti fai riferimento?
I modelli dai quali ho tratto ispirazione durante gli anni sono quelli di Barbra Streisand, Whitney Houston,  Michael Jackson e, del panorama del Musical, non posso non citare l’irraggiungibile compositore Andrew Lloyd Webber. A livello nazionale, Mina, Mia Martini e in generale la canzone d’autore.
Con gli altri finalisti di Castrocaro avete occasione di conoscervi al di là dei meccanismi e dei momenti di gara?
Ci siamo conosciuti durante le fasi delle audizioni e subito si è instaurato tra noi un clima di condivisione di un’esperienza così importante. Sicuramente avremo tempo di approfondire la nostra conoscenza durante le altre fasi del Festival.
Quali progetti, che idee ti aspettano dopo la manifestazione?
Forte dell’esperienza che mi riserverà il Festival senza dubbio mi dedicherò alla realizzazione di nuovi progetti musicali, come la creazione di altri inediti da me scritti e composti perché ritengo che per un artista scrivere i propri brani sia fondamentale per far emergere il proprio mondo interiore. 
Sei un tipo battagliero? Quando affronti una gara o una selezione dici a te stesso «ce la devo fare» oppure «l'importante è partecipare»?
La competizione la faccio soprattutto con me stessa perché ogni occasione è stimolo di crescita personale e artistica.
Ci parli un po' della canzone che interpreterai alla finale? 
In questo brano ho voluto riportare  la condizione di fragilità dell’essere umano che, tormentato da un senso di inferiorità, fa uso della violenza e della brutalità e, per dimostrare la propria forza, si pone al centro dell’universo tentando di imporsi sui suoi simili con ogni mezzo. La similitudine del proiettile di un’arma da fuoco, costituita da ferro e piombo, mette in evidenza il carattere materiale e miserabile dell’animo umano quando si abbandona al male. Nel ritornello, l’espressione "Dio è nessuno”, indica la condizione di limitatezza dell’essere umano nei confronti della sua storia e di quella delle persone che lo circondano. Condizione che richiama ad una dimensione trascendentale dell’esistenza umana e all’impossibilità  per l’uomo di essere l’artefice unico del proprio destino. Da qui la riflessione sulle conseguenze di alcuni comportamenti umani e il richiamo allo scenario della  morte a cui  l’uomo dovrebbe  assistere solo per cause esterne alle azioni umane. Il percorso dell’uomo nel brano tuttavia conduce alla consapevolezza della sua povertà morale “fuoco di verità divampa nelle vene”. Consapevolezza che diventa lo spunto da cui ripartire per mettere in atto comportamenti che conducano ad una esistenza umana  rinnovata e migliore. 
Quanto ti rappresenta?
È un testo che rispecchia particolarmente la mia sensibilità nei confronti di temi sociali quali la violenza, l’ingiustizia, la prevaricazione… Purtroppo ancora largamente presenti nella società odierna.
Giovanni Zambito