martedì 22 ottobre 2019

Irishman, Martin Scorsese dal cinema alla piattaforma Netflix

di Emanuela Del Zompo

Qualcosa è cambiato nel modo di fare cinema di Martin Scorsese o quanto meno nel modo di distribuire film.
Il film di durata di 3 ore e 30 minuti parla di criminalità organizzata nell'America degli anni 50.
La storia narrata dal protagonista Frank Sheeran, interpretato da Robert De Niro, un veterano della Seconda Guerra Mondiale, sicario spietato.
Il film è tratto dal libro di Charles Brandt che racconta nel corso del tempo uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa, in un viaggio che intreccia crimini, rivalità e politica tradizionale.
Nel cast tre premi Oscar: oltre a De Niro, Jo Pesci ed Al Pacino che lavora per la prima volta con Martin Scorsese.
Alla prima mondiale di Irishman, anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che qualche anno fa ha celebrato il regista come Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ricordiamo che Scorsese ha anche la cittadinanza italiana.
"Questo è un film che ho realizzato con vecchi amici e che ho fatto per me: ha sicuramente uno sguardo diverso rispetto agli altri miei lavori.
Riguarda ciò che io e De Niro abbiamo scelto di fare insieme: Bob ha ricevuto il libro da cui è tratto il film e nel descrivermi il personaggio di cui aveva letto ci ha messo un tale entusiasmo che alla fine ho deciso di fare il movie.
E' un film che contiene molti elementi come il tempo, la mortalità, il tradimento, l'amore, il rimorso e anche la religione.
Il tempo che passa raccontato attraverso gli occhi del protagonista e della sua metamorfosi ed i temi del film hanno una rivelazione anche oggi e parlano un linguaggio comune a tutti.
Contemporaneo è il cuore umano: nella storia si raccontano i sentimenti di un uomo della sua moralità ma anche della sua immoralità, ma soprattutto si parla della condizione umana. C'è una certa melanconia, perché si taglia i ponti con la famiglia e alla fine l'accettazione che la morte fa parte della vita, bisogna accettarlo. Amo quella parte di New York dove sono cresciuto e dove è ambientato il film.
Non c'è bisogno nel racconto di esaltare la parte del criminale ma è esigenza del pubblico vederlo cadere.
Una volta visionata la sceneggiatura ho capito subito come dovevo rendere il film è questo è risultato d'impulso. E' la prima volta che lavoro con Al Pacino ed è stata un idea di Bob. Nella storia si sente chimicamente il rapporto tra De Niro ed Al Pacino. Tutto il progetto è stato faticoso da realizzare: dal budget agli effetti digitali alla post produzione. Ma Netflix mi ha permesso di realizzare questo capolavoro. Senza i loro soldi non sarei riuscito a farlo e mi hanno dato totale libertà creativa e 6 mesi di post produzione.
Un autore non ha il controllo del suo film di come sarà distribuito e venduto. Ho sempre pensato che i film si devono vedere nelle sale cinematografiche, ma il mondo si evolve velocemente e si cambiano i metodi di approccio all'arte cinematografica. Ripeto che Netflix ha creduto nel progetto finanziandolo completamente e prima della piattaforma il film sarà anche nelle sale per 4 settimane. E' importante che le sale cinematografiche sostengano il cinema.
Per quanto riguarda la musica del film fa riferimento al Noir francese. Poi per ringiovanire gli attori abbiamo sperimentato delle nuove teconologie: non volevo attori giovani che interpretavano De Niro, Pesci ed Al Pacino. Volevo lavorare con i miei amici e loro dovevano essere gli interpreti di se stessi sia da giovani che da anziani. La post produzione ha fatto miracoli in questo senso!"