martedì 6 agosto 2019

Paola Quattrini torna al Festival Teatrale di Borgio Verezzi. L'intervista di Fattitaliani


Al 53° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, in Prima Nazionale giovedì 8 e in replica il 9, il 10 e l’11 agosto “Se devi dire una bugia dilla grossa” di Ray Cooney (versione italiana di Iaia Fiastri) con Paola Quattrini, Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Nini Salerno, Marco Cavallaro e Alessandro D’Ambrosi. Regia originale di Pietro Garinei. Nuova messa in scena di Gianluca Guidi.  Produzione Ginevra Media Production srl. 

Una farsa inglese scritta dallo stesso Autore di Taxi a due piazze e che ha un impianto scenico enorme. Uno spettacolo molto divertente che torna in scena dopo vent’anni. Gianluca Ramazzotti, Gianluca Guidi sono accomunati dallo stesso denominatore “la voglia di fare quel Teatro che si cerca di spolverare”!  L'intervista di Fattitaliani a Paola Quattrini.

Dopo vent’anni dalla prima messa in scena, funzionerà ancora? 
È una commedia assolutamente perfetta per la risata, è una macchina per far ridere, una Commedia elegante con un impianto scenico molto importante che richiede da parte della Produzione un grosso impegno, essendo un Produttore privato, va a lui il merito di questa cosa. 
L’hanno definita “Una signora del Teatro che non c’è più”. Cosa ne pensa?
In effetti questo tipo di teatro non c’è più. Sono ottimista e mi auguro che ancora possa vivere. Riportando questa commedia in scena, possiamo far credere che quel tipo di Teatro ci sia ancora! 
Cosa porta del personaggio di allora, in quello di oggi?
Porto me stessa, porto delle pantofole che ho conservato e che rimetterò perché le ho messe anche nelle due precedenti edizioni. Forse anche un orologio. Non ho altro degli oggetti di allora. 
Li porterà più per affetto o per superstizione?
Per tutte e due le cose. 
Una grande attrice di un Teatro che non c’è più, cosa consiglierebbe ai giovani che vogliono approcciarsi al mestiere di attore?  
Di farlo perché è il mestiere più bello del mondo. Bisogna studiare, prepararsi anche ad avere tante porte in faccia, al fatto che non ci siano grandi guadagni e all’inizio ci rimetti pure ma vai a letto felice. 
Il Testo è stato tradotto da Iaia Fiastri. Un Ricordo della Regina della Commedia musicale italiana?  
Era una Grande Donna, una Grande amica, una Persona speciale. Per me perdere Garinei e Iaia è stato molto doloroso perché hanno significato molto nella mia vita e per il Teatro italiano. 
Quante volte è già stata a Borgio Verezzi?
Dieci volte! La prima nell’86 con “La Bella Addormentata” di Pier Maria Rosso di San Secondo e recitavo con mia figlia Selvaggia che allora era una bambina.

Elisabetta Ruffolo