domenica 21 luglio 2019

Venezia, s'inaugura la Biennale Teatro con Jetse Batelaan e i conflitti della Storia secondo Müller-Frljić

Con il teatro-ragazzi dell’olandese Jetse Batelaan, Leone d’Argento 2019, e un autore imprescindibile del secondo Novecento come Heiner Müller e la messinscena graffiante e provocatoria del suo Mauser di Oliver Frljić, prende il via domani, lunedì 22 luglio il 47. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella e organizzato dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

La storia come racconto

Riallacciandosi a una tradizione della Biennale che in passato aveva dato ampio spazio al settore del teatro-ragazzi, un genere che dà ampio spazio alla sperimentazione partecipando del rinnovamento della scena contemporanea, il Festival presenta The Story of the Story e War (Teatro Goldoni, 22 e 24 luglio). Due spettacoli firmati dal regista e autore olandese Jetse Batelaan, esempi del suo stile visionario che intreccia a una vena filosofica affrontando miti e temi di oggi. Invitato per la prima volta in Italia dalla Biennale, a settembre Batelaan sarà anche alla Ruhr Triennale.

Classe 1978, Batelaan, che dal 2013 è direttore artistico della compagnia leader del settore dedicato al teatro-ragazzi in Olanda, Theater Artemis, ha ricevuto importanti premi: Young Theatre Prize 2001, Erik Vos Award, molti Silver Cricket Award e un Golden Cricket Award, il VSCD Mime Award, uno dei massimi riconoscimenti della critica olandese.

The story of the story – il primo dei due spettacoli in programma al Teatro Goldoni – è un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici dell’immaginazione per interrogarsi sul concetto stesso di racconto in questi tempi postmoderni. Allo stesso modo in cui Dio fu dichiarato morto alla fine del XIX secolo, la “storia” fu espulsa alla fine del XX secolo. Che conseguenze ha tutto ciò per le generazioni future? La storia piacerà ancora? L'immaginazione sarà ancora fondamentale? Quello che rende speciale The Story of the Story è che esplora questo tema per un pubblico giovane con gioiosa fantasia, facendo incrociare situazioni e personaggi diversi: una truppa di cacciatori-raccoglitori, oggetti astratti che prendono autonomamente vita, il pubblico, una famiglia della classe media i cui membri assomigliano molto a Cristiano Ronaldo, Beyoncé e Donald Trump, e infine, la storia stessa.

Hanno scritto: “Batelaan distilla un universo meraviglioso. Che prende vita sotto i nostri occhi, ma te ne accorgi solo quando devi arrenderti: in una scena finale mozzafiato, in cui tutto torna” (Het Parool).

E la Storia con la esse maiuscola

Il secondo appuntamento della giornata inaugurale è con Mauser - primo tessera del dittico proposto su Heiner Müller - in scena alle Tese dei Soppalchi (ore 21.30) e in replica il 23 luglio (ore 20.30).

E’ un testo che fa ancora oggi i conti con la storia ponendo una domanda cruciale: per cosa siamo disposti a morire o per cosa siamo pronti a uccidere? Ambientato al tempo della guerra civile russa nella cittadina di Vitebsk, Mauser – che è anche il nome del revolver automatico utilizzato in quella guerra - mette in scena il processo e l'esecuzione della condanna a morte del rivoluzionario A da parte di un "coro”.

A è chiamato a giustiziare il suo predecessore B, colpevole di aver rilasciato tre contadini controrivoluzionari al posto di giustiziarli, e a sostituirlo nel suo mestiere di boia - uccidere i nemici della rivoluzione in nome della causa - finché a sua volta trova il compito insopportabile e diventa simbolo del fallimento politico.

Firma lo spettacolo Oliver Frljić, da alcuni indicato come il Nekrosius dei Balcani e da qualche anno sulla breccia della scena, non solo europea, con lavori presentati ai Wiener Festwochen (Vienna), Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles), Festival TransAmériques (Montreal), Neue Stücke aus Europa (Wiesbaden), Bitef (Belgrado), La MaMa (New York). Suscita reazioni forti il teatro di questo regista, quarantatre anni, originario della Bosnia-Erzegovina, laureato in filosofia e cultura religiosa e poi diplomato in regia all’Accademia d’arte drammatica di Zagabria. Una carriera teatrale che ha inizio con il gruppo amatoriale Le Cheval, approda al gruppo teatrale Kufer e infine al Teatro Nazionale Croato di Rijeka, dove è direttore generale dal 2014 al 2016.

Per Frljić, che ha conosciuto e ha dovuto fare i conti con la società comunista nata da una rivoluzione, il lavoro che Müller ha scritto nel 1970 interroga ancora oggi le contraddizioni della società, dove spesso guerre e conflitti sono intrapresi come strade di “pace”.

 IL PROGRAMMA DI LUNEDÌ 22 LUGLIO

ore 18.00 Teatro Goldoni, cerimonia di consegna del Leone d’argento

a seguire The Story of the Story (2018, 95’) di Jetse Batelaan/Theater Artemis & Het Zuidelijk Toneel

ore 21.30 Tese dei Soppalchi (Arsenale), Mauser (2017, 90’) di Heiner Müller, regia di Oliver Frljić

a seguire incontro con Oliver Frljić

Navetta gratuita dall’Arsenale per Sant’Elena, San Zaccaria, Zattere, Tronchetto e Piazzale Roma.

FOTO DI MAUSER REGIA DI OLIVER FRLJIC

Foto_Fersterer