giovedì 16 maggio 2019

Sonia Vinaccia, pittrice caprese: io dipingo la mia anima e quella è solo mia, non è simile a nessun'altra anima. L'intervista

Intervista di Andrea Giostra -

Ciao Sonia, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista, cosa racconteresti di te? Qual è stato il tuo percorso artistico e professionale che ti ha portato ad essere un’artista molto apprezzata nel mondo dell’arte contemporanea italiana? 
Il mio percorso inizia dalla carta assorbente da cucina Scottex. Il mio primo album da colorare! Ai tempi non esisteva ancora la carta stampata a colori come adesso, ma c'erano dei disegnini non colorati. In quel periodo non c'erano tante possibilità economiche per potersi permettere album per colorare. Sono passata poi alle vignette che si trovavano sulla settimana enigmistica che il vicino di casa buttava per specializzarmi poi nelle tre pagine in bianco e nero dei fumetti (Topolino) intervallate da una sola pagina colorata. In quel periodo mio padre capì che la mia strada sarebbe stata l'arte. Così ho primeggiato alle elementari dove tutti volevano fare gruppo con me per i lavori in arte, stessa cosa alle medie. Di lì poi la scelta e il sacrificio dei miei genitori di mandarmi a studiare a Sorrento all'Istituto d'Arte, da Capri era la città più facilmente raggiungibile per noi capresi. In quella scuola mi sono distinta per le qualità artistiche che piano piano con la crescita e la maggior esperienza andavano sempre più a definirsi e per l'occasione fu istituita anche una borsa di studio che vedeva partecipe tutto l'istituto e che riuscì ad aggiudicarmi. Contemporaneamente prendevo anche lezioni di pianoforte che poi ho abbandonato dopo quattro anni perché lo studio e gli spostamenti tra Capri e Sorrento mi rubavano tanto tempo. Dopo il diploma si poneva il discorso università. Consigliatami dai professori la città di Urbino per proseguire gli studi, ma l'adolescenza porta a fare scelte sbagliate che al momento ci sembrano buone dall'alto della nostra inesperienza, ma a 18 anni ci si sente super eroi, maturi e consapevoli, quindi decisi senza alcuna logica di iscrivermi ad architettura, dopo pochi mesi mi resi conto della scelta infelice e proseguendo nella non logica adolescenziale andai a prendere informazioni all'istituto di agraria. Nell'incertezza su quale facoltà scegliere, mi sono sposata. Il desiderio di famiglia era grande e dopo un anno arriva anche il primo figlio. Ovviamente per una donna artista la vita non è facile, ho lottato tanto, ho sofferto e continuo ancora oggi dopo 22 anni di lavoro a livello professionale a fare i salti mortali per riuscire a conciliare gli impegni familiari con il lavoro che come si sa richiede ore ed ore di dedizione. Questo impegno però comincia a darmi delle soddisfazioni, finalmente riesco ad avere dei seri riconoscimenti artistici in Italia, ma soprattutto in Europa, dove mi identificano come eccellenza italiana. In Italia purtroppo i percorsi artistici sono abbastanza inquinati dal potere economico, quindi non è scontato che un artista di talento abbia la risonanza che merita.
L'insostenibile leggerezza dell'essere
Come è nata la tua passione per la pittura e per l’arte?
La passione per l'arte credo che sia nata il 25 maggio del 1979 quando mi furono dati i natali. Da ché ho ricordi la mia vita ha girato sempre intorno all'arte. 
Come definiresti il tuo stile pittorico? C’è qualche artista al quale ti ispiri? 
Il mio stile pittorico è tendenzialmente surrealista, questo mi permette di materializzare tramite immagini il messaggio che voglio comunicare senza appesantirlo, ho la possibilità di trattare tematiche importanti mantenendomi su composizioni leggere, a tratti anche ironiche e questo fa sì che i miei quadri trasmettano sempre positività ed ottimismo. Non mi ispiro a nessun artista, per me ogni persona è unica. Io dipingo la mia anima e quella è solo mia, non è simile a nessun'altra anima. Non bisogna mai essere la copia di nessuno! 
Chi sono stati i tuoi maestri? 
Il mio maestro è stato mio padre, uomo poliedrico che ha influito enormemente sul modo di rapportarmi all'arte, pur non essendone consapevole mi ha insegnato ad essere una persona versatile, capace di sbrigarsela in ogni situazione e questo ha fatto di me la persona e l'artista che sono.
Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? In sostanza, chi è “Artista” oggi secondo te? 
Per essere definito tale, un artista deve possedere una dote molto importante: l'umiltà! Senza di essa può avere tutte le qualità di questo mondo e tutte le più alte conoscenze, ma non sarà mai una persona distinta, di quelle che fanno la differenza! Inoltre bisogna conoscere le tecniche pittoriche, bisogna studiare, lavorare tanto, fare tanta gavetta e non sentirsi mai arrivato. Cosa molto importante è anche la parte comunicativa, il messaggio che si vuole trasmettere, le emozioni da dare. Non basta essere abile tecnicamente se non si ha qualcosa da comunicare, come non basta aver qualcosa da comunicare e non saperlo fare perché non si hanno basi tecniche o semplicemente non si sa disegnare. L'una non può escludere l'altra per essere un artista.
«Le arti visive, la pittura, la scultura, l’architettura, sono linguaggi immobili, muti e materiali. Quindi il rapporto degli altri linguaggi con questo è difficile perché sono linguaggi molto diversi tra loro. Per cui c’è questa tendenza… non si capisce… si può capire il motivo perché probabilmente vogliono un po’ sentirsi tutti artisti, pittori, non si sa perché… L’arte visiva è vivente… l’oggetto d’arte visiva. Per cui paradossalmente non avrebbe bisogno neanche di essere visto. Mentre gli altri linguaggi devono essere visti, o sentiti, o ascoltati per esistere. Un’altra cosa nell’arte visiva caratteristica è che non si rivolge in particolare a nessuno spettatore, non c’è una gerarchia di spettatori, ma sono tutti alla stessa distanza dall’opera. Non ci sono gli esperti. Un giudizio di un bambino vale quello di un cosiddetto esperto, per l’artista. Non c’è nessun particolare… Anche perché non esistono gli esperti d’arte. Gli unici esperti, veramente, sono gli artisti. Gli altri percepiscono l’arte, ma non possono essere degli esperti altrimenti la farebbero, la saprebbero fare.» (Gino De Dominicis, Intervista a Canale 5 del 1994-95). Cosa ne pensi di queste parole di Gino De Dominicis? Qual è la tua posizione in merito?
Detta in questo modo ho capito ben poco, quindi non posso esprimermi al riguardo non avendone capito il senso. 
Sempre Gino de Dominicis, dei critici diceva … «…che hanno dei complessi di inferiorità rispetto agli artisti. Sono sempre invidiosi. È una cosa che è sempre successa. C’è poco da fare.» (Intervista a Canale 5 del 1994-95). Tu cosa ne pensi? Perché è importante per un artista il giudizio, l’opinione artistica di un critico?
Per l'artista il giudizio del critico è importante perché in teoria questa figura dovrebbe rappresentare la parte colta, quella preparata in questo campo nonché una speranza di visibilità, un divulgatore del nostro "genio". L'esperienza poi ci insegna che in realtà così non è, oggi intorno a questa figura girano forti interessi economici che ne inquinano il giudizio, in più non ci sono neanche più figure preparate; ma molti improvvisati. Oggi si è tutti critici d'arte e tutti artisti senza avere né arte né parte! 
Charles Bukowski, grandissimo poeta e scrittore del Novecento, artista tanto geniale quanto dissacratore, in una bella intervista del 1967 disse… «A cosa serve l’Arte se non ad aiutare gli uomini a vivere?» (Intervista a Michael Perkins, Charles Bukowski: the Angry Poet, “In New York”, New York, vol 1, n. 17, 1967, pp. 15-18). Tu cosa ne pensi in proposito? Da questa prospettiva, a cosa serve la tua arte, ovvero, le arti visive in genere? 
Quest'affermazione mi piace molto e ne condivido ogni angolo di pensiero. È per questo che io dipingo il bene, perché è quello il mio messaggio, divulgare amore, ottimismo. Sì! L'arte serve ad aiutare gli uomini ad essere persone migliori! 
Qual è secondo te lo stato di salute dell’arte contemporanea in Italia? 
Purtroppo tutto il mio ottimismo si ferma in questa domanda. Lo stato dell'arte contemporanea italiana subisce in questo momento la crisi ideologica e morale dell'essere umano. Ma l'arte è solo la conseguenza del degrado culturale visto che è lo specchio di ciò che siamo.
Quali sono i messaggi che vuoi lanciare con le tue opere?
Il messaggio che cerco di lanciare con le mie opere è un messaggio di amore, cerco di combattere la cattiveria che ha rubato una grande percentuale dell'animo umano, con messaggi positivi, non solo tramite l'arte, ma come stile di vita. È pur vero che bisogna nascere in un certo modo, ognuno ha un proprio carattere più o meno piacevole, quindi non è facile far cambiare visione della vita ad una persona abituata ad agire in modi non convenzionali, ma io farò di tutto per diffondere il mio messaggio. Ho bisogno di credere che i nostri nipoti possano vivere un mondo migliore di quello che abbiamo presentato ai nostri figli 
Un’ultima domanda Sonia, immaginiamo che hai di fronte una numerosa platea di adolescenti di una scuola media superiore della tua città. Il tema del simposio è l’arte figurativa e la pittura in particolare. Cosa diresti loro per catturare l’attenzione? Quali i tre temi principali che secondo te andrebbero affrontati per appassionare giovani menti all’arte, alla bellezza e alla cultura? 
Io direi ai ragazzi che l'arte non la si può definire, perché si rischierebbe di cadere nel banale con frasi retoriche. L'arte è uno stato d'animo, una percezione. Si può cercare di trovare delle parole per avvicinarsi al concetto, ma non troveremmo mai la parola giusta che ne determini la definizione esatta. Essa si prova e basta, come l'amore. Ha un valore etico e spirituale, nonché estetico perché espressa tramite la materia. Io direi ai ragazzi di entrare in un museo, di mettersi davanti ad un'opera d'arte, chiudere gli occhi e respirarla. Le emozioni che ne deriveranno è quella la definizione di arte. Mi vien la pelle d'oca solo ad immaginare la sensazione. Provateci!

Sonia Vinaccia

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Andrea Giostra