martedì 2 aprile 2019

Alessandra Bonarota, il talento italiano a Parigi. L'intervista di Fattitaliani

di Caterina Guttadauro La BrascaOggi  Fattitaliani incontra un’attrice che, oltre al talento e all’evidente bellezza, possiede una dote rara: l’umiltà. Così se il suo lavoro le dona visibilità, conoscendola si ha la percezione di avere dinanzi una persona che non ama esibire le sue qualità, elogiarsi, anche se lo spettatore arriverà da solo, vedendola in scena, a valutarla.

Alessandra ha iniziato la sua carriera a Roma, come fotomodella e le sue prime foto furono realizzate nel 1987  dalla fotografa Alberta Tiburzi.
Apparve così nei più bei servizi di moda per la pellicceria Annabella di Pavia, Amica, Vogue etc.
Cominciò a frequentare dei corsi di teatro, dimostrando così un orientamento ben preciso nel mondo dello spettacolo.
Il primo film, degno di rilievo, in cui appare è “Caramelle da uno sconosciuto” di  Franco Ferrini(1990), prima di ottenere il suo primo ruolo importante nel film “Ordinaria sopravvivenza” di Gianni Leacche.
A seguire un piccolo ruolo in “Al di la delle nuvole” di Michelangelo Antonioni nel 1992, la serie televisiva Piazza di Spagna, La Maschera del demonio, quindi “Gioco di specchi”di Sanchez, a Barcellona, finchè nel 1994 approda a Parigi che diventerà la sua seconda Patria.
Qui incontra l’uomo che diventerà il suo compagno, dal quale ha una figlia Juliette. Lavora in diverse serie televisive, appare nella famosa serie “Dix pour cent saison” realisateur Cedric Klapisch, gioca il ruolo dell’ italiana sex nella serie “Nos   chers voisins”. La vediamo ancora nella serie “Collection” dove interpreta una contessa italiana. Ritorna ancora in italia per lavorare vicino a Sophia Loren nel film “La voce umana” realizzato dal figlio Edoardo Ponti e che sarà premiato a Cannes, sezione Cannes Classic 
Ancora tanti impegni la portano a vivere a Parigi. Viene scelta nel ruolo di Clitemnestre in “Ephigenie en Tauride” direzione artistica Krzysztof Warlikowski 
D. Alessandra, com’è avvenuto il Suo incontro con la recitazione, anche per lei come dicono tante sue colleghe, è accaduto per caso?
Ero affascinata dal cinema fin da piccola. Quando accompagnavo mia madre al cinema, per vedere i film di Bonuel oppure quelli di Resnais, Sergio Leone, mi emozionavo, mi piaceva sentirmi avvolta da immagini, colori, sentimenti, sentivo già la voglia di vivere anch’ io in quel mondo fantastico 
D. Immedesimarsi sempre in personaggi e ruoli diversi, non si rischia poi di confonderli con ciò che si è veramente?
Sperimento dentro di me, nella mia memoria esistono tanti ruoli, lavoro sull’  immaginario e e mi confronto con ciò che sento nel mio profondo. Mi chiedo sempre: se vivessi quello che vive il ruolo, come reagirei io? Questo e` il lavoro interessante di un attore, la ricerca dentro di se,  questo è quello che mi interessa, non mi confondo, lo vivo.
La ricerca di un personaggio  viene dalle esperienze dell’attore, come cita Lee Strasberg p.86 a Dream of Passion. Si sperimenta il lavoro dell’attore su se stessi ed il lavoro dell’ attore sul  ruolo. La tecnica dell’ actors studio insegna a essere, non sembrare. 
D. Il grande EDUARDO disse che con la tecnica non si fa il teatro, si fa il teatro se si ha fantasia è così?
Certo vero! Avere un vasto immaginario è fondamentale.
D. Cosa prova prima di uscire sul palco?
Un forte battito al cuore che mi porta ad essere presente a me stessa.
D. Cosa preferisce tra il  teatro ed il cinema?
Mi piace lavorare sia nel cinema che in teatro Il cinema e fantastico e bellissimo vivere questa sensazione illusoria  il teatro ti mette in riga, ti riporta ad essere con i piedi per terra
D. Si sente più italiana o parigina? Cosa pensa dei rapporti difficili che queste due nazioni hanno avuto in questi ultimi tempi?
Mi sento italiana quando sono in italia e francese quando sono a Parigi direi che sono Europea,io sono contro la violenza e contro le discriminazioni razziali. Penso che l’ Europa dovrebbe essere più solidale e collaborare con gli Stati Uniti. Spero che un giorno le religioni non saranno più motivo di odio ma di scambio.  Mi rendo conto che questa è un’ epoca in cui la gente ha paura e pensa di potersi proteggere chiudendosi all’altro senza invece sapere che la vita deve essere in  armonia e rispetto con il prossimo. Senza questi valori la natura si ribella, ci sono dei segnali che devono farci riflettere. E’ nostro dovere proteggere questo mondo meraviglioso dall’ inquinamento, dalle guerre e dall’ odio. 
D. Sappiamo che sta lavorando in teatro portando sulle scene una piece che parla di violenza sulla donna, argomento, purtroppo, molto attuale. Gradiremmo che lei ce ne parlasse un po' diffusamente, dicendoci il suo punto di vista come donna.
Ogni giorno ci sono donne che subiscono violenza nonostante siamo un paese che ha lottato per l’emancipazione femminile. Siamo riuscite con tante lotte ad emanciparci ma credo che quello che si è conquistato con tanta fatica potrebbe essere perso facilmente. Quindi bisogna continuare a lottare per far valere i nostri diritti Si sto lavorando in uno spettacolo teatrale, con la compagnia Sans Sommeil in “Violences conjugales” messa in scena Di Danielle Gabou. interpreti Alessandra Bonarota Codrina Pricopoaia Danielle Gabou Maud Casari kaorie Suzuki Marina Cappe Matilde Marmeuse Mawen Noury et Rosalyne Geslot. Sono 9 attrici che interpretano le testimonianze di 9 donne che hanno subito violenza dal proprio compagno. A Parigi verrà presentato il 5/6/7 aprile Musee de l’ Homme 17 place du Trocadero 75016 Paris
D. Impegni futuri o sogni nel cassetto?
Tra i tanti sogni che ho mi ipiacerebbe lavorare con Maiwenn, Jacques Audiard, Gilles Lellouche vValerireDonzelli Bertrand Bonello in Italia con Sorrentino Ferzan Ozpetek Cristina Comencini ed essere una brava madre. Impegni futuri uno spettacolo in teatro, a Roma. 
L’attore quindi, nel portare in scena un personaggio ha una sua responsabilità come chiunque lancia, con le sue opere, un messaggio.
Uno spettacolo è un’isola dove lo spettatore si rifugia per vivere situazioni diverse dalla sua realtà e può scoprire che la realtà rappresentata gli è più congeniale di quella personale.
C’è una frase di un grande attore, scomparso da poco che ci piace, con l’occasione, citare, Pino Caruso: Il teatro è una forma di felicità interrotta dall’esistenza.
Grazie Alessandra e, auurandoci di vederla presto nei teatri italiani, come dicono i nostri cugini francesi, Bonne chance! 

Foto di Jean-Luc Petit