sabato 9 marzo 2019

Segnalibro, Cinzia Tani a Fattitaliani: Non c'è mai niente di me nei miei libri. La narrativa italiana è quasi sempre penosa. L'intervista

La giornalista e scrittrice Cinzia Tani è oggi ospite di Fattitaliani nella rubrica "Segnalibro". L'occasione è la recente uscita di "Donne di spade" (Mondadori) secondo volume della trilogia sugli Asburgo, dopo "Figli del segreto". L'intervista.

Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?
Una decina.  Alcuni li leggo per lavoro e altri per piacere.
L'ultimo "grande" libro che ha letto?
Moltissimi classici, per fare un nome La Storia della Morante e tutto Calvino. Attualmente Mystic River di Dennis Lehane, Momo a Les Halles di Philippe Hayat, Romolo il grande di Durrenmatt.
Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro? 
Il nome dell'autore, il passaparola, il consiglio di una persona fidata
Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
I Miserabili di Victor Hugo
Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità? 
Giornalismo, fumetti e saggistica. La narrativa italiana è quasi sempre penosa.
Personalmente, quale genere di lettura Le procura piacere ultimamente? 
Romanzi intimisti o drammatici  francesi, inglesi, americani e di altre culture. Libri che mi fanno riflettere e mi portano lontano. Un esempio è Hotel Silence della scrittrice islandese Audur Ava Olafsdottir, delicatissimo e con un significato sorprendente.
L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere?
Gli unici libri che mi fanno ridere sono alcuni di Calvino e quelli di Benni
L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere? 
La chiave di Sara di Tatiana de Rosnay. Un libro sulla persecuzione degli ebrei in Francia. Ho pianto tutta la notte.
L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare? 
Gran parte dei libri che compro mi fanno arrabbiare perché sono noiosi, o non c'è un buon intreccio, e i protagonisti sono banali.
Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
Splendidi Il Gattopardo e Il dottor Zivago. Brutto La chiave di Sara di cui ho parlato prima.
Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca?
Fabio Volo e tanti gialli e rosa italiani contemporanei.
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? e l'antagonista?
Achab di Moby Dick è quello che preferisco. L'antagonista meraviglioso che ho amato è il commissario Javert ne I Miserabili.
Lei organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe? perché
Pavese, su cui ho fatto la tesi. Calvino innanzitutto. Elsa Morante. Fra i vivi Melania Mazzucco.
Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire? 
Sono troppi. Poiché leggo moltissimo (500 libri all'anno) spesso arrivo a metà e mi rendo conto che non devo perdere altro tempo.
Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia?
Pietro Citati, un genio. Le sue biografie sono scritte benissimo, entrano dentro l'autore e tirano fuori quello che neppure l'autore sapeva di essere e di avere. Se lui non potesse, Dacia Maraini che oltre che narratrice è una splendida saggista.
Cosa c'è di Cinzia Tani in "Donne di spade"?
Assolutamente niente. Non c'è mai niente di me nei miei libri. Scriveva Dostoevskij: "Bisogna essere troppo sfacciatamente innamorati di se stessi per parlare, senza vergognarsene, della propria persona." Ci sono però personaggi nei miei lbri che sarei voluta essere: donne coraggiose, determinate, forti, proprio il mio contrario.

IL LIBRO
DONNE DI SPADE di Cinzia Tani, Mondadori 
Omnibus italiani - pagine 384 pagine - euro 19,00 
Tra amori segreti, rapimenti e ribellioni, battaglie e conquiste, la rivalità eterna di Francesco I e Carlo V continua con i figli di entrambi. Bellissime, anticonformiste, spregiudicate, le donne di spade di questo nuovo avvincente romanzo di Cinzia Tani – secondo volume di una trilogia dedicata agli Asburgo – conquistano la scena muovendosi tra le maglie di un secolo, il Cinquecento, che sembra consacrato unicamente alla glorificazione di cavalieri, principi e sovrani. Maddalena, Flora, Agnes, Dorotea: in modo diverso, ciascuna si renderà protagonista della sua vita rivendicando fino alle estreme conseguenze il diritto alla propria libertà, in una vertiginosa oscillazione tra temerarietà e calcolo, orgoglio e ipocrisia, bisogno di amare e sentirsi amate e cieco desiderio di riscatto. Un discorso a parte merita Ana de Mendoza, l’imperscrutabile rampolla di un’influente famiglia spagnola, il cui mistero pare racchiuso nella benda nera che porta sull’occhio. Tanto abile a tirare di scherma quanto a tessere intrighi a corte, la sfuggente Ana ha gettato attorno a sé un potente incantesimo capace di soggiogare lo stesso re. Cinzia Tani ci introduce nelle grandi corti d’Europa del XVI secolo, e lo fa con la consueta passione, svelandoci i meccanismi del potere politico, proprio mentre la Storia si appresta a celebrare il tramonto di Carlo V, l’imperatore del Sacro Romano Impero, e si fa teatro di una cruenta guerra di religione sotto la spinta di Filippo II, determinato a difendere a oltranza il cattolicesimo contro gli eretici e gli infedeli. Intanto i fratelli Acevedo, Gabriel, Manuela e Sofia, le cui vite hanno preso direzioni molto diverse, a distanza di anni dall’omicidio dei genitori sono ancora in attesa di sapere la verità. Raimunda, la governante che ha assistito al delitto, ormai anziana, è finalmente pronta a rivelare tutto ciò che è accaduto quella notte.
L'AUTRICE
Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, tra cui “Il caffè di RaiUno”, “Visioni Private”, “FantasticaMente”, “Assassine” e “Italia mia benché”. Nel 2004 è stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Ha pubblicato fra l’altro per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori Crudeli (2003), L’insonne (2005), Sole e ombra (2007, Selezione Premio Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un’assassina (2011), Il bacio della dionea (2012), Mia per sempre (2013), La storia di Tonia (2014), Il capolavoro (2017), Figli del segreto (2018), primo volume della trilogia “Il volo delle aquile”.