venerdì 1 marzo 2019

Pasolini a Villa Ada, Ivan Festa a Fattitaliani: ho scoperto un uomo premuroso, riservato, timido. L'intervista

Ivan Festa torna in scena con Pasolini a Villa Ada il monologo tratto dal testo di Giorgio Manacorda a Teatrosophia dall'8 al 10 marzo. Fattitaliani lo ha intervistato.
Personalmente prima di interpretare il monologo che cosa conosceva di Pasolini?
“Come uomo non conoscevo quasi nulla, tranne qualche racconto che qualcuno mi riportava a cui non ho mai dato troppo credito. "Ormai è tutto mitologico.” Ho scoperto invece che i "veri" amici di PPP hanno vissuto un legame quasi alchemico, ricco di dettagli e silenzi custoditi gelosamente, in attesa che un evento li risolvesse per evolversi. Ho scoperto un uomo premuroso, riservato, timido. Generoso nei confronti di chi avesse bisogno di un suo confronto ... un suo apporto. Insomma un Pasolini che non c'è ...”
Quali false-sbagliate conoscenze su di lui ha corretto grazie al testo di Manacorda?
Più che false o errate ho avuto modo di avvicinarmi ad una figura totalmente differente. È stata una continua scoperta, anzi lo stimolo principale che mi ha coinvolto al punto tale da voler raccontare questa intima vicenda.
Non avrei mai interpretato nulla di diverso, ho sempre immaginato che molto c'era ancora da svelare e per questo non ringrazierò mai a sufficienza Giorgio.”
Il pubblico come reagisce alla rappresentazione di Pasolini a Villa Ada?
Il testo viene svelato in una sorta di partitura composta da quattro situazioni che ripercorrono la giornata della pubblicazione della lettera scoperta nell'archivio Nenni. Molti mi avvicinano al termine della rappresentazione incuriositi e vogliosi di sapere altro. Sembrano arricchiti da questi aspetti finora tenuti custoditi, molti si sentono probabilmente più intimi. Conoscere queste "confidenze" rinnova la loro curiosità e -magari- li stimola a riprendere un cammino lasciato sospeso con l'autore.
Secondo lei, letteratura e vita in Pasolini erano un tutt'uno?
Ne sono certo. Lui ha sacrificato la propria vita all'altare della poesia, tutto nasce da questa simbiosi che applicava a ogni disciplina, cinema compreso. Lui era quel pensiero "magico" che ha vissuto sulla propria pelle fino all'ultimo respiro. Giovanni Zambito.

LO SPETTACOLO
Pasolini a Villa Ada descrive il rapporto personale tra Giorgio Manacorda e Pier Paolo Pasolini. Il racconto di un’amicizia, quella tra l’autore e il poeta friulano, finora celata o velatamente raccontata in privato. Attraverso un denso monologo, che segue il ritmo del racconto, si scopre così un rapporto di amicizia intenso e il tormentato percorso di emancipazione che Manacorda ha dovuto affrontare per liberarsi dalla paterna figura del maestro.
“La rappresentazione, dunque, è un incontro nuovo con Pier Paolo Pasolini, un racconto diverso, lontano dalle polemiche politiche, da ricostruzioni o riduzioni del protagonista a mero e semplice fatto di cronaca” -spiega l’attore -“sono passati un po' di anni dal debutto, sono tante le repliche che ha alle spalle questo spettacolo, ma per me è sempre una grande emozione”.

MOSTRA
Nel foyer sarà allestita una selezione di scatti di Nowhere Now , lavoro che a breve verrà raccolto e pubblicato in un volume da Urbanautica Institute. 
Le immagini sondano l'impalpabile viaggio della luce, dei colori , delle particelle che generano la vita in un continuo disordine. È l’improvviso, l’impalpabile che genera e muta come una reazione a catena. 
La confusione possiede al proprio interno tutti i gli elementi della creazione, imprevisti compresi che sono anzi la base del processo. La distruzione, l’errore,  è parte necessaria della creazione.

INFO:

AVVISO AI SOCI

Tessera preventiva obbligatoria al link www.teatrosophia.com/associati

Teatrosophia

via della Vetrina 7 – Roma

dall' 8 al 10 marzo 2019

ore 21.00 - domenica ore 18.00

Info e contatti: info@teatrosophia.it –

tel: 06.68801089 – 375.5488661

web. www.teatrosophia.com

Bigietti 13€ + 2€ tessera associativa del teatro

Fb: www.facebook.com/teatrosophia2018/