giovedì 14 marzo 2019

Massimo Wertmüller: il complimento più bello è la risata che viene dalla testa. L'intervista di Fattitaliani

Ne "La gente di Cerami" Anna Ferruzzo e Massimo Wertmüller danno voce con le parole del poeta a un popolo di piccoli antieroi. Al Teatro Vittoria fino al 17 marzo, diretto da Norma Martelli, lo spettacolo si avvale della musica di Nicola Piovani eseguita da Alessio Mancini e Sergio Colicchio. Fattitaliani ha intervistato Massimo Wertmüller.

Con la musica di Piovani racconta la Gente di Cerami, chi era e chi è la gente di Cerami?
È un piccolo mondo quotidiano che Vincenzo certe volte apostrofa anche come grigio e insulso ma con la sua penna e con la sua lente di ingrandimento, perché c’è un racconto di uno che lavora tutta la vita al microscopio e che poi quando porterà questi suoi occhi sopra un tetto vedrà tutta l’umanità come quei microbi, come quei batteri che ha studiato sempre sotto al microscopio. Sotto la lente di Vincenzo però diventano eroi piccoli, grandi, eroi quotidiani di storie come quelle che raccontiamo noi in scena. Noi che abbiamo avuto la difficoltà appunto di trasportare quella cifra molto letteraria, perché sono pagine strappate dai suoi libri, l’abbiamo dovuta trasformare in cifra teatrale, che non è esattamente una cosa facilissima.  Il successo più bello che abbiamo avuto con lo spettacolo è stato proprio quello di  riuscire a trovarla. La gente, tra l’altro, si riconosce in questi personaggi.
Ci sono ancora, oggi, i piccoli antieroi?
Beh, basta saperli scovare, che poi è proprio una delle prerogative di un grande autore, saper vedere dove gli altri non vedono. Ma certo che è pieno intorno a noi, ed è per questo che ancora oggi si riconoscono. Dicevo che quest’occhio di Vincenzo, poi per chi lo conosceva sa perché era un uomo simpatico, sarcastico, molto tagliente, di una  intelligenza graffiante. Sia i personaggi che i racconti sono molto divertenti. Attorno a noi ci sono ancora, avoja.
Diciamo che lei ed Anna Ferruzzo siete bravissimi a raccontare visivamente la quotidianità della gente, credo che non sia facile renderli visivamente a teatro...
Esatto, è quello che le dicevo prima. Io credo che abbiamo costruito dei personaggi lì sopra, un po’ maschere, un po’ grotteschi se vogliamo. Credo che se ci fosse stato Vincenzo avrebbe gradito.
Quando si ama si guarda la realtà con occhi diversi, quanto è vero?
Eh come no, l’amore fa vedere le cose da un certo punto di vista positivo, migliora sia le cose che il modo di vedere.
È comunque un testo molto attuale, perché lei ad un certo punto dice ‘donne, mamme, ragazze che navigano nello stesso mare, in cui una porta si chiude alle spalle ed un’altra se ne apre davanti ed io ne costruisco le storie’, Diciamo che c’è anche un riferimento a quello che sta accadendo adesso con le persone che arrivano dall’altra parte del mare.
Ah questo non glielo so dire perché è il frutto di un grande autore e può essere adattato e letto in tanti modi, quindi probabilmente si può vedere anche una mamma che arriva qui con il bambino in braccio dall’altra parte del mondo. È possibile. Io credo che Vincenzo si guardava intorno anche tra le vie della sua città, anche qui in Prati dove abitava. Vedeva questa umanità, la sfudiava, per poi ricostruire quelle storie lì.
La sua  riflessione è bella, perché può arricchire ancora di più lo sguardo di Vincenzo.
Quanto è difficile accettare il tradimento della propria moglie con il miglior amico?
Come dice quel racconto di Vincenzo, perché a me non è capitato ringraziando Dio e non glielo so dire, credo che deprima molto. Cioè che tolga molte energie, che paralizzi moltissimo perché rompe un patto, perché alla fine l’amore è un patto. L’amore e l’amicizia sono due forme d’amore. Io l’amore l’ho sempre considerato un motore, il mio amore per Anna è un motore fondamentale per la mia vita, per il mio essere uomo. Ho molti amici, alcuni li conosco da quando erano nella pancia della mamma. Alcuni sono venuti già due volte a teatro. Vedo ancora i miei compagni di scuola, evidentemente sono state amicizie che mi hanno permesso di avere una buona visione della vita. Per cui l’amore da una parte, l’amicizia dall’altra, sono elementi fondanti per una persona. Il patto che si è stretto con gli amici non dovrebbe mai essere rotto.
Il pubblico reagisce bene, ho visto che era molto attento. Qual è il complimento più carino che ha ricevuto in camerino?
Un silenzio attento. Avrà visto come hanno riso, la complicità manifesta. Per me il complimento più bello è sempre la risata, che è quella che viene dalla testa e non dalla pancia.
Fu proprio Vincenzo Cerami a seminare quel tipo di risata. Son venuti anche dei bambini e gli è piaciuto tanto. È il complimento più bello perché loro non hanno filtro.
Avrete una tournée per questo spettacolo?
Abbiamo già fatto un po’ di date prima di Roma, adesso cerchiamo di capire cosa fare nel prossimo anno.

Elisabetta Ruffolo


LA GENTE DI CERAMI


Racconti di Vincenzo Cerami adattati da Aisha Cerami
con Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo

musiche Nicola Piovani  eseguite dal vivo da
Alessio Mancini flauto/chitarra          
Sergio Colicchio tastiera/fisarmonica
regia Norma Martelli   
spazio scenico Sandra Viktoria Müller     costumi Silvia Polidori            
disegno luci Danilo Facco  ufficio stampa Daniela Bendoni 
organizzazione Rosi Tranfaglia    

produzione COMPAGNIA DELLA LUNA
Direzione artistica Nicola Piovani

Dal 7 al 17 marzo 2019 ore 21
martedi 12 ore 20 ; mercoledi 13 ore 17 ; domenica ore 17.30

TEATRO VITTORIA / ATTORI&TECNICI _ Piazza S.Maria Liberatrice 10,  Roma (Testaccio)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)