domenica 17 febbraio 2019

Segnalibro, Pier Francesco Grasselli a Fattitaliani: in "La Ricerca di Sé Stessi" mi sono messo a nudo, esposto, sputtanato. L'intervista

Dopo cinque romanzi pubblicati per Mursia e una pausa editoriale di otto lunghi anni Pier Francesco Grasselli lancia sul mercato la sua ultima fatica letteraria. E «fatica» è la parola giusta, perché per comporre La Ricerca di Sé Stessi (In guerra col mondo - Libro primo in due tomi), illustrazioni di Riccardo Passoli, Amazon Edizioni) l’autore di All’inferno ci vado in Porsche ha cambiato radicalmente stile di vita, si è «chiuso in casa» e ha sgobbato per la bellezza di dieci anni. Grasselli è ospite della rubrica "Segnalibro" di Fattitaliani. L'intervista.
Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?
'L'eroe dai mille volti' di J. Campbell e 'Il professore di desiderio' di Roth. Sacro e profano.
L'ultimo "grande" libro che ha letto?
La 'Recherche' di Proust. Tutti e sette i volumi. Non lo dico per vantarmi... o forse sì.
Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro? 
Consigli, soprattutto.
Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?
'Lolita'.  L'estate scorsa al mare. Magnifico. 
Secondo lei, che tipo di scrittura oggi dimostra una particolare vitalità? 
Le grafic-novel, di sicuro. Jodorovsky è il mio autore preferito.
Personalmente, quale genere di lettura Le procura piacere ultimamente?
I racconti, specialmente quelli fantastici. Adoro leggere i libri della collana La Biblioteca di Babele (Franco Maria Ricci) davanti al caminetto. Un racconto ogni sera. Probabilmente sto invecchiando.
L'ultimo libro che l'ha fatta sorridere/ridere? 
Pierre Louys, 'Figlie di tanta madre'. Provi a leggerlo e mi dirà.
L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere?
'Canto di Natale', perché tocca le corde dell'anima, e non è solo un modo di dire.
E 'Martin Eden'. Come vede, amo i classici più che i moderni.
L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare?
'Il libro dei Baltimore' di Dicker (anche se di solito non leggo gialli). Stile piatto, insulso. E trama noiosa, a differenza di altri suoi libri che ho apprezzato.
E 'Il re pallido" di Foster Wallace, che probabilmente aveva bisogno di una ventina di passate di editing (è uscito postumo).
Quale versione cinematografica di un libro l'ha soddisfatta e quale no?
'Apocalypse now' sì. Sì anche 'L'amante'. No... 'Le notti di Salem', da King, ma si va un po' indietro. Questo romanzo ha segnato la mia adolescenza.
Quale libro sorprenderebbe i suoi amici se lo trovassero nella sua biblioteca?
La biografia di Totti, visto che non mi interessa minimamente il calcio.
Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? e l'antagonista?
Arturo Bandini. E il capitano Acab. L'ordine può anche essere invertito.
Lei organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviterebbe? 
Thomas Carlyle e Henry Miller per il fuoco che li anima. E Prevert perché porterebbe delle ragazze.
Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire?
Naturalmente non me lo ricordo. Temo che non mi sia rimasto impresso.
Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia? 
Stefan Zweig. Per la poesia è la forza delle sue biografie, che vanno dritte al punto. Consiglio 'La lotta col demone' su Nietzsche, Kleist e Holderlin.
Che cosa c'è di Pier Francesco Grasselli in "La Ricerca di Sé Stessi"?
Tutto. C'è Pier Francesco per intero. Messo a nudo, esposto, sputtanato. Molto più che in 'Fanculo amore' e in altri libri che ho pubblicato in precedenza. Giovanni Zambito.
Foto copertina di Michele Corleone

IL LIBRO
Francesco, il protagonista de La Ricerca di Se Stessi, non ne può più di sentir parlare di bolidi, di telefoni cellulari o di orologi di marca e vuole «scoprire dov’è finita l’avventura negli anni dei fax e dei fast food». Una notte, mentre guida la sua motocicletta per le strade di Montmartre, vive un’esperienza inspiegabile che lo segna per sempre. È il giro di boa di una vita. Da quel giorno, tutto cambia per lui. Così come Parzival, il cavaliere della Tavola Rotonda che parte alla ricerca del Graal, il ragazzo muove i primi passi sulla strada della ricerca della verità.
Da Parigi a Budapest, da Medjugorje a Sarajevo, da Stoccolma a Delfi, il giovane protagonista di quest’opera compie un viaggio geografico e spirituale alla scoperta di se stesso e del significato della vita. Strada facendo si imbatte in molti maestri e ha l’opportunità di confrontare differenti visioni del mondo – l’occultismo di Boris, la fisica quantistica del giovane scienziato Philippe, il cristianesimo di Padre Juliano, l’astrologia di Elettra – scoprendo, a poco a poco, che le risposte alle Grandi Domande sono sempre le stesse dall’alba dei tempi fino a oggi, anche se spesso formulate in maniera diversa. Francesco è un ragazzo che reagisce alla superficialità del mondo moderno, che sente il bisogno di comprendere il lato spirituale e interiore di sé e dell’esistenza in una società dominata dal materiale e dall’esteriore.

La Ricerca di Se Stessi è un’opera «pop», dove accanto a grandi maestri della filosofia, della religione e dell’esoterismo come Rudolf Steiner, René Guénon, Yogananda, Vivekananda e a decine di altri guru e luminari della metafisica (tutti ritratti in modo simpatico dall’illustratore Riccardo Passoli) sono citati maestri inventati e più spassosi come il Maestro Yoda di Guerre Stellari e Gandalf del Signore degli Anelli. Ne La Ricerca di Se Stessi si parla, fra le altre cose, di fisiognomica e di medicina psicosomatica, dei sogni considerati come viaggi in realtà parallele, della realtà considerata come creazione della mente e della sincronicità, dell’anima (una costellazione di archetipi o funzioni) e del fatto essenziale che trovare se stessi significa individuare ed esprimere gli archetipi o funzioni che sono alla base dell’esistenza di ciascuno; si parla del Karma e della meditazione, dell’astrologia e così via… tutto ciò in modo umoristico e leggero.
L'AUTORE
Pier Francesco Grasselli è nato nel 1977 a Scandiano (Reggio Emilia). È autore della trilogia «maledetta» composta da L’ultimo Cuba Libre (Mursia, 2006), All’inferno ci vado in Porsche (Mursia, 2007) e Vivere da morire (Mursia 2010), dei romanzi Ho scaricato Miss Italia (Mursia, 2008) e Fanculo amore (Mursia 2009) e della raccolta di poesie Sempre meglio che lavorare – Donne, solitudini e cocktail (Poesie 1998-2018), recentemente uscita per i tipi della casa editrice reggiana Thedotcompany.
Segnalate dalla critica come «Romanzi cattivi» (Panorama) e «Ritratto di una generazione» (Libero), le sue opere si sono imposte per l’originalità dello stile narrativo e la durezza delle vicende che raccontano.