giovedì 31 gennaio 2019

Federica Cifola e Giulia Ricciardi e le paure della vecchiaia in “STREMATE Ultimo atto” al Teatro Sette fino al 10 febbraio. L'intervista di Fattitaliani

Fino al 10 febbraio al Teatro Sette di Roma “STREMATE Ultimo atto” con Federica Cifola (Marisa), Beatrice Fazi (Elvira) e Giulia Ricciardi (Mirella) che è anche autrice del testo. Ludovica Di Donato nel ruolo di Frida, Direttrice e“badante” della Residenza. Regia Michele La Ginestra e Andrea Palotto.

Chi di noi non ha paura dell’avanzare degli anni, della demenza senile, di altri problemi che potrebbero sopravvenire? Giulia Ricciardi ha esorcizzato le stesse paure, inserendole nello spettacolo. Nella vita come sulla scena, vorrebbe trascorrere la sua vecchiaia con le amiche di sempre per mantenersi più attive.
Elvira, Marisa e Mirella sono ospiti di una “Residenza per signore” gestita stranamente da una cattivissima badante francese… Tre simpatiche vecchiette un po’ malandate che non si arrendono alla terza età e addirittura Mirella progetta un piano per evadere. Una specie di fuga da Alcatraz a Cuba perché sono prigioniere di Frida e temono che prima o poi possa succedere qualcosa di brutto.
Elvira, Marisa e Mirella tanto stremate non sono! L’affiatamento nella vita e sulla scena le porta da anni a formare un trio inossidabile e non saranno certo gli acciacchi che verranno a fermarle… Il finale è aperto e tutti ci chiediamo “sarà veramente l’ultimo atto?” Ai posteri l’ardua sentenza!
Le stremate. Ultimo atto, come nasce l’idea di farle finire in una Casa di Riposo piuttosto che su una nave da Crociera?
Giulia Ricciardi: Nasce dal fatto che voglio esorcizzare le mie paure e le ho inserite tutte in questo spettacolo. Spesso mi chiedo “come sarà e se sarà” perché quella è la migliore delle ipotesi. Ho sempre pensato che sarebbe stato bello passare la vecchiaia con le amiche per mantenersi più attive. Ho immaginato queste tre sciagurate tra una trentina d’anni, esattamente nel 2049, che si ritrovano a vivere insieme in una casa di riposo. Mi è spuntata l’idea di realizzare un mezzo giallo ed ho introdotto la figura di Frida, una giovane badante. Una serie di piccoli misteri che chiaramente non posso spiegare. 
Una badante molto sui generis come molto spesso si legge sulle cronache dei giornali e che forse ci spaventa molto di più rispetto alla vecchiaia. E’ una badante francese ed è cattivissima. C’ è un “motivo preciso sulla Nazionalità francese”!
Che cosa ti ha divertito di più o di meno nel recitare il tuo personaggio?
Di meno niente, di più tutto!  Trovare faticosamente, la postura, la prossenica, la mimica, la voce di una donna molto più grande di me, ridotta molto male perché ha il deambulatore, è stato divertente ma anche molto appagante. Lo studio di tutte e tre è stato finalizzato a non fare una caricatura grottesca ma una vecchiaia credibile, possibile.
Federica, il tuo personaggio è quello più divertente! Sì, perché è quella che dimentica tutto, che continua a presentarsi con le stesse persone che sono accanto a lei. È uno spettacolo in cui si ride tanto ma lascia dentro un senso di amarezza. Lo dice anche il pubblico quando viene a salutarci nel camerino. 
Ad un certo punto voi progettate un piano di fuga…
Giulia: Assolutamente sì! Sono io che progetto il piano fin dall’inizio perché voglio andare a Cuba e perché ritengo di essere la più geniale delle mie amiche, il problema è che una soffre di Alzheimer e l’altra è sorda. Una non capisce e l’altra non sente. Portare a termine questo piano è veramente difficile. Piano piano le coinvolgo e riusciamo ad iniziare questa fuga…
Il vostro sogno è quello di riprendere la vita che facevate prima! Com’era? Bellissima perché noi eravamo un po’ alla Sex & the City! Donne abbienti con una vita piuttosto agiata. Marisa quella che ha l’Alzheimer viene da un passato abbastanza benestante. Elvira ha sposato un arabo ricchissimo. Siamo tutte messe abbastanza bene e vorremmo continuare su questa linea. 
Cosa vi legava in gioventù e cosa vi lega nella vecchiaia? L’amicizia, sempre! E’ il tema dominante dello spettacolo. Nella vita coltivo molto l’amicizia, con Federica e Beatrice ma curo molto anche quella con altre persone. 
Finché c’è vita, c’è speranza. Cosa ne pensi? 
Giulia Ricciardi: Sempre! Si può tornare sui propri passi, ricominciare, studiare. In qualsiasi momento si può fare qualunque cosa. 
Prendendo spunto da una Commedia di Massimo Natale “Se potessi tornare indietro” cosa fareste? 
Giulia: Crederei molto di più in me stessa perché l’ho fatto poco!
Federica: Farei i figli un po’ di anni prima per rendere tutto più leggero. Non cambierei nulla perché sono felice di tutto quello che ho fatto! 
Quanto ti spaventa la vecchiaia? In realtà a me non spaventa perché la vedo come una cosa naturale che fa parte della vita. A vent’anni devi fare un sacco di cose… In qualche modo oggi, è come se fossi arrivata ad un punto in cui alla mia età mi sento più pacificata.
Elisabetta Ruffolo