giovedì 6 settembre 2018

Mary Shelley, “La figlia dell’amore e della luce”

di Caterina Guttadauro La Brasca  - La ragazza che scrisse Frankenstein, biografia di Mary Shelley ( in libreria dall’11 settembre) ne è autrice Fiona Sampson, poetessa inglese tra le più apprezzate in Inghilterra ,tradotta in più di 30 lingue.

Libera, anticonformista, antesignana del Femminismo, figlia di Mary Wollstonecraft, autrice della Rivendicazione dei diritti delle donne, e del filosofo William Godwin, Mary viene ricordata da tutti per il suo capolavoro Frankenstein, uscito nel 1818 e bocciato dalla critica. Oggi quell’opera compie 200 anni ed è celebrata da tutti e considerata attuale. Che muore dopo averla partorita. Dalla biografia emerge una donna grandemente amante dello scrivere, straziata dalla perdita della madre, amante di Percy Shelley fino al suicidio della moglie di quest’ultimo. Lo sposa e diviene la signora Shelley,forte, tenace, coraggiosa, si mantiene con la scrittura negli ultimi 25 anni che visse da vedova. Lui l’amò all’inizio, egoista e infedele riusci ad avere la stima dalla comunità intellettuale, Lei faticò moltissimo, fu tradita più volte e la sua morte a 53 anni le risparmiò pietosamente di esserne certa. 
Perse tre figli piccolissimi e una sorella si suicidò. In Frankenstein riversò tutta la sua sofferenza ad iniziare del trauma della perdita della madre, di cui si colpevolizzò per tutta la vita. Da piccina leggeva accanto alla tomba della madre per sentirla vicina. Allora la scrittura femminile era un tabù che la costrinse a pubblicare il libro nell’anonimato. Lei non si arrese mai, sfidò le convenzioni, visse un amore itinerante e scrisse un libro che , nonostante i suoi duecento anni, è ancora attuale perché racconta la solitudine di un’anima che si sente esclusa e che è per tutta la vita alla ricerca di un amore autentico mai trovato. Ebbe uno scambio ed un confronto culturale con Lorda Byron, con il quale legò molto. Nel 1816 la coppia trascorse un'estate con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont nei pressi di Ginevra, in Svizzera, dove Mary ebbe l'ispirazione per la stesura del suo romanzo Frankenstein. Nel 1818 lasciarono l'Inghilterra per l'Italia, dove morirono Clara Everina e William, rispettivamente seconda e il terzo figlio di Mary e Percy, e dove nacque Percy Florence, l'unico a sopravvivere ai genitori. Nel 1822 suo marito annegò durante una traversata del Golfo della Spezia. Oggi il suo libro, Mary Shelley è un film quanto mai attuale la cui sceneggiatura  è stata scritta da Emma Jensen in collaborazione con la regista Haifaa Al Mansour. “Vengo dall’Arabia Saudita, e sebbene questo sia un film d’epoca inglese sulla storia di una giovane ragazza che sta crescendo e cerca di trovare la sua strada circondata da preconcetti di cui vuole liberarsi, mi sono davvero identificata con la protagonista”, dice la regista. 
A vestire i panni della scrittrice è Elle Fanning, che dice:“poter interpretare una donna che era così avanti con i tempi su tantissime cose, mi ha davvero colpita. Ero molto nervosa e spaventata, perché nessuno ha mai raccontato prima questa storia, e perché è davvero speciale. Ho pensato che tutti dovessero conoscerla. Sebbene ambientato nell’Ottocento, penso che il suo percorso sia molto moderno e rilevante anche per il mondo di oggi. Sentivo un’enorme responsabilità nell’interpretare Mary – è un personaggio davvero sfaccettato. È la storia di una ragazza che cresce e trova la sua strada, uscendo dall’ombra della sua famiglia. Mary è uno spirito libero e potente. È curiosa e un’attenta osservatrice”, continua l’attrice, che conclude: “ho letto molto, ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata leggere Frankenstein, in realtà porto ancora il libro con me e lo leggo qualche volta prima di andare a letto, giusto per sentire un po’ la voce di Mary. È scritto così magnificamente!”.
Caterina Guttadauro La Brasca