sabato 1 settembre 2018

75 Venezia, Luca Guadagnino: consensi e dissensi per il remake di "Suspiria"

Con Tilda Swinton, Dakota Johnson e le musiche di Thom Yorke. Il regista: "Dario lo ha visto ma se volete sapere cosa pensa chiedetelo direttamente a lui"!

E' un omaggio al maestro dell'horror Dario Argento, più che un remake dichiara Guadagnino che con questo film ha diviso a metà il pubblico. C'è chi l'ha apprezzato, definendolo molto più inquietante dell'originale, grazie anche alle musiche di Thom Yorke e chi non l'ha compreso fino in fondo.
La chiave di lettura si differenzia letteralmente, lo spettatore ha sicuramente bisogno di metabolizzare la visione prima di esprimere chiaramente un giudizio.
Berlino del 1977, nella grande scuola di danza di madame Blanc, una coreografa contemporanea che ricorda Pina Bausch (Tilda Swinton, che interpreta anche altri due ruoli misteriosi che sta allo spettatore scoprire): di fronte all'ingresso si erge il Muro, cosparso di scritte politiche e proclami dei terroristi della Baader Meinhof. Mentre radio e televisione scandiscono le tappe di un braccio di ferro tra i terroristi e il governo tedesco, nella scuola di Tanz avvengono cose misteriosi e inquietanti. Dopo la sparizione di Patricia (Chloe Moretz) arriva nella compagnia una nuova ballerina americana proveniente dalla comunità mennoniti dell'Ohio. In pochi giorni Susie (Dakota Johnson) diventerà l'étoile e la ballerina sulla quale Leblanc ha puntato tutto.
Per Tilda Swinton è stato come essere a casa. "Conosco Luca da tanto tempo è tra gli amici più cari, siamo quasi parenti - dice -. Lavorare con lui è una fortuna incredibile. Quando sai che la persona vicina a te è interessata come te a fare il meglio puoi stare tranquillo". E anche per Mia Goth l'esperienza è stata positiva.
"Con lo sceneggiatore David Kajganic abbiamo pensato fin da subito che l'epoca del film doveva rimanere quella dell'originale - spiega il regista - volevamo anche rimanere in Germania ma abbiamo scelto di spostare la storia da Friburgo a Berlino.
Volevamo raccontare la Berlino del muro perché ci interessava il tema della divisione, dell'esclusione e inclusione, della colpa e del perdono."
"La storia è ambientata nell'autunno tedesco - prosegue Guadagnino - racconta quell'epoca di terrorismo e, essendo un film dell'orrore, parla dell'inconscio. Tra i nostri riferimenti pittorici c'è sicuramente Balthus".
Guadagnino spiega anche un altro tema centrale del film, la figura della madre. "Il tema non è l'uccisione delle madri ma piuttosto il concetto della madre terribile che si oppone alla visione della mamma cui viene rigettata la possibilità di essere crudele. All'inizio del film nella casa dei mennoniti da cui proviene Susie si vede un quadretto ricamato con una frase il cui senso è che la mamma è come una santa: ecco, il film rigetta questa visione".
Tilda Swinton: "Le donne fanno film da tredici decenni, dirigono film bellissimi che non vengono distribuiti. Lo scorso giugno è morta Kira Muratova, magari non è nota come Scorsese o Coppola ma la notizia della sua scomparsa è passata inosservata. Bisogna cambiare il punto di vista su filmaking e gender che è una questione rilevante, certo, ma il cinema è uno stato libero".