mercoledì 11 luglio 2018

Verona, Aida di Zeffirelli e l'omaggio alla tradizione operistica. La recensione di Fattitaliani

Franco Zeffirelli quest'anno ha compiuto 95 anni e in più Teatri si celebra la gloriosa sua versione dell'Aida di Verdi e anche nel cartellone dell'Arena di Verona, quest'anno, si ripropone l'atto d'amore "per un'idea tradizionale della messinscena operistica" del regista.

Ieri sera, sotto la solida e acclamata direzione musicale del Maestro Jordi Bernàcer, è andata in scena la quarta rappresentazione dell'opera.
Guardando e ammirando la scenografia, i movimenti, le coreografie di Vladimir Vasiliev, i costumi di Anna Anni, ci si rende ben conto della macchina perfetta realizzata, senza tempo, volta proprio "a realizzare il sogno di trasmettere e consegnare al mio pubblico la testimonianza del mio operato, la cifra stilistica e il denominatore che unisce i miei spettacoli", aveva sempre dichiarato Zeffirelli.
Una commovente messa in scena, spettacolare quanto deve essere l'Aida, testimonianza di un artigianato made in Italy che non ha rivali in termini di gusto e appropriatezza, laboriosità e raffinatezza.
Una rappresentazione, quella di ieri sera, però, che non si è potuta esprimere al meglio a causa del maltempo che ha costretto ad interromperne l'esecuzione.
Fra l'altro, pure Kristin Lewis, che ricopriva il ruolo del titolo, all'inizio del terzo atto, a causa di un malore, è stata sostituita da Rebeca Lokar, che ha fatto in tempo ad eseguire -in maniera eccelsa- "O patria mia". 
Il bello dell'Aida è ovviamente l'idea di coralità che trasmette nell'insieme e il coro dell’Arena di Verona (altrettanto l’ochestra e il corpo di ballo) è stato superbo: d'altronde, però, gli interpreti devono possedere una più che forte dose di “animalità da palcoscenico” per evidenziarsi e brillare di luce propria, cosa che - francamente - non abbiamo notato particolarmente ieri sera, nonostante la ovvia bravura di ciascun interprete.
L’Aida di Zeffirelli è un sogno, un evento di quelli imperdibili, una creazione da vivere in prima persona, meteo permettendo.
C’è ancora tempo per farlo. Le successive rappresentazioni saranno: il 14-19-22-27 luglio, il 2-5-7-11-19-23-29 agosto e il 1° settembre 2018.
Giovanni Zambito
Foto: ©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona
SCHEDA
Direttore d'Orchestra
Jordi Bernàcer (23, 28/06 – 8, 10, 14/07)
Daniel Oren (19, 22, 27/7 – 2, 5, 7, 11/8)
Andrea Battistoni (19, 23, 29/8 – 1/9)

Regia e Scene Franco Zeffirelli

Costumi Anna Anni

Coreografia Vladimir Vasiliev

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici Dell’Arena di Verona
CAST
Il Re
Romano Dal Zovo (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22/7 – 5, 7/8)
Roberto Tagliavini (27/7 – 2, 19/8)
Enrico Marchesini (11, 23, 29/8 – 1/9)

Amneris
Violeta Urmana (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22/7)
Carmen Topciu (27/7 – 2/8)
Judit Kutasi (5, 7, 11, 19, 23/8)
Anita Rachvelishvili (29/8, 1/09)

Aida
Anna Pirozzi (23/6)
Kristin Lewis (28/6 – 8, 10, 14/07)
Maria José Siri (19, 22, 27/7 – 7, 11, 19/8)
Susanna Branchini (2, 5, 23/8)
Hui He (29/8 – 1/9)

Radamès
Yusif Eyvazov (23, 28/6)
Marco Berti (8, 10, 14/7)
Carlo Ventre (19, 22, 27/7 – 11/8)
Gregory Kunde (2, 5, 7/8)
Walter Fraccaro (19, 23, 29/8 – 1/9)

Ramfis
Vitalij Kowaljow (23, 28/6)
Rafał Siwek (8, 10, 14, 27/7 – 2, 5/8)
In Sung Sim (19, 22/7)
Marko Mimica (7, 11, 19/8)
Gianluca Breda (23, 29/8 – 1/9)

Amonasro
Luca Salsi (23/6)
Sebastian Catana (28/6 – 8, 10, 14/7)
Ambrogio Maestri (19, 22, 27/7)
Amartuvshin Enkhbat (2, 5, 7, 19, 23/8)
Federico Longhi (11, 29/8)
Gocha Abuladze (1/9)

Un messaggero
Antonello Ceron (23, 28/06 – 8, 10, 14, 19, 22/07)
Carlo Bosi (27/7 – 2, 5, 7, 11, 19, 23, 29/8 – 1/9)

Sacerdotessa
Francesca Tiburzi (23, 28/6 – 8, 10, 14, 19, 22, 27/7 – 2, 5, 7, 11/8)
Arina Alexeeva (19, 23, 29/8 – 1/9)

Primi Ballerini
Beatrice Carbone
Petra Conti (23, 28/6 - 8, 10, 14, 19, 22, 27/7 - 2, 5, 7, 11/8)
Alessia Gelmetti (19, 23, 29/8 - 1/9)
Gabriele Corrado (23, 28/6 - 8, 14, 19, 22, 27/7)
Mick Zeni (10/7 - 2, 5, 7, 11/8)
Davit Galstyan (19, 23, 29/8 - 1/9)