domenica 15 luglio 2018

kickboxing, Gabriele Casella: un incontro sul ring è come una partita a scacchi

È romano il fighter Gabriele Casella che ieri, sabato 14 luglio, a Roma, alla Centrale del Tennis del Foro Italico, invitato a combattere tra le star mondiale della kickboxing nell’ambito di Bellator Roma, ha piegato ai punti l’aggressivo avversario rumeno Alex Negrea che aveva più volte minacciato sui social con frasi provocatorie il campione romano.

Casella, proclamato vincitore per decisione unanime dei giudici, ha impressionato tutti per tattica, tecnica e potenza, portandosi a casa un match importantissimo, uno dei più attesi della serata, assieme a quello di Giorgio Petrosyan che pure ha vinto ai punti l’azerbaigiano Allazov. La cornice dell’incontro che ha portato Casella ad aggiudicarsi negli 83 kg il prestigioso International Challenge Bellator, è stata quella della nuova edizione della promotion, che ha visto le star mondiali della kickboxing incrociare i guanti per la prima volta a Roma di fronte ad un pubblico di migliaia di persone accorso per l’evento mondiale. 

Quando Casella il Magnificent è entrato sul ring si è alzata l’ovazione del pubblico romano accorso in massa per l’occasione. 

Il combattimento si è svolto sulla distanza di tre round. Nel primo round si è dispiegata la grande autorità tecnica e fisica di Casella che non ha risparmiato colpi e con un calcio circolare al viso ha messo in seria difficoltà Negrea. Nel secondo round, per consiglio dell’angolo, Casella ha diminuito tatticamente l’intensità dei colpi per poi riprendere nel terzo round la combinazione di calci frontali, low-kick, colpi di ginocchio e calci girati al fegato che hanno sempre reso spettacolari i combattimenti di Casella. 

Gabriele Casella, ci ricorda Paolo Liberati, l’allenatore del giovane Fighter, in pochi anni ha ottenuto tutti i titoli che voleva, oltretutto in diverse classi di peso ed in differenti discipline degli sport da combattimento, anche nella Muay Thai, dove mai nessun thailandese è riuscito a sconfiggerlo, nemmeno a Bangkok. E’ uno dei più rappresentativi atleti del nostro paese, l’Italia che vince nel mondo. Credo che abbia molto da insegnare alle nuove generazioni che praticano queste discipline.

E’ pieno di progetti Casella che al termine del match esprime la sua vicinanza all’ amico Mattia Faraoni per l’incidente fisico che non gli ha consentito un combattimento alla pari . 

“Io - ricorda l’atleta - non partecipo a risse verbali o fisiche. Bisogna farla finita con questa pessima immagine che il nostro sport dà di sé. Io parlo solo sul ring, usando i codici e simbolici fisici del nostro sport. Per me un incontro sul ring è come una partita a scacchi. Non faccio le risse per far contento qualche impresario. Sono per la non-violenza. Per il resto voglio anticipare che a breve, con altri fighters, faremo partire un progetto di formazione per attori che vogliono iniziare a praticare le discipline da combattimento quale strumento per uscire dalla routine della ripetizione e della “rappresentazione”; un grande attore sarà veramente grande quando riuscirà a fare sul palcoscenico del teatro e sul set almeno quello che sa fare il più piccolo fighter sul ring. Il sogno di ogni attore è quello di passare dalla rappresentazione all’evento, quel che appunto noi fighter facciamo tutte le volte che combattiamo. E poi voglio riposarmi. Andrò a breve a trovare i miei amici dell’America latina che hanno fondato il movimento degli eco-villaggi.”