giovedì 19 luglio 2018

Fattitaliani intervista Greta, giovane promessa italiana della musica nel mondo, nel pieno del suo processo creativo


di Laura Gorini - Da venerdì 29 giugno è online su YouTube il video di Song 5", il brano della giovane cantautrice romana Greta estratto dal suo EP d’esordio Wonderful.

Il video, montato da Lorenzo Catapano, racconta per immagini di un’estate vissuta tra amori finiti e amicizie trovate, tra spiagge, falò e tramonti indimenticabili. La spontaneità di un gruppo di amici in vacanza mostra la perfetta soluzione a quell’amore finito e non più corrisposto che viene raccontato nel testo del brano. Il brano (distribuito da Hilltop Recording Studios) è attualmente in rotazione radiofonica e disponibile in digital download e sulle principali piattaforme streaming.
Scritto interamente da Greta Mariani, è il terzo singolo estratto da “Wonderful”, Ep d’esordio della giovane cantautrice.
Greta, che cosa si prova ad avere già un proprio Ep a solo 17 anni?
Credo sia una cosa meravigliosa che porta con sé emozioni indescrivibili, è un onore per me e mi ritengo molto fortunata ad essere arrivata a tutto ciò a soli 17 anni. Questo Ep per me rappresenta un punto fermo dopo una serie di singoli e piccoli traguardi. Con questo Ep mi sento sicuramente più realizzata artisticamente.
Toglici una curiosità: stai lavorando a un tuo album vero e proprio?
In questo momento posso dire di essere nel pieno del processo creativo, prima vorrei far crescere la mia “fan base” e poi inizierò a pensare ad un vero e proprio album che rappresenta per me un passo molto importante, qualcosa che ti rappresenta e ti proietta nel panorama musicale in maniera concreta, quindi ci tengo a fare le cose piano e bene, al mio massimo.
Com'è strutturato oggi un tuo live?
Attualmente un mio live è strutturato in maniera molto semplice: sul palco saliamo io e la mia chitarra, ovvero lo strumento col quale mi accompagno e scrivo le mie canzoni. Cerco di abbinare canzoni in contrasto tra loro per movimentare la scaletta dal momento che attualmente salgo sola sul palco. Lo descriverei come un live “minimal”, amo stare a contatto con il pubblico sia emotivamente sia fisicamente, infatti cerco il più possibile di semplificare le mie canzoni rendendole dirette.
Proponi anche delle cover?
Sì, certo, propongo sempre almeno una cover nei miei live, non avendo ancora una grande notorietà cerco sempre di proporre cover molto conosciute ma che allo stesso tempo mi rappresentato. Lo faccio per cercare di avvicinare e rendere partecipe il pubblico il più possibile alla mia musica.
Con quali artisti sia nazionali sia internazionali ti piacerebbe collaborare e perché?
Mi piacerebbe molto collaborare con il cantautore britannico George Ezra, perché mi ha fatto avvicinare alla musica folk americani, infatti all’inizio scrivevo canzoni con uno stile molto più folk di quello attuale che invece è molto più POP. Un’altra artista statunitense col quale avrei piacere di collaborare è una mia coetanea che in questo momento sta acquisendo notorietà, il suo nome d’arte è Billie Eillish, ha un timbro vocale particolare e delicato. Un artista italiano col quale avrei piacere di collaborare invece è Brunori Sas, mi sto appassionando molto alla sua musica e ultimamente mi ricorda molto il grande De Gregori.
Hai aperto alcuni live dei Tiromancino e di Marina Rei. Che cosa apprezzi maggiormente di loro?
Apprezzo soprattutto la loro onestà intellettuale. Sono degli artisti completi a tutto tondo, girare l’Italia con loro è stato veramente un onore e un piacere, mi hanno insegnato tanto e mi hanno fatto crescere artisticamente, mi sono ritrovata anche a dover gestire un pubblico di 15.000 persone e sentire così tanta gente che canta con te l’inciso di una cover (nel mio caso “Crazy” di Gnarls Barkley). Che dire: è stata un’emozione bellissima che porterò sempre nel cuore e che non vedo l’ora di riprovare.
La tua voce, nonostante la tua giovanissima età, è già molto impostata. Inoltre possiedi un timbro molto riconoscibile e personale. Quanto dipende - secondo te - dalle tue doti naturali e quanto - invece - dallo studio?
Premetto che non ho mai studiato costantemente canto nella mia vita, fin da piccola ho sempre avuto nelle cuffiette Joss Stone, Aretja Franklin, Ami Whinehouse, Bkork, Sigur Ros, Radiohead, ma avrei una lista infinita da scrivere! Cantare per me è stato sempre un atto molto naturale infatti non c’è stato un momento preciso nel quale io ho iniziato a cantare. Diciamo che ho sempre cantato.
Al di là degli studi musicali, come sei messa con gli studi tradizionali e convenzionali?
A settembre frequenterò il quarto anno del liceo classico Terenzio Mamiani a Roma, è una scuola molto impegnativa che richiede molte ore di studio giornaliere, per questo a volte mi è difficile far combaciare lo studio e la musica.
Ti piacerebbe fare l'Università? Che cosa sogni di fare da grande? Anche un mestiere al di là della Musica?
Mi piacerebbe molto frequentare l’università. Credo che la musica, soprattutto quella cantautoriale, non si possa insegnare, con lo studio certamente si migliora, ma ci dev’essere una predisposizione e un interesse innato alla musica che non si può trasmettere solo attraverso i libri e i metodi. Mi piace molto il mondo della moda e del design, mi piace soprattutto il fatto di poter esprimermi attraverso i colori e le varie texture dei tessuti. Per questo infatti mi piacerebbe molto frequentare molto l’Accademia di Belle Arti. Per ora però vorrei solo finire al meglio il liceo classico.
Molte musiciste sono anche delle attrici... Il mondo della recitazione ti affascina?
È un mondo bellissimo che sicuramente mi affascina, ma che adesso vedo un po’ lontano dai miei progetti a medio e lungo termine.
Ti piacerebbe lavorare a una colonna sonora di un film? Di quale genere e di quale regista?
Mi piacerebbe molto certo, per me sarebbe un onore. Vedo parecchi film e non nascondo che diverse volte ho pensato a quanto mi piacerebbe dedicarmi ad una colonna sonora. Sicuramente oltre alla grande opportunità sarebbe una grande responsabilità, in quanto credo che non si possa scindere una scena dalla sua colonna sonora. I due mondi vanno da sempre insieme e si completano.
Sei una cantautrice... Ti piace dunque metterti metaforicamente molto a nudo nella Musica?
Come detto precedentemente nella domanda dei live, cerco sempre di essere più diretta e concreta possibile soprattutto nella musica. Credo anche che un cantautore debba necessariamente mettersi a nudo per raccontare se stesso, ogni canzone ha un qualcosa di unico e particolare che in qualche modo è frutto della tua esperienza.
Perché hai scelto di cantare e scrivere in inglese?
Provengo da una famiglia di origine americana e ho sempre fatto avanti e indietro tra States e Italia quindi l’inglese è la mia seconda lingua madre senonché la lingua con la quale mi viene più naturale esprimermi. Non è stata quindi una scelta artistica strategica, ma una mia spontanea esigenza fin da quando ero piccola.
Credi che i tuoi pezzi cantati in lingua italiana perderebbero la loro freschezza?
Non nascondo che ho iniziato a scrivere qualcosa in italiano ultimamente, credo che un’artista non si debba valutare secondo la lingua. Se un’artista è fresco e ha l’esigenza di esprimersi in inglese per esempio, è quasi impossibile che perda la sua freschezza anche in un’altra lingua. Quindi non credo che i pezzi in italiano mi possano far perdere la mia freschezza e possano cambiare il mio modo di cantare, ma sicuramente è un mondo diverso dall’inglese. L’italiano come lingua è difficile da gestire e ogni parola ha un proprio peso.
Ma qual è il segreto - secondo te - per mantenere tale aspetto non solo nella Musica ma nell'Arte in generale, oltre che nella vita di una persona?
Non credo ci sia un vero e proprio segreto dietro, un’artista di qualsiasi genere non deve troppo pensare a qual è il miglior modo per mantenere questa sua freschezza, ma deve riuscire al meglio ad esprimersi nel modo più chiaro e diretto possibile. Nella vita in generale di una persona la freschezza non si perde quando si è felici, quindi a volte basta solo pensare a quante fortune abbiamo nella nostra vita che molte persone nel mondo in questo momento non hanno e non possono avere. A volte ciò che a noi sembra scontato non lo è per niente. Penso che a volte nella vita sia necessario fermarsi, fare un punto della situazione con se stessi ed essere riconoscenti di tutte quelle cose e persone che ci sono vicine.
Foto di Laura Penna