mercoledì 21 marzo 2018

World Water Day, 1 italiano su 2 snobba lo spreco d'acqua in casa

Non si curano dei rubinetti che gocciolano (52%), lasciano scorrere l’acqua quando lavano gli alimenti o le stoviglie (47%), usano gli elettrodomestici in maniera scriteriata (32%). Quando si tratta di essere consapevoli dell’uso dell’acqua tra le mura domestiche, ben un italiano su 2 (49%) dimostra una certa non curanza riguardo lo spreco idrico. La giustificazione più frequenti? “Non ci faccio caso” (39%). Tra uomini e donne i punti deboli sono diversi: lui lascia aperto il rubinetto quando si rade (41%), lei quando lava i capelli (23%).
E’ quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it) condotto in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1500 italiani – uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio online sui principali social network per capire gli errori più diffusi in fatto di spreco d’acqua in casa.
Quanta acqua viene sprecata in famiglia? Spiega il dott. Vito Felice Uricchio, Direttore dell’Istituto di  Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR): “E’ difficile una stima, tuttavia se consideriamo che il consumo pro-capite di acqua potabile per usi domestici è di 425 litri al giorno negli Stati Uniti, e 10 litri nel Madagscar, si può immaginare che ci sono margini per ridurre i consumi. La Commissione mondiale per l’acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per soddisfare i bisogni essenziali. Attraverso l’osservazione di buone pratiche e/o di tecnologie innovative riterrei che si possa passare dai 241 litri per abitante al giorno a circa la metà”.
E a quanto pare, ad essere molto attento è solo il 12% mentre ben un italiano su 2 (49%) ne presta poca o nulla. Dall’igiene alla cura delle piante, l’ignoranza sul risparmio idrico tocca tutti gli ambiti possibili e immaginabili. In bagno, ad esempio, ci si affida più alla comodità e non sul consumo d’acqua. Ben il 31%, infatti, preferisce riempire una vasca perché “dà più relax” e il 28% si orienta sulla doccia perché “fa perdere meno tempo”. Per quanto riguarda i denti, ben il 36% degli italiani lascia aperto il rubinetto per “risparmiarsi la fatica di aprire e chiudere ogni volta”, e il 39% “non ci fa caso”. Anche barba e capelli sono attività ad alto consumo d’ acqua. Il 41% degli uomini ammette di lasciar scorrere l’acqua quando si radono perché “viene più comodo pulire il rasoio”, mentre il 23% delle donne quando fa lo shampoo lascia aperto il rubinetto per tutto il tempo.

E anche sui rimedi per limitare l’uso dell’acqua gli italiani si dimostrano poco accorti. Ben il 35%, infatti, non adotta alcun accorgimento specifico e solo il 10% controlla periodicamente eventuali perdite. E anche davanti a una perdita ben il 33% degli italiani ci passa sopra “se non è fastidiosa”, il 26% si informa “per capire se conviene di più riparare o sostituire il pezzo marcio”. Infine l’11% cerca “di rimediare autonomamente”. Ma in realtà, come dimostra uno studio americano di Save Water Today, sostituire una vecchia doccia può portare a un risparmio fino a 2.300 litri di acqua in un anno.

Anche in cucina gli italiani si scoprono spreconi. Parlando dell’uso della lavastoviglie il 25% la usa a prescindere dal carico mentre il 22% sceglie il ciclo di lavaggio “in base alle stoviglie da lavare” mentre il 12% la avvia dopo ogni pranzo se “la quantità di piatti è spaventosa”. Stesso discorso sui piatti da lavare a mano. Il 34% fa tutto sotto l’acqua corrente e solo il 22% raccoglie la giusta quantità d’acqua nel lavello o in una bacinella apposita. E come ci comportano quando devono lavare gli alimenti? Il 43% li sciacqua direttamente sotto il rubinetto perché “si risparmia tempo”, il 17% preferisce l’acqua corrente “perché in una bacinella l’acqua poi si sporca” mentre il 23% si affida a una vaschetta per il lavaggio e all’acqua corrente per il risciacquo.

Ma anche sul lavaggio dell’auto molti italiani ignorano l’acqua che si potrebbe risparmiare. Solo il 24% utilizza i Car Wash mentre circa uno su 3 (34%) utilizza la canna servendosi dell’impianto del proprio stabile/palazzo e infine c’è chi (9%) utilizza le fontanelle pubbliche.