venerdì 2 marzo 2018

Francesco Zarzana a Fattitaliani parla del docufilm su Gina Borellini. L'intervista



È stato presentato alla Casa del Cinema il Film “Vorrei dire ai giovani - Gina Borellini, un’eredità di tutti” scritto da Francesco Zarzana che cura anche la regia e da Caterina Liotti. Protagonista Claudia Campagnola con Laura Trimarchi e Paola Lavini.



Era il 1948 quando la partigiana Gina Borellini viene eletta deputata e per presentarsi alla Camera, le amiche le cucirono un cappotto e glielo regalarono, visto che non ne possedeva uno. Il docu-film è un omaggio alla sua straordinaria figura e a ciò che ha rappresentato per la storia italiana grazie alle sue lotte per le conquiste delle donne e ai suoi ideali. Il suo pensiero è ancora attuale.

Nel docu-film si parla di ideali come la tolleranza e la lealtà, valori che non dovrebbero mai essere sottovalutati e che dovrebbero essere ricordati sempre ai giovani” è il pensiero di Claudia Campagnola che condividiamo. 
Solo il Regista Francesco Zarzana ha visto il Film perché voleva che gli attori e gli altri addetti lo vedessero in Conferenza Stampa per condividere le emozioni che suscita. 
Claudia Campagnola è mezzo e voce per portare alle persone il pensiero, le battaglie e le conquiste per le donne, di Gina Borellini. Tutto ancora importante ed attuale.
E’ un film al femminile, dalla voce narrante (Elena Polic Greco) ad altre donne.
Le musiche del Film hanno due diversi momenti. Uno è molto particolare perché sono delle melodie al pianoforte composte appositamente per il Film da una ragazzina di sedici anni, Chiara Troiano, dotata di un talento incredibile. L’altro momento musicale è stato affidato ad una bravissima cantautrice che è Laura Sirano. 
Il 25 marzo ci sarà un debutto nazionale al Teatro San Carlo di Modena che è la città natale di Gina Borellini e poiché la durata del docu-film è di sessanta minuti, è già pronto per una “Confezione televisiva” probabilmente per la Rete Nazionale come è successo in passato per altri lavori del Regista. Sarà a disposizione per la visione nelle scuole e di chi vorrà approfondire anche storicamente il tema del film. 

Per fattitaliani abbiamo intervistato Francesco Zarzana
Come nasce l’idea di far conoscere Gina Borellini? Dal fatto che è una straordinaria donna, non conosciuta in Italia che ha fatto tantissimo per le donne, per i mutilati di guerra e molto altro. Attraverso le sue azioni ha segnato la storia e volevo farla conoscere alla luce del settantesimo anniversario del primo Parlamento perché lei è stata deputata insieme ad altre quarantaquattro donne, pochissime rispetto a 630 deputati, nel 1948. Una vita straordinaria, prima da Partigiana e poi da Parlamentare, una donna che ha sempre voluto portare avanti i diritti delle donne e se sono stati raggiunti determinati obiettivi lo si deve certamente al suo impegno.

Cosa ricordava il figlio Euro di quegli anni? 
È mancato da poco, quindi è anche un omaggio alla sua memoria. Lui ha sempre preferito stare un passo indietro, non ha mai neanche “approfittato” di tutto quello che sua madre ha fatto. Era una persona molto riservata e quando ha donato l’Archivio al Centro Documentazione Donna, ha capito che altri dovevano portare avanti tutto l’impegno verso le libertà democratiche e civili per i quali la mamma, aveva lottato per tutta la vita. 
Cosa penserebbe Gina Borellini degli ideali di oggi ? 
In questo momento difficile che stiamo attraversando, credo che s’impegnerebbe il triplo e continuerebbe sul discorso della parità di genere che ancora non si è realizzata. Porterebbe sicuramente avanti il discorso sull’impegno non solo delle donne ma anche da parte maschile. 
Cosa pensano i giovani di Gina Borellini? 
Abbiamo girato in una scuola a Sassuolo e durante le riprese raccontavo ciò che stavo facendo e dialogavo con centoventi studenti. Un Film come questo deve essere per loro, uno strumento a partire dal titolo “Vorrei dire ai giovani” ma lei avrebbe continuato a dire che bisogna impegnarsi a vivere bene la propria giovinezza perché ha visto morire i suoi compagni di lotta durante la seconda guerra mondiale ed in Italia c’era una vera e propria guerra civile. Mi auguro che il Film possa servire da ulteriore passaggio di testimone per le nuove generazioni. 
Perché la scelta è caduta su Claudia Campagnola? 
Oltre al fatto che abbiamo lavorato molto insieme anche in passato ma ne vedevo le caratteristiche non solo fisiche ma anche di come è riuscita ad essere Gina Borellini perché non è mai facile per un’attrice impersonare un personaggio forte e soprattutto una donna che è realmente vissuta. I paragoni sono sempre dietro l’angolo. Lei ha fatto un grandissimo studio su Gina Borellini alla luce anche del materiale che le ho fornito, della storia che ho raccontato e credo che abbia veramente impersonato Gina come volevo che fosse ed è vicino agli ideali che la Borellini ha portato avanti. Sono felice che sia stata lei anche se è romana e non modenese ma ero certo che la resa fosse straordinaria come in effetti è stata.


Elisabetta Ruffolo