mercoledì 31 gennaio 2018

Libri, "Ruggero e la macchina del tempo" di Chiara Taormina: per Sepúlveda "da leggere a voce alta". La recensione di Fattitaliani

Chiara Taormina, "Ruggero e la macchina del tempo", Il Ciliegio Ed., Como, 2017. Recensione di Andrea Giostra. 

Il racconto di Chiara Taormina ha uno “sponsor” di tutto rispetto quale quello del grande scrittore cileno Luis Sepúlveda (1949), divenuto famoso in tutto il mondo con il romanzo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (1996), che oggi in Italia moltissime scuole elementari e medie lo propongono da leggere ai propri alunni. Sepúlveda, con una bella presentazione, invita i lettori a leggere i racconti di Taormina, scrivendo che le «… storie che racconta e scrive Chiara Taormina sono per essere lette a voce alta, attorno al fuoco adesso che è inverno. Oppure in un giorno d’estate al calar del sole.»
Come abbiamo già scritto in altre recensioni di libri di Fiabe e Favole, è proprio quella tracciata in poche parole dal grande scrittore cileno, la matrice culturale di questo genere di narrazioni vocali… «Il racconto intimo e riservato tra il genitore e il bambino, tra la nonna e il nipotino, rappresentano dei momenti di incisiva educazione e di efficace trasmissione di sapere e di esperienza, che non hanno eguali tra tutte le azioni educativa ed evolutive destinate ai bambini; non a caso il bambino, quando sarà un adulto, avrà per sempre impressi nella sua memoria, se li avrà vissuti nell’infanzia, quei momenti di magica intimità del racconto di Fiabe e Favole, che immaginiamo recitati da una calda voce genitoriale, illuminata dalla fioca luce di lume poggiato nel comodino accanto al letto del bambino.»

La ricerca di nuovi orizzonti, di nuove amicizie per le quali vale la pena correre il rischio di essere “catturati”, la possibilità di sperimentare nuove avventure, ma soprattutto la scoperta di un “mondo umano” con il quale i protagonisti della storia di Taormina dovranno confrontarsi, sono gli ingredienti del narrare di questo libro. Come in tutte le belle favole, la storia è arricchita dalla presenza di fate, folletti, inventori, animaletti simpatici e divertenti, sorprese e colpi di scena alcuni dei quali si avvalgono di una fantastica macchina del tempo.
La scrittura di Taormina è diretta, semplice, scorrevole, appropriata all’ascolto del narrare di un adulto al proprio bambino, al proprio nipotino, all’ascoltatore che vuole essere trascinato in favole e fiabe oniriche. I temi trattati, come in tutte le favole, sono l’abbandono, la nostalgia, la tristezza, l’amicizia, la famiglia, l’affetto, la tenerezza, la libertà, la paura, la solidarietà, ed altri ancora.

Ruggero un giorno decide di aiutare Ciuffo, un particolare coniglio smarrito dal pelo folto e grigio e gli occhi grandi ma tristi”, che conosce l’“affetto”, la “tenerezza” e l’“amore” che alcuni umani provano per gli animali, abbandonato dalla sua famiglia. Ruggero e il suo amico pulcino Samù, fino ad allora, non sanno cosa siano questi sentimenti. Il contesto del racconto è la selva, “oasi di pace”, concepita come luogo sicuro perché lontano dall’uomo “sempre in agguato e pronto a rinchiuderci in qualche prigione!” Per aiutare Ciuffo, Ruggero è costretto ad allontanarsi dalla selva e ad andare incontro a rischi e pericoli per la sua incolumità. Le tappe che dovrà percorrere Ruggero, in compagnia dei suoi amici Samù e Ciuffo, sono segnate da riflessioni poetiche in stile haiku, brevissima composizione di poesia giapponese, concepite come un modo per dare saggi e suggestivi consigli lungo il cammino.

Le belle illustrazioni che accompagnano le varie fasi del racconto sono di Mirco V. Maselli.

Chiara Taormina:

Mirco V. Maselli:

ANDREA GIOSTRA