martedì 19 dicembre 2017

Isabel Russinova testimonial di Amnesty International Italia: "la mia professionalità per dar voce a chi non ne ha". L'intervista di Fattitaliani

Carissimi lettori di Fattitaliani incontriamo oggi per la nostra intervista Isabel Russinova.
Isabel Russinova non ha certo bisogno di presentazioni. Notissima attrice di origine bulgara, nasce a Sofia, vissuta a Trieste da giovinetta e poi trasferitasi a Roma. Ha lavorato in Teatro, al Cinema e in TV in produzioni note e notissime, finanche ha presentato un San Remo. Nel tempo è divenuta Autrice e Drammaturga. Una donna di grande charme, attentissima al sociale in cui si impegna in qualità di operatrice culturale con forti collaborazioni con Amnesty International di cui è testimonial per l’Italia. Porta in scena e all'attenzione del pubblico, le tematiche degli “ultimi” quelli che non hanno più voce e speranza, donando loro entrambe con la sua arte recitatoria, l’immagine, la presenza ed il costante impegno. L’ultima volta l’abbiamo incontrata al cinema lo scorso 9 dicembre 2017 per la presentazione del film “L’incredibile storia della signora del terzo piano” di cui è anche registra insieme a Rodolfo Martinelli Carraresi, suo compagno di vita e fondatore di Ars Millennia Production. Il film ultimamente presentato, rientra nella Kermes T.E.H.R. “Thamatic Exibition on Human Right” una rassegna multidisciplinare e tematica sui diritti umani di cui Isabel Russinova ha curato la direzione artistica in collaborazione con l’Università tre – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Scienze della Formazione, con il conservatorio di Santa Cecilia e il RIFF (Rome Indipendent Film Festival) e con Amnesty International. Il film è stato presentato al Cinema Trevi, prestigiosa casa del cinema d’autore fondata da Mario Verdone noto critico cinematografico e padre dell'attore Carlo.
Benvenuto cara Isabel e grazie per aver accettato il nostro invito per questa intervista e del tempo che ci dedichi, è un vero piacere averti con noi. Inizio subito col porti la prima domanda: Fare l’attrice è stata una scelta professionale o è piuttosto diventata nel tempo una scelta di vita?
Immaginazione, fantasia, curiosità, desiderio di conoscenza mi hanno accompagnato fin da bambina, stimolata dall’attenzione alla cultura che mia madre e mio padre mi hanno sempre insegnato. Teatro, musica, letteratura, ma soprattutto l’ascolto agli altri, sono stati gli insegnamenti che mi hanno indirizzato agli studi umanistici. Le occasioni della vita poi mi hanno portata a costruire un percorso che mi ha arricchito di esperienze e opportunità nel campo delle arti. Ma più che scelta di vita parlerei di espressione di vita.
Ci sono, e se si quali sono, i pro e i contro della vita di una persona nota?
Sai Ester, non mi è mai interessato essere una persona nota, ma essere una persona attenta al prossimo e a se stessa, attraverso la costruzione del percorso di vita, professionale e familiare che desideravo. Non ho mai cercato la notorietà, ma la possibilità di realizzare i miei progetti al meglio riuscendo a suscitare consenso rispetto al mio lavoro.
Devo dire carissima Isabel che concordo e condivido pienamente quanto hai appena affermato, non è il rincorrere la notorietà l’obiettivo, ma piuttosto provare a migliorare se stessi e magari nel contempo anche la nostra società con l’esempio e l’impegno di ciò che facciamo nel nostro quotidiano, Isabel, sei anche una notevole autrice e drammaturga, lo dicevamo nella breve presentazione, e tratti tematiche molto complesse. Da dove si attingono gli spunti di creatività per realizzare una sceneggiatura? e come si creano storia e personaggi?
Il lavoro dello sceneggiatore, dello scrittore, dell’artista, non è qualcosa che si costruisce a tavolino. Non è certo solo un diploma che ti consente di diventare artista. Prima ci deve essere talento, urgenza di approfondire le proprie capacità, studio, introspezione, osservazione, pazienza, sacrificio, capacità di assorbire le delusioni e convertirle in volontà di continuare a battersi per i risultati, senza trascurare mai fantasia e sogno.
Molti giovani oggi vogliono svolgere la professione di attore perché attratti dall'apparente facilità con cui si raggiunge il successo, motivati più da questo che dal talento, quale consiglio sarebbe da dare a questi giovani aspiranti attori?
Chi vuole essere un attore non deve pensare proprio alla notorietà. Deve solo pensare allo studio e ad approfondire le domande della propria anima, forse così riuscirà a comunicare qualcosa. Chi pensa che fare l’attore sia essere famoso, passeggiare sul red carpet, senza impegnarsi ha proprio sbagliato indirizzo. Professionalità, studio, fatica, umiltà sono prerogative indispensabili.
Per una persona così attenta al sociale, come tu sei Isabel, che spesso incontra l’infelicità o la mancanza di aspettative delle persone più disagiate, e che in qualità di attiva testimonial di Amnesty International Italia interviene con il proprio impegno, che cos'è la felicità, come si può ridare voce agli “invisibili”?
La felicità è direttamente proporzionale alla capacità che abbiamo di essere umili ed onesti con noi stessi. La felicità è direttamente proporzionale alla richiesta di aspettative irraggiungibili, guardiamo più alla spiritualità e saremo tutti più felici.
Per me è davvero urgenza essere utile al prossimo, mettere a servizio la mia professionalità per dar voce a chi non ne ha, per esempio portando in scena e facendo conoscere, attraverso la scrittura di personaggi della storia che si sono battuti per i diritti, contro le ingiustizie e per la difesa del bene, la ricchezza d’animo, l’impegno, la generosità di cui è stato capace l’uomo e che sono il vero motore che lo fa progredire. E’ un modo di stimolare interesse, soprattutto nei più giovani, a cui toccherà il futuro dell’uomo.
Quali sono i prossimi impegni in cui vedremo Isabel Russinova e Rodolfo Martinelli Carraresi?
Ho scritto “Maria Teresa, domina et dux”, profilo di una grande donna e luminosa figura del 700 europeo, Maria Teresa d’Austria, Imperatrice del Sacro Romano Impero. La prima nazionale in occasione del tricentenario, al Museo Revolterra di Trieste, poi protagonista di altri eventi dedicati sul territorio nazionale. La regia dello spettacolo, che mi vede in scena, è firmata da Rodolfo Martinelli Carraresi, le musiche originali sono del maestro Antonio Nasca, i costumi di Wilma lo Gatto realizzati da Jessika Made.
Continuerà il percorso anche di un'altra meravigliosa figura femminile del 700, che ho portato in scena all’interno di TEHR - Thematic Exibition On Human Rights, la mia rassegna multisciplinare sui diritti umani che ha debuttato nella sua prima edizione dal 30 novembre al 10 dicembre scorsi: Olympe de Gouges, di cui decorrono, nel 2018 i 300 anni dalla nascita. Olympe una donna coraggiosa che si è battuta per i diritti, dei più deboli, e delle donne fino ad essere condannata al patibolo per il suo impegno, o come avevo detto, perché aveva osato pensare come un uomo.
Salutiamo la nostra carissima Isabel Russinova ringraziandola ancora per questa gradevolissima chiacchierata e facendole un grande in bocca al lupo per tutti i prossimi futuri impegni. Grazie ancora per essere stata con noi.
Ester Campese