mercoledì 4 ottobre 2017

Libri, "Vino facile" di Rudy Rinaldi: la recensione di Fattitaliani

Rudy Rinaldi, “Vino Facile”, Bruno Ed., Roma, 2017.Recensione di Andrea Giostra.

L’interessante libro di Rudy Rinaldi viene presentato dallo stesso autore al suo lettore con una brevissima sinossi: «Molti pensano che riconoscere la qualità di un vino e le sue caratteristiche intrinseche siano capacità che solo i grandi sommelier possono avere. La verità tuttavia, è che riconoscere la qualità di un vino e i suoi caratteri distintivi non solo è possibile ma è anche facile dal punto di vista pratico. Tutto sta nel sapere esattamente come fare. In questo libro, ti rivelerò segreti e tecniche inedite usate dai più grandi sommelier del mondo per capire la qualità di qualsiasi vino, le varie tipologie esistenti, oltre alle varie tecniche usate in fase di produzione. Il tutto in un’ottica di servizio, degustazione e abbinamento cibo-vino in modo facile.»
È una grande verità quella che scrive Rinaldi.
In realtà, la società occidentale del ventunesimo secolo, nella quale viviamo oggi, è quella delle super-specializzazioni, talvolta addirittura delle iper-specializzazioni dei saperi accademici ed esperienziali settorializzati a compartimenti stagni, nella quale “devono” essere gli esperti, spesso auto-definitisi tali con una buona dose di arroganza e di ego-centrismo intellettuale, a dire “a-chi-esperto-non-è”, cosa fare, cosa comprare, cosa mangiare, cosa bere.
Non tutti, e per fortuna, oggi si attengono più a queste raccomandazioni mediatico-pubblicitarie che per certi versi assumono connotazioni di vera e propria “propaganda”: «Ripetete una cosa qualsiasi cento, mille, un milione di volte e diventerà verità», tanto per riprendere un motto assai caro a chi del convincimento popolare ne ha fatto una missione di vita.
Ebbene, il libro di Rinaldi, si smarca molto efficacemente da questa oramai obsoleta prospettiva mediatico-pubblicitaria, e si propone con un messaggio da influencer dell’era contemporanea: «decidiamo insieme cosa devi acquistare (bere) in base ai tuoi peculiari bisogni perché quello di cui discuteremo alla fine sarà il meglio che potrai trovare sul mercato!»
Questo messaggio, se vogliamo meta-messaggio, nello scritto di Rinaldi parte dalle origini del vino che vengono fatte risalire ad oltre seimila anni fa, al tempo degli Egizi e dei Persiani che coltivavano la vite lungo le fertili rive del Nilo, del Giordano, del Tigri e dell’Eufrate. Da allora il vino, insieme all’olio, ha assunto una poderosa connotazione culturale di tutte le civiltà mediterranee e occidentali, tanto che questa nobile bevanda «… conquista il centro della tavola, anima il convivio e diventa, per la sua forza di essere fonte ed espressione di cultura, un protagonista. Questa bevanda, con la qualità ed i caratteri che la esprimono, così fortemente legati all’origine e al territorio, è cultura e non solo: per eccellenza serve a costruire e cementare rapporti di amicizia e a renderli duraturi nel tempo.» (Pasquale Di Lena, Prefazione al nostro saggio).
Connotazione culturale questa, che trova un perfetto connubio con un antichissimo detto siciliano - cuore la Sicilia nei millenni della cultura mediterranea della quale scrive il nostro autore – che recita più o meno così: «Lieva tutti cosi da tavula, ma lassi sempre u’ pani, l’alivi e u’ vinu» (“togli tutto dalla tavola, ma lascia sempre il pane, le olive e il vino”), proprio per dimostrare, semmai ce ne fosse bisogno, la radicata cultura dell’ospitalità, della convivialità, dell’amicizia, del cementare i rapporti amicali e familiari che hanno radici antichissime nella nostra cultura. Non a caso, in questo detto siciliano si recuperano i tre elementi fondamentali della cucina mediterranea: il pane, l’olio (che condisce le olive), il vino. Elementi enogastronomici alla base di tutte le ricette e di tutti i menù che vogliono avere una connotazione culturale mediterranea.
Questa cornice concettuale ci aiuta a comprendere meglio l’interessante libro di Rinaldi che inizia con lo spiegare «cosa è il vino?». Già dalla sua introduzione, il discorso diventa intrigante e il lettore si rende conto delle varie accezioni culturali e sociali che possiede questa nobile bevanda.
Rinaldi, a questo punto, divide il suo scritto, frutto di una solida esperienza sul campo di appassionato di vini, di sommelier pluripremiato in tutto il mondo, di docente di corsi di degustazione, di esperto vero insomma, in capitoli e in paragrafi concepiti come domande ricavate dai tantissimi corsi nei quali ha insegnato l’arte del gustare il vino. Le risposte che Rinaldi dà al lettore nel libro sono indirizzate sia ai neofiti sia agli esperti di vini che vogliono approfondire alcuni saperi esperienziali del nostro autore.
Per dare qualche informazione in più al nostro lettore, elenchiamo di seguito i capitoli di “Vino Facile”: “1. Come viene servito il vino”; “2. Come nasce il vino”; 3. Come viene prodotto il vino”; “4. Gli spumanti e i vini speciali”; 5. Principi di degustazione e abbinamento”; 6. L’abbinamento cibo-vino facile”.
Non ci resta a questo punto che bere un bel “Sorso” di “Vino Facile” e lasciarci trascinare da Rinaldi in questa lettura certamente interessante per chi ha radici culturali mediterranee e ama il buon cibo e il buon vino.
Buone letture …

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ANDREA GIOSTRA