martedì 22 agosto 2017

Pasqualino Piunti, San Benedetto del Tronto città solidale nei confronti dei terremotati

San Benedetto del Tronto. Il Sindaco Pasqualino Piunti riunisce i Sindaci colpiti dal terremoto un anno fa per una conferenza sui disagi dei terremotati e delle tante promesse (NON MANTENUTE) da parte del governo.

di Emanuela Del Zompo - Il 24 agosto di un anno fa, il terremoto colpiva alcuni paesi dell'entroterra marchigiano ed abruzzese causando oltre 300 morti. San Benedetto del Tronto ed il suo Sindaco, Pasqualino Piunti, non hanno esitato senza richiesta esterna ad offrire il proprio appoggio alle città terremotate e soprattutto ai superstiti del disastroso terremoto.
"Senza ascoltare nessuno, dice Paqualino Piunti, ci siamo adoperati  subito per portare soccorso ed aiuto a chi è rimasto in vita e senza più nulla compreso la propria abitazione!
A tutt'oggi sono stati rimosse solo il 10% delle macerie provocate dal terremoto e siamo qui riuniti con tutti gli altri Sindaci delle città terremotate da Nicola Alemanno, Sindaco di Norcia, Maurizio Brucchi, Sindaco di Teramo, Guido Castelli, Sindaco di Ascoli Piceno, Gianluca Paqui, Sindaco di Camerino, Aleandro Petrucci, Sindaco di Arquata del Tronto, Stefano Petrucci, Sindaco di Accumoli, Giuseppe Pezzanesi, Sindaco di Tolentino,  a Marcello Fiori, responsabile nazionale Enti Locali Forza Italia per fare un resoconto di tutto quello che è stato fatto oggi ad un anno dal tragico evento.
Tante promesse non mantenute da parte del governo e risultati veramente scarsi. Da parte del nostro comune c'è stata la massima disponibilità nei confronti degli sfollati che sono tutt'ora nostri graditi ospiti.
Oggi siamo qui per fare un appello al governo affinché faccia tornare a casa tutta quella gente che ha subito il terremoto e che ne sta subendo ancora oggi le sue conseguenze."
Il 24 agosto, data della ricorrenza dei circa 300 morti, ci sono ancora 4 regioni che non devono rimanere sole nella disperazione e oltre 2 milioni di macerie  da rimuovere dal territorio terremotato per permettere la ricostruzione dei siti così come erano prima di questo nefasto evento.
Nelle terre abruzzesi, addirittura non è stata rimossa alcuna maceria da quel dì, incalza Marcello Fiori e sono state consegnate solo 42 unità abitative provvisorie per i terremotati mentre 6762 sfollati sono ospiti fissi in alberghi. Sono stati consegnati 200 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sanare tutte le problematiche di questo terremoto, ma la domanda che giunge spontanea è... Quante unità abitative si potevano costruire con quei soldi? Quanto tempo ancora dovranno aspettare le persone senza più un abitazione prima di poter tornare alla vita normale e nel proprio Paese?
"Abbiamo bisogno più di uno Stato che di tanta inutile burocrazia. E questo non lo si può chiamare Stato civile quando si assegnano a sorte (le case consegnate ai terremotati sono solo 42) il futuro della propria abitazione! Si deve ridare speranza e futuro alla nostra comunità supportando i Sindaci dei nostri comuni. Il Governo deve cambiare iter nei nostri confronti altrimenti denunceremo tutto ciò che è stato promesso e non fatto, prosegue il Sindaco Aleandro Petrucci il quale lamenta che ad Arquata del Tronto non è stato tolto neanche un mattone! Griderò allo scandalo se devono sostituire un commissario senza preoccuparsi di ingaggiarne un altro competente, un tecnico innanzitutto che sia al di sopra delle parti che è conscio di quello che deve fare e che si impegni a portare avanti tutte le questioni riguardanti lo specifico problema senza essere occupato da burocrazia o impegni politici non attinenti alla sopracitata situazione."
Mentre il Sindaco di Norcia, Alemanno, lamenta che la questione terremoto ha fatto ricadere tutte le responsabilità sui Sindaci dei comuni coinvolti nella vicenda, mentre il governo ci ha lasciati soli con il nostro destino! Non si trova un interlocutore con cui confrontarsi e soprattutto prosegue Bruschi, Sindaco dell'Aquila, che ha vissuto i due terremoti, dice che sono stati  mal gestiti e che la ricostruzione di una città alla fine ha dei risvolti politici. Non si può fare politica sulla nostra pelle e soprattutto  su risvolti economici perché ancora non arrivano le risorse economiche (che ci hanno promesso) per pagare le imprese che hanno lavorato all'emergenza terremoto.
Fondi che non arrivano, sfollati che sono negli alberghi, paesi che non sono ricostruiti... l'Italia ha bisogno di essere ricostruita nella politica. Errani nonostante tutto è stato un buon mediatore per i sindaci delle regioni terremotate. Il governo deve decidere per il modello di ricostruzione dei paesi e nominare un tecnico di fiducia che faccia solo questo. Questa convocata qui a San Benedetto del Tronto presso il circolo nautico di San Benedetto del Tronto non è una riunione di partito ma di più Sindaci che vogliono risolvere un problema di politicizzazione del terremoto: non può esistere un terremoto di destra o di sinistra, non si possono risolvere le cose pensando a quale direzione politica rivolgersi. Conclude Piunti... dobbiamo risolvere questo dramma, ci deve essere una richiesta di responsabilizzare il governo e non politicizzare lo stesso terremoto!"