martedì 29 agosto 2017

Andrea Bolognesi finalista al Premio BMA. L'intervista di Fattitaliani: le forti emozioni scatenano la mia scrittura

Sono nove i finalisti del Premio BMA - BOLOGNA MUSICA D’AUTORE che si esibiranno durante la SERATA FINALE del 7 ottobre presso il Teatro “Il Celebrazioni” di Bologna. Fra questi il cantautore Andrea Bolognesi, intervistato da Fattitaliani.

Hai partecipato a tanti concorsi dimostrando una grande tenacia. Che cosa resta ogni volta, fra delusioni e soddisfazioni?
L'esperienza, credo. In tutti i sensi. L'opportunità di essersi messi in gioco, di conoscere sempre nuove persone che condividono passioni simili alle tue, di competere con sé stessi ancor prima che con gli altri. Oltre a questo, sicuramente anche l'acquisizione di nuove consapevolezze e responsabilità, spesso superando i propri limiti e facendo un passo in più nel percorso musicale che si è scelto di intraprendere.
Puoi condividere con noi qualche sensazione e ricordo particolare?
Ho provato diverse sensazioni nelle mie esperienze musicali, ma considero unica e famigliare l'accoglienza ricevuta nel 2014 al "Premio Valentina Giovagnini".
Per quanto riguarda gli incontri con personalità artistiche note, ricordo con grande piacere e orgoglio le parole di grande stima ricevute ad Area Sanremo dagli allora giurati Roby Facchinetti, Giusy Ferreri e Dargen D'Amico, e forse ancora di più gli inattesi complimenti da parte dell'ospite speciale Gaetano Curreri nel backstage del "Premio Lunezia Nuove Proposte" del 2015, dopo che ebbi eseguito "Una piccola ape".
Scrivi da giovanissimo le tue canzoni: quale è stato il tuo primo brano? 
È una domanda difficile. Ho iniziato da ragazzino a comporre musica, ma nei primi anni la mia concentrazione ricadeva specialmente sul comparto armonico-melodico per poi aggiungervi nel tempo anche la parte testuale, perfezionata nel corso degli anni. Un brano che ricordo sempre con simpatica nostalgia e che rappresenta forse al meglio una prima produzione di Andrea Bolognesi è "Mille volte te".
Negli anni come sono cambiati i motivi ispiratori delle tue canzoni?
Generalmente, ciò che scatena la mia scrittura sono le forti emozioni.
Queste, spesso, sono state vissute a livello amoroso, ma anche la perdita di persone care ha sicuramente inciso.
Crescendo, il senso dell'esistenza e la riflessione umana e sociale sono diventati temi ai quali ho dedicato la mia attenzione e il mio interesse.
Sono convinto che il punto nodale sia avere qualcosa di genuino e credibile da dire e raccontare; a quel punto si può parlare di qualsiasi tematica.
Guardando indietro, ci sono dei testi in cui ti riconosci ancora appieno e altri che, forse, ti fanno tenerezza?
Se mi guardo indietro vedo la strada che ho percorso, un sentiero ben tracciato.
In fondo c'è lo stesso Andrea, sicuramente più innocente e ingenuo, ma sempre amante della musica come forma d'arte, di aggregazione ed emozione.
Ovviamente, per alcuni motivi, certe melodie e testi mi fanno sorridere e pensare a quanto fossi acerbo, ma allo stesso tempo tutto ciò mi riconsegna la dimensione della maturazione artistica che posso aver raggiunto dopo tutti questi anni.
Concorrere al Premio BMA rappresenta qualcosa di diverso e particolare?
Bologna è stata la "patria" musicale di artisti che stimo particolarmente come Lucio Dalla, Zucchero, Gaetano Curreri, Samuele Bersani, Cesare Cremonini, Luca Carboni e sicuramente tanti altri che ora non ricordo.
Il concorso idealmente porta in dote questa storia artistica e rappresenta un'opportunità molto importante, a maggior ragione per me che ho vissuto questa città da studente e, in quanto emiliano-romagnolo, sono lusingato di poter rappresentare questo stesso territorio all'interno della prima edizione del BMA.
Fra i cantautori nostrani quale secondo te rispecchia meglio le esigenze e gli animi di oggi?
Secondo me oggi è alquanto difficile interpretare quali siano le esigenze, soprattutto di ascolto, e dunque gli animi del pubblico. Il mondo sempre più veloce e informatizzato dei social porta a una fruizione sempre più rapida e approssimativa di qualsiasi contenuto.
Tra i nuovi cantautori italiani Levante è forse riuscita a comprendere meglio l'attuale codice generazionale sposandolo a interessanti velleità compositive.
Ci parli del progetto discografico che hai in cantiere? 
Sono tanti anni che suono il pianoforte e provo a mettere le mie emozioni in musica.
Quello che ho in mente è un insieme di viaggi, di colori, che acquisisca una sua raison d'être data da un filo conduttore, ovvero la mia maniera di scrivere, suonare e cantare.
È un progetto che ho già avuto modo di arrangiare e registrare.
Sono in attesa di qualcuno che abbia voglia di emozionarsi ascoltandolo e se ne innamori artisticamente, credendoci fino in fondo. Giovanni Zambito.
©Riproduzione riservata
Biografia
Andrea Bolognesi, cantautore cervese, nasce a Forlimpopoli (FC) il 08/06/1987. Suona il pianoforte dall'età di 7 anni, canta e compone brani originali sin da ragazzino. Sostiene le selezioni di Area Sanremo 2013 e si assicura un posto tra i 40 finalisti. Nel Luglio del 2014 vince il Premio Valentina Giovagnini, presentando il brano "Indefinito". Accede alla finale di Area Sanremo 2014 e si classifica 9°, alle spalle degli otto vincitori della manifestazione. Nell'estate del 2015, con "Una piccola ape", ottiene il secondo posto al Premio Lunezia Nuove Proposte e il riconoscimento come "Miglior Testo" al Sonic Factory di Pontinia. Partecipa, in qualità di finalista, alla XI Edizione del Premio Poggio Bustone (Settembre 2015) e alla serata conclusiva del 17° Biella Festival (Ottobre 2015).
Nell'ultimo anno, ha lavorato intensamente per ultimare il progetto inedito di cui detiene ogni diritto, un album arrangiato e suonato in collaborazione con Ornella D'Urbano, Larry Tomassini, Gabriele Palazzi e Stefano Casali (attuali componenti della band di Fabio Concato), in attesa di trovare le condizioni ideali di pubblicazione e promozione artistica.

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