mercoledì 3 maggio 2017

Fuksas, la sua “Nuvola” e il Ponentino

Come sapete, la “Nuvola” è l’avveniristico centro congressi eretto all’EUR, chiamato così per la sua forma. È costato dai 250 ai 450 milioni (scusate l’imprecisione, ma non sono riuscito a capire quanto esattamente, sui giornali trovo cifre diverse; d’altro canto si tratta “solo” di soldi pubblici, che ci importa?). 

L’enorme opera, che ha richiesto nove anni di lavori più nove di progettazione, è il capolavoro di Fuksas, il grandissimo architetto. Quanto grandissimo? Beh, come ve lo spiego... ci vorrebbe unità di misura adeguata... ecco, ho trovato: grande quanto i il compenso di 19,9 milioni di euro che ha ricevuto. 
Purtroppo in questi giorni qualcuno si è accorto improvvisamente che la “Nuvola” non si trova esattamente dove era stata prevista dal progetto, ma due metri più in là.  
Costernazione, incredulità, dita puntate su Fuksas che secondo alcuni avrebbe dovuto controllare l’esecuzione del progetto come facevano Michelangelo e Bernini che passavano le giornate in cantiere, dita puntate sui manager delle ditte che hanno eseguito i lavori, che forse punteranno il dito sui copomastri, che forse indicheranno il responsabile di tutto in Salvatore Esposito, operaio addetto alle carriole che quando fumava  aveva l’abitudine di appoggiarsi alla struttura provocandone, una sigaretta dopo l’altra, lo spostamento. 
Ma non è così. 
Salvatore Esposito, a cui si dice verrebbe chiesto di risarcire i danni tramite cessione del quinto dello stipendio o con la sistemazione delle strade dell’intero Comune di Roma sampietrini inclusi, è innocente.
Lo so io so cosa è successo, e ve lo dico.
Nel creare il suo capolavoro, Fuksas ha compiuto il miracolo che non riuscì a Michelangelo con il suo Mosè: gli ha dato un’anima. 
E la Nuvola si è talmente convinta di essere nuvola che, appena è arrivato un refolo di Ponentino...

Carlo Barbieri 

Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha scritto fra l’altro “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non”; "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (Todaro Editore, ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (Todaro Editore, candidato al premio Scerbanenco 2015); "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda) e "Assassinio alla Targa Florio, ambedue con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.

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