giovedì 20 aprile 2017

Studio, UN ITALIANO SU 3 NON SA PIÙ SOCIALIZZARE NELLA VITA REALE

Altro che popolo di “attacca-bottone” e senza freni inibitori. In una società sempre più connessa virtualmente, ben un italiano su 3 (33%) non sa più creare link sociali nella vita reale.
Che si tratti di interagire con una persona che stuzzica interesse (42%) o semplicemente di scambiare un parere trovando un pretesto (38%), un italiano su 2 (51%) rinuncia ad avvicinarsi all’altro un po’ per diffidenza (23%), un po’ per timore (24%) e un po’ perché la vita virtuale risucchia ogni interesse sociale (29%). La panchina - e più in generale le sedute pubbliche - è il luogo emblematico di questo distacco sociale: che ci si trovi in città, al parco oppure in metro o in un bar, 8 italiani su 10 (82%) dichiarano che preferiscono sedersi dove non c’è nessuno di fianco o se il posto scelto è isolato. Per gli esperti la via più semplice per creare nuove connessioni e favorire l’interazione è la condivisione di un gesto o un’esperienza. Ecco che arriva al “Fuori Salone” la panchina che riduce le distanze, manifesto della socializzazione tra le persone.

E’ quanto emerge da uno studio promosso da NESCAFÉ, in occasione del video –esperimento sociale “The Hello Bench”, condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 2.500 italiani – uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog e forum per capire perché, in una società sempre più connessa, nella vita reale le persone fanno fatica a socializzare.

“Abbiamo voluto realizzare questo studio per capire quanto al giorno d’oggi le persone siano in grado di relazionarsi e condividere le loro esperienze – afferma Matteo Cattaneo, Marketing Manager di NESCAFÉ – I dati dimostrano che quando le persone escono dal web, nella vita reale faticano a creare relazioni. Per questo abbiamo ideato “The Hello Bench”, una speciale panchina che si accorcia e quindi avvicina le persone nel momento in cui decidono di condividere qualcosa. Questa panchina è il manifesto del bisogno di creare nuove connessioni tra persone in un’epoca in cui la relazione è sempre più virtuale. Contestualmente, il Fuori Salone, che raduna migliaia di persone da tutto il mondo, rappresenta l’occasione migliore per lanciare un messaggio così importante”.

Per 7 italiani su 10, se da un lato i social network facilitano il contatto, dall’altro fanno perdere la capacità di gestire un rapporto dal vivo. E per il 52% degli italiani i social hanno tutto per soddisfare il bisogno relazionale

I social network influenzano la capacità di relazionarsi nella realtà? La risposta è sì per oltre 7 italiani su 10 (72%), che patiscono di più il passaggio dal virtuale al reale. Per il 55% degli italiani, infatti, un semplice “ciao come va” è più facile scriverlo su Facebook, Whatsapp o Instagram che dirlo a voce perché “la chat dà meno ansia” del contatto fisico (38%). In più, il virtuale aiuta a “non metterci la faccia” se si compie una figuraccia (44%), accresce la percezione che “in rete basta poco per attaccare discorso” (73%) e aiuta a “troncare” una conversazione o una conoscenza quando si vuole e senza grosse responsabilità (63%). Ma a stupire è il fatto che per un italiano su 2 (52%) i social hanno tutto per soddisfare il bisogno relazionale delle persone. Post, foto e video da un lato favoriscono le interazioni e stimolano le discussioni (32%) e, dall’altro, permettono anche di farsi un’idea sulla personalità (22%), sui gusti (26%) e sull’umore (29%) delle persone.

Dalle panchine in città e nei parchi alle sedute pubbliche, quando la relazione diventa fisica le persone si allontanano: 8 italiani su 10 preferiscono non avere nessuno a fianco per non vedere invasa la propria sfera privata

Ma come si comportano gli italiani quando nella realtà si presenta l’occasione per socializzare? Solo il 21% dichiara di essere propenso ad aprirsi con chi si incontra per via delle circostanze quotidiane. La stragrande maggioranza (63%), invece, ritiene di non sentirne la necessità perché “tanto sono persone che non si rivedranno più” (22%) o perché “ci sono altre relazioni da coltivare più che dare confidenza a uno sconosciuto” (33%). Ma alla base di questo isolamento volontario c’è la voglia di non vedere invasa la propria sfera privata, motivazione indicata da ben 8 italiani su 10 (80%).

Dove si manifesta questa distanza sociale? Il nuovo “non luogo” sociale è rappresentato dalla panchina (65%), chi sia quella di un parco, di una fermata dei mezzi pubblici o quella dove ci si può fermare in città magari per ricaricare i propri smarphone o usufruire della connessione wi-fi. Più in generale sono le occasioni in cui ci si può sedere (34%) e quindi avere più probabilità di entrare in contatto con nuove persone, come ad esempio sulla metro (37%) o in un bar (32%). Nel primo caso addirittura 6 italiani su 10 (61%) scelgono di sedersi dove c’è la possibilità di stare soli oppure, una volta che si libera un posto isolato, c’è addirittura chi lo conquista scalando lì e allontanandosi da chi si ha a fianco.

Diffidenza, timore e vita virtuale sono tra le cause principali che impediscono agli italiani di creare nuove connessioni sociali. Dagli esperti le regole per socializzare: la via più semplice è condividere un gesto o un’esperienza

Perché gli italiani non socializzano più nella vita reale? Alcune cause sono di natura puramente psicologica, come la diffidenza ad aprirsi verso chi si incontra per la prima volta (23%) e il timore a dare confidenza verso chi non si conosce affatto (24%). Ecco perché 1 italiano su 2 preferisce starsene nel suo mondo dedicandosi a chattare simultaneamente con più persone (36%), “sbirciare” sui social per essere sempre informati su cosa fanno i propri amici (44%) o ascoltare musica dal proprio smartphone rigorosamente a palla con le cuffiette (23%). Proprio la vita virtuale, quindi, è la prima causa di questa incapacità di creare nuove connessioni sociali (77%).

Afferma la dottoressa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e Presidente Eurodap: “I social network non sono né da amare né da odiare, sono semplicemente da usare in modo sano, non compulsivo o riempitivo. Purtroppo, però, spesso avviene il contrario. Permettiamo al mondo virtuale di invadere la nostra realtà, la nostra vita, illudendoci che ciò possa appagarci a livello emotivo. Penso, quindi, che sia assolutamente necessario essere consapevoli della differenza tra un rapporto reale ed un rapporto virtuale. Altrimenti ci potrebbe essere il rischio d’illuderci di avere una certa personalità che poi non corrisponde alla realtà. Sicuramente i social facilitano il contatto tra le persone e ci possono aiutare ad affrontare meglio le nostre difficoltà di relazione nella vita reale, ma la cosa più importante che ci possono dare è la possibilità di osservarci mentre ci proponiamo, mentre cerchiamo di coprire un nostro difetto. Tramite questa conoscenza di noi potremmo imparare a presentarci al mondo  in maniera più diretta e reale. I social ci permettono di raccontarci senza esporci, senza la necessità di confrontarci direttamente con l’altro; in questo modo rischiamo d'illuderci di essere ciò che non siamo”.

LE SOCIAL CONNECTIONS RULES
1)    Condividi: Che sia un gesto o un’esperienza, condividere vuol dire connettere
2)    Riduci la distanza fisica: avvicinarsi è già sinonimo di apertura
3)    Ritieni di poter essere utile all’altro e viceversa
4)    Metti da parte diffidenza e timore: aprirsi significa arricchirsi
5)    Dal libro alla musica: cogli ogni pretesto per avviare un dialogo
6)    Sii spontaneo e non pianificare cosa dire o cosa fare
7)    Rispetta ma non aver paura della sfera privata
8)    Non mostrarti interessato se non lo sei davvero: una relazione deve essere vera
9)    Presta attenzione al linguaggio del corpo: uno sguardo vale più di mille parole
10) Evita gli eccessi: non essere troppo freddo né troppo espansivo


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