sabato 11 febbraio 2017

Lo spazzatore finanziario

Apprendo da Radio 24 (Focus Economia) che che la RAP, l’azienda che cura il servizio smaltimento immondizia della Felicissima Città di Palermo con i risultati che sappiamo, a seguito delle centinaia di reclami per strade non spazzate intenderebbe migliorare l’efficienza del servizio grazie a controlli antifurbetti basati su due semplici accorgimenti.
 Il primo, la geolocalizzazione satellitare.  Non del personale, per carità, cosa che sarebbe contro la privacy; solo dei mezzi e dei cassonetti.
Il secondo, assegnando al personale di raccolta non più zone, come adesso, ma percorsi. In sostanza, mentre prima qualcuno poteva dire “sono in zona ma non mi vedi perché sto lavorando da un’altra parte” (e magari, come è successo qualche anno fa, è a dieci km di distanza impegnato a trasportare un divano con il camioncino dell’azienda) adesso i mezzi farebbero un percorso ben definito, senza… “saltare fermate”, e la geolocalizzazione controllerebbe che il percorso viene compiuto regolarmente.
Secondo voi i sindacati - che spesso dichiarano “i primi ad avercela con i furbetti siamo noi perché causano problemi ai tantissimi lavoratori onesti”, come si sono comportati?
Dai, facciamo un quiz. Vediamo se indovinate la risposta del sindacato FIT-CISL. 
Scegliete una delle due:
1 – “La stragrande maggioranza dei nostri lavoratori non ha nulla da temere da controlli, e ringraziamo la direzione della RAP perché, grazie ai percorsi e alla geolocalizzazione dei mezzi, ci aiuterà a dimostrarlo, ma anche a rimuovere le eventuali mele marce”.  
2 – “La direzione pensi piuttosto alla salute finanziaria dell'azienda, che rischia di nuovo di fallire. Prima la vicenda del furbetti “in malattia”, ma omettendo di dire che i lavoratori erano stati ritenuti malati dal medico aziendale e non dai medici di famiglia; poi la presunta opposizione dei sindacati alla riorganizzazione aziendale; e oggi quella del controllo satellitare degli operatori ecologici. Tutto per non affrontare l’unico vero tema degno di essere preso in considerazione dall’azienda e dal Comune: il rischio di un nuovo fallimento che noi non consentiremo”.

Allora avete scelto?
Bene, vedo che nessuno ha scelto la prima… aspettate, vedo una mano alzata. 
Ci dica, lei perché  ha scelto la prima? Come? Aaah, scherzava. Vabbè.
Insomma, ci avete azzeccato tutti. 
Allora permettetemi solo un commentino.
Tutti gli anni lascio vado ad abitare nella mia mini-casetta di Mondello per due mesi e mezzo. La via è regolarmente un immondezzaio a causa di certi bipedomaiali che sporcano - alcuni sono vicini di casa che preferiscono frapporre una ventina di metri fra la loro abitazione e la monnezza piuttosto che farsi altri cento metri fino al cassonetto; ma anche a causa dell’assenza di un servizio di spazzamento. Ci sono state intere stagioni in cui non si è visto nessuno, altre in cui lo spazzatore è passato una sola volta. L’anno scorso ci siamo goduta una strada finalmente decente per una decina di giorni, ma solo perché l’abbiamo ripulita noi. 
Due anni fa sono riuscito a sapere che lo spazzino assegnato alla nostra via “era invalido e si rifiutava di venirci”. Reclamai tre o quattro volte per telefono, ma non so come sia andata a finire. Ho sentito di tutto: che l’azienda ha riconosciuto che l’invalido non poteva spazzare ma non l’ha sostituito, che l’invalido è stato sostituito ma, per sbaglio, con un altro invalido ancora più invalido, che la FIT-CISL è intervenuta minacciando uno sciopero dicendo che gli spazzatori non possono spazzare perché hanno importantissimi problemi di gestione aziendale a cui pensare. 
Io non sono riuscito a farmi un’opinione, anzi se qualcuno mi illumina gliene sarò grato. Per il momento, visto che la RAP continuerà a lasciare accumulare l’immondizia nella strada, non mi rimane che tentare di trovare una soluzione innovativa; per esempio, visto che i funghi crescono bene nel letame, una fungaia. O inserire la “caccia al sorcio con arrustuta” nel programma di festeggiamenti del Festino, magari in abbinata a una caccia il tesoro in cui vince chi trova il pannolone più grande. 
Oppure un minitermovalorizzatore che produrrebbe energia sufficiente a riscaldare un piccolo prefabbricato munito di TV e computer dove lo spazzatore di zona potrà tenersi informato, riflettere e persino collegarsi in teleconferenza con i colleghi per discutere le strategie finanziarie della RAP. 

Carlo Barbieri
Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, NitroNews, Il Fatto Bresciano, QLnews, Sicilia Journal e Malgrado Tutto, testata su cui hanno scritto Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha scritto fra l’altro “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non”, i gialli “La pietra al collo” (Todaro Editore, ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (candidato al premio Scerbanenco) e “Uno sì e uno no”, una raccolta di racconti pubblicata da D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati alla VI edizione del Premio Internazionale Città di Cattolica, al IV Premio di letteratura umoristica Umberto Domina e alla VII edizione del Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.

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