venerdì 2 dicembre 2016

Leonardo a Vinci nel 2019 e a Perugia nel 2020: Il Paesaggio con fiume in mostra per il 500° anniversario della morte dell’artista

Nei giorni scorsi, il disegno di Paesaggio con fiume di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473 (oggi conservato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi con il numero di inventario 8 P), è tornato al centro dell’attenzione.
Infatti la ricerca del paesaggio raffigurato sul recto – considerato tra i più precoci esempi di paesaggio puro nell’arte occidentale – dalla Toscana si è ora allargata verso l’Umbria – senza peraltro escludere che l’artista, come sostenuto da parte della critica, nei suoi brani di paese avrebbe potuto rivisitare con la memoria vari luoghi già visti, interpolando tra loro percezioni della visione in diretta e successive rielaborazioni mnemoniche di quelle stesse percezioni, aggiungendovi inoltre nuovi spunti figurativi.
Il Paesaggio con fiume, che per motivi di conservazione non può essere esposto, se non per breve spazio di tempo, ogni cinque anni, sarà protagonista a Vinci, per la durata di cinque settimane, di una mostra, che avrà il suo evocativo inizio il 5 agosto 2019. La ricorrenza, inserita nel quadro delle manifestazioni per il Cinquecentesimo anniversario della morte del genio toscano, coincide esattamente con quella indicata sul foglio, dove Leonardo ricorda pure la consacrazione a Santa Maria della Neve. Un’occasione unica, che vedrà nel comune di Vinci, dove Leonardo nacque nel 1452, una sede di forte valenza simbolica, ma di cui beneficerà anche la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, nella quale il disegno verrà nuovamente esposto, per un periodo altrettanto limitato, nel 2020.


Un profilo paesaggistico simile, per caratteristiche geologiche e culturali, quello dell’Italia Centrale, dove la presenza del giovanile autografo leonardesco costituirà un motivo di riflessione sull’intenso processo di identificazione che quell’opera, così ricca di rimandi, è capace di suscitare in chi la osserva. L’opportunità di incrociare tra loro il turismo culturale e quello naturalistico, offrendo allo stesso tempo un’indagine e una comprensione approfondite del foglio, coinvolgerà dunque una regione, l’Umbria, le cui popolazioni sono protagoniste, insieme a quelle delle Marche e del Lazio, di un evento tanto distruttivo per l’identità locale come il terremoto” sottolinea il Direttore Eike Schmidt, nell’annunciare la programmazione delle due importanti tappe espositive del disegno leonardesco.

1 commento:

  1. Ravecca Massimo3 dicembre 2016 11:13

    Il legame più sorprendente, che collega la Sindone di Torino con le opere pittoriche di Leonardo da Vinci, è nella somiglianza del volto contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il volto urlante del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento. L’immagine della ferita al costato è la “prova” specchiata della presenza attuale della Battaglia di Anghiari, dietro gli affreschi del Vasari nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Cfr. ebook/kindle. La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci: analisi iconografica comparata.

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