lunedì 28 novembre 2016

"Poesie" di Aldo Capitini, a cura di Daniele Piccini, dal 26 gennaio in libreria, Del Vecchio Editore

Del Vecchio Editore pubblica l’opera poetica “corale” del pensatore Aldo Capitini (Perugia, 1899–1968), poeta e letterato fine e rivoluzionario, maggiormente conosciuto in Italia per il suo impegno civile, di filosofo e pedagogista.

Nella poesia vede «un atto di apertura illimitata, di contro alle chiusure, alle forzature, agli irrigidimenti», fino all’incontro con la religione, che per lui, fin nelle prime riflessioni filosofiche, è crogiuolo di un’anima infinitamente aperta. Quella di Capitini è dunque un’esperienza poetica di certo singolare: appassionato lettore di poesia, amò anche autori che avrebbe poi rifiutato, come i futuristi; s’interessò alla letteratura straniera, soprattutto ai classici e fu affascinato da autori a lui contemporanei, quali Luzi e Sereni. Influenze, interessi e affinità che condurranno tuttavia a un’esperienza poetica decisamente autonoma e particolare.
Come afferma Daniele Piccini nell’introduzione a questo volume: «La scrittura poetica di Capitini emana un alone di solitudine, di irreparabile distanza, che chiede al lettore un’immersione fiduciosa e una sospensione di consuetudini e aspettative consolidate». Sono versi che, proprio nello sfumare l’eccezionalità, si aprono al desiderio comune di una poesia che vuole includere e non escludere, e resta l’espressione di una voce ancora oggi originale nelle scelte e significativa nel messaggio.


Aldo Capitini (Perugia, 1899–1968) è stato un pensatore attivo nel campo della riflessione filosofica, etico–religiosa, pedagogica, estetica. Si formò alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui fu in seguito segretario, venendone poi allontanato per il suo rifiuto di iscriversi al Partito Fascista. Da intellettuale fu attivamente impegnato contro il regime, contribuendo alle idee liberalsocialiste. D’altra parte evitò sempre un impegno propriamente politico. Promosse il movimento nonviolento in Italia e sostenne la necessità di una democrazia dal basso. Animatore instancabile di iniziative culturali e sociali, promosse tra l’altro, nel 1961, la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi. Tra i suoi numerosi libri si possono ricordare Elementi di un’esperienza religiosa (1937), Vita religiosa (1942), Saggio sul soggetto della storia (1947), La realtà di tutti (1948), L’atto di educare (1951), Religione aperta (1955), Rivoluzione aperta (1956), La nonviolenza oggi (1962), La compresenza dei morti e dei viventi (1966), Le tecniche della nonviolenza (1967), Educazione aperta (1967–1968). Come poeta, Capitini pubblicò nella sua maturità due raccolte, Atti della presenza aperta (1943) e Colloquio corale (1956), di originale impianto formale e di forte impegno etico e conoscitivo. Questo volume le ripropone entrambe, insieme ai versi giovanili di Terrena sede (1928) e Sette canti (1931), costituendo così per la prima volta la riedizione organica della sua produzione poetica.

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