domenica 27 novembre 2016

Cinema, “Hell or high water”: l'efficace western-thriller-contemporaneo di David Mackenzie, con Jeff Bridges. La recensione di Fattitaliani

“Hell or high water” è un Film molto interessante perché tratta un tema che quasi mai il cinema contemporaneo ha voglia di prendere in considerazione, se non in generi cartoon, fantastici, ovvero, dove la finzione narrativa è evidente ed esplicita!

Il Film è ambientato in un Texas ottimamente fotografato dal bravissimo Giles Nuttgens; la scenografia di Tom Duffield e di Wilhelm Pfau è scorrevole, coinvolgente ed empatica; la regia di David Mackenzie è ottima; il Cast di attori è molto azzeccato e tutti recitano il loro ruolo con maestria ed ottima identificazione della parte: non è un caso se al Festival del Cinema di Cannes 2016, dove il Film è stato presentato in anteprima mondiale, ha avuto gli onori della critica e del pubblico!
Il genere è certamente un western-thriller-contemporaneo molto efficace, che affronta e tratta i problemi che ogni uomo nel periodo storico che stiamo vivendo, quella della crisi economica internazionale del XXI Secolo, deve affrontare quotidianamente e risolvere per rimanere a galla e non cadere per non rialzarsi mai più!
“Qualunque cosa accada, a qualunque costo!” (significato reale dello slang statunitense “Hell or high water”), bisogna risolvere il problema, soprattutto se il problema da risolvere coinvolge i figli e il loro futuro. Allora il messaggio del Film di David Mackenzie è molto chiaro e diretto: i figli vengono prima di tutto, prima della propria morale, prima della propria etica, prima della propria stessa vita!
La storia narrata è quella di un padre separato, che ha sempre vissuto in povertà, come tutte le generazioni della sua famiglia che lo hanno preceduto. «Una povertà che è come un virus che non si è mai staccata di dosso dalla famiglia in nessun modo, e che si tramanda di generazione in generazione!». E dove alberga il bisogno e la povertà, si sa, quello è terreno fertile per il cinismo delle multinazionali e dalle potenti lobby di banche internazionali!
Toby - Chris Pine - scopre che la tenuta dove è nato e cresciuto col fratello Tanner - Ben Foster - e la madre, vedova di un padre violento e sanguinario ucciso dal fratello Tanner in una battuta di caccia, è ricca di petrolio; ma al contempo, alla morte della madre, Toby scopre insieme che la tenuta è stata ipotecata dalla madre per dare da mangiare ai figli.
La narrazione filmica si sviluppa nel raccontare le dinamiche umane, sociali, criminali, di amicizia, di amore fraterno e filiale, di solidarietà, di comprensione umana e sociale tra classi sociali di pari livello, attraverso una serie di rapine in banche di periferia del Texas Midlans; rapine improvvisate il cui buon esito è affidato semplicemente al caso! È questo l’elemento cinematografico, messo ben in evidenza da David Mackenzie, che genera nello spettatore quella componente essenziale e penetrante di thriller che cattura l’attenzione con eleganza e purezza disarmante.
L’unico scopo di Toby è quello di raccogliere i soldi sufficienti da restituire alla banca che possiede l’ipoteca della madre; banca che non aspetta altro che pignorare il ranch, impossessarsene con le sue terre e l’immenso tesoro di oro nero da trivellare con facilità!
Il finale è sorprendente e per certi versi impreziosisce il Film che viene sorretto dalla brillante interpretazione del sempre più bravo Jeff Bridges, l’intelligente Detective-Ranger che prima di andare in pensione vuole lasciare una traccia professionale della sua bravura di investigatore e di poliziotto che ha saputo lottare contro il crimine di quelle terre desolate, desertiche, affascinanti, crude, brulle, ma altrettanto belle e affascinanti: come il Film, come il racconto, come la storia, per certi versi neo-realista e assai contemporanea.
Insomma, il Film è da vedere e certamente non deluderà. Andrea Giostra.

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